Aemilia, casa confiscata a Roberto Turrà, condannato per associazione mafiosa

4/5/2017 – Nei giorni scorsi la Squadra Mobile e la Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Emilia hanno dato esecuzione al  provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Emilia, Sezione Misure di Prevenzione, che ha ordinato  a carico di Roberto Turrà, nato a Cutro, classe 1975, da anni residente in Reggio Emilia la sorveglianza speciale per 5 anni con obbligo di soggiorno;  e la confisca di un immobile di civile abitazione e degli annessi garage e cantina (il tutto già sottoposto a sequestro preventivo).

Lo ha reso noto questa mattina la Questura di Reggio Emilia.

Il provvedimento è stato notificato  in carcere all’interessato, condannato a nove anni e sei mesi dal Gup di Bologna nel rito abbreviato del processo Aemilia, fra l’altro per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’immobile, che si trova a Reggio città, non è formalmente intestato a Roberto Turrà; tuttavia “sulla scorta degli elementi prodotti dalla Polizia di Stato,  il Tribunale reggiano ha riconosciuto la riconducibilità dell’immobile al proposto e la sproporzione tra i redditi, leciti, di questi ed il denaro necessario per un acquisto immobiliare”.

 L’operazione in parola coordinata dalla DDA di Bologna – “evidenzia l’impegno, particolarmente sollecitato del Questore Fusiello, della Polizia di Stato reggiana per colpire i patrimoni dei soggetti indiziati di appartenente a sodalizi mafiosi”.

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