Don Artoni, quarant’anni di miracoli: l’abbraccio di Reggio al prete della comunità Papa Giovanni
Ora nasce anche la Locanda della Solidarietà

di Pierluigi Ghiggini

28/5/2017 – Come si possono raccontare 40 anni di lavoro, di sacrifici, di crescita sfidando ogni avversità e avendo dalla propria parte “solo” la Provvidenza, alcuni compagni di strada di buon cuore e tanti derelitti? Come si possono raccontare oltre cinquemila persone curate dalle dipendenze, salvate dal baratro e restituite a una vita normale?
Ci hanno provato ieri mattina il carismatico don Ercole Artoni, fondatore della comunità Centro sociale Papa Giovanni XXIII e il giovane presidente Matteo Iori. E ci sono riusciti solo in parte raccontando la storia, citando episodi e aneddoti, sciorinando le cifre di una crescita che ha «strabiliato» anche il vescovo Camisasca, per il quale  don Artoni è «un segno della fantasia di Dio».
Ma non si riuscirà mai a spiegare il mistero di come lo spirito divino si sia manifestato attraverso un prete e uomo straordinario, questo don Ercole Artoni che è stato anche consigliere comunale del Pci e che ultraottantenne resta sempre, irrimediabilmente, un discolo santo e coraggioso.

 

Don Ercole Artoni

Don Ercole Artoni

Il prete-discolo ispirato da Dio, che ha dato tutto di sè per gli ultimi e gli esclusi, è stato al centro ieri mattina della festa per il quarantennale della comunità, in una giornata sfolgorante nella sede di Villa Sesso, nel cuore di  una campagna pacifica e luminosa, forse la più bella comunità realizzata sinora in Italia grazie agli sforzi di tanti – collaboratori, sponsor, donatori – mobilitati dalla Fondazione guidata da Uber Mazzoli, parallela e convergente con la comunità Papa Giovanni.
«Andavo tra i tossici di piazza Prampolini, ormai mi consideravano uno di loro. Ne portai 24 in canonica a Mancasale, sino a quando il vescovo Baroni nel 1977 mi autorizzò a fondare la prima comunità di recupero in un casolare» L’onda dei ricordi diventa un fiume in piena, di fronte a una platea, nell’ex locale serre trasformato in sala convegni, dove è convenuta davvero tutta la città: autorità, imprenditori (c’è anche il decano cavalier Landini, 93 anni, di Castelnovo Sotto) , il vescovo Camisasca che si dichiara “strabiliato” dalla realtà imponente di questa comunità che oggi ha in corso oltre 50 progetti e sedi sparse in cinque province (anche in Sardegna) e 158 dipendenti, e che opera in una varietà prodigiosa di settori: tossicodipendenze, alcol,  disagio sociale, ludopatie, ospitalità etc.

don ercole 1 assemblea

Il pubblico al quarantennale della cpomunita: in èprima fila, tra gli altri, don Artoni, Matteo Iori, il ministro Delrio, il sindaco Vecchi e il presidente Manghi

Poi  il sindaco Vecchi e il presidente della Provincia Manghi – immancabili – il presidente della Regione, il prorettore Ferretti di Unimore, Unindustria con Severi, i sindacati, le cooperative, la Manodori con Borghi. Intervengono il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che giura su un sostegno totale («Siete una di quella cose che rendono orgogliosi di essere emiliani»)   e soprattutto il ministro Delrio, che non ha mancato di lanciare un propriop appello sui migranti: «Don Ercole, ti hanno accusato di aver fatto troppa politica? Hai fatto bene, perché fare politica vuol dire dar fiducia e speranza.

Il ministro Graziano Delrio

Il ministro Graziano Delrio

Ci hai insegnato che ogni persona è preziosa, e noi non ci volteremo mai dall’altra parte, perché non vogliamo perdere nessuno, nemmeno uno di quelli che partono in mare». E c’è, ciliegina sulla torta, un bel messaggio, scritto col cuore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, letto con comprensibile soddisfazione da Matteo Iori – numero uno in Italia nel contrasto alle ludopatie: è anche il suo il merito di un successo diventato una case history a livello nazionale
Don Artoni, del resto, ha sfoderato tutto il suo spirito indomito nel discorso di apertura, svolto a braccio. Su tutto una filosofia di vita e di fede: “Dare sempre senza domandare niente”. E il prete degli ultimi strappa un applauso a scena aperta quando, rivolgendosi a vescovo, parla di una chiesa che ha risucchiato quella che fu la primavera del Concilio, «come oggi i tradizionalisti stanno facendo verso Papa Francesco».
E’ una festa autentica, a Villa Sesso, con centinaia di persone (anche gli operatori, anche ex ospiti, tanti sostenitori) con discorsi troppo lunghi ma forse inevitabili, con video commoventi e un concerto di campane, approfondimenti,  testimonianze, un grande buffet finale e regali per tutti: bellissime chiavette per computer decorate in stile Kandinski dal laboratorio Paradise Street doi via Paradisi, un fiore nato in una strada tra le più difficili di Reggio.
C’è anche un regalo per don Ercole: una casetta nel cuore della comunità, che sarà pronta per l’estate. Uber Mazzoli ha recuperato alcuni moduli abitativi dismessi dal cratere del terremoto,  e li sta montando in comunità: uno appunto, è per il fondatore, che sogna da anni di trasferirsi qui. Ma conta, Mazzoli, di recuperarne un’altra ventina per realizzare un quartiere di residenze destinato agli ospiti.
E non è finita: al Centro sociale Papa Giovanni arriverà anche un pezzo di università, dipartimento di Agricoltura, per un progetto di inserimento affidato alla  professoressa Eisabetta Genovese.
E soprattutto è già in costruzione la Locanda della Solidarietà, un ristorantino aperto a tutti destinato a diventare un magnete di collegamento con la città , di integrazione con la convivialità. La comunità e la fondazione sono un cantiere aperto, ancora in crescita tumultuosa. Cominciano altri quarant’anni di storia.

Stefano Bonaccini con Matteo Iori

Stefano Bonaccini con Matteo Iori

LE TAPPE DALLA NASCITA AD OGGI

Ecco le tappe principali della Comunità di don Artoni.
1977 prima comunità a Mancasale.
1980 apertura delle serre.
1986 nasce la comunità di Montalto (vezzano sul Crostolo).
1988 cooperativa La speranza.
1991 Comunità di Castelnovo Sotto.
1992 Comunità La Tregua
1999 centro di ossoervazione La Mandria
2002 nasce la Casa di Ercole
2003 apre il Pensionato Cavazzoli
2007 il primo apprtamento di ospitalità a Novellara
2009 apre il Lavoratorio Paradise Street
2009 la comunità si trasferisce nella nuova sede di Villa Sesso
2010 nasce Euilibri Diversi per i disturbi mentali
2011 apre il Negozio Etico
2011 apre il Can per l’accoglienza notturna
2012 apre Pluto, prima comunità per giocatori d’azzardo
2012 progetto accoglienza per richiedenti asilo
2015 apre la comunità alda Merini per utenti con diagnosi psichiatrica e di dipendenza.
2015 apre lo sportello sovraindebitamento e usura
2016 la Papa giovanni apre il 30 mo appartamento per persone richiedenti asilo in provincia di reggio emilia.
2017 via alla riswtrutturazione della comunità di Sant’Antioco (Cagliari)
2017 acquisizione della cooperativa Lunezia
2017 l’associazione Papa Giovanni diventa cooperativa sociale.

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