In cerca di giustizia con occhi di desaparecido
Alla Far le fotografie sociali di Maino Canales
Una mostra patrocinata dall’Ambasciata del Cile

3/5/2017Juan Bosco Maino Canales era un giovane ingegnere cileno di origine italiana, ed era anche un fotografo molto speciale: un fotografo “sociale”, uno dei più grandi della sua generazione. Militante del Mapu, partito di ispirazione cattolica, Canales mori a soli 27 anni, nel giugno 1976, assassinato nell’inferno della Colonia Dignidad dalle belve del regime militare di Pinochet. Il corpo non è mai stato ritrovato.

Ma il giovane Juan continua a parlarci, a lottare per la giustizia e per la libertà attraverso le sue fotografie in bianco e nero, che sembrano uscire dal foglio e prendere forma tridimensionale nel racconto dell’umanità e dei bambini delle poblaciones, i quartieri poveri del Cile degli anni Settanta. Una Latino America che forse non c’è, ma che continua a farci meditare ed è  di grande attualità oggi, nei rigurgiti dittatoriali (come in Venezuela) e nelle sollevazioni delle masse disoccupate, mandate sul lastrico dalla crisi globale..

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Juan Bosco Maino Canales

Oggi Reggio Emilia, nell’ambito del circuito Off di fotografia Europea 2017, dedica a quel Cile e alle decine di migliaia di desaparecidos del Cono Sud (Cile, Argentina, Paraguay, in parte il Br), uccisi nei modi più barbari nell’ambito del Plan Condor che mirava all’eliminazione fisica degli oppositori, una mostra molto significativa di una trentina di rare opere di Juan Bosco Maino Canales dal titolo “Con occhi di desaparecido”.

 

La mostra è organizzata dalla Far-Studium Regiense presieduta da Carlo Baldi, con la partnership del  Liceo Matilde di Canossa, il patrocinio dell’ambasciata del Cile in Italia e del comune di Reggio Emilia,  e l’impegno diretto del professor Lino Rossi, consulente di diverse famiglie di desaparecidos italiani al processo di Roma contro i responsabili del Plan Condor. E’ attraverso Rossi che la mostra, allestita per la prima volta a Roma in gennaio, nella sede dell’ambasciata cilena, è approdata a Reggio Emilia diventando al tempo momento di impegno civile, valorizzazione di un grande fotografo vittima della dittatura, percorso didattico che coinvolge direttamente decine di studenti di due classi quarte del Liceo Matilde a indirizzo in Scienze Umane.

La presentazione della mostra: da sinistra gli studenti Artoni e , il dottor Carlo Baldi, presidente di Far-Studium Regiense, la professoressa dirigente scolastica del Liceo Matilde di Canossa, e il professor Lino Rossi, consulente delle famiglie delle vitime al processo di Roma contro i responsabili del Plan Condor

La presentazione della mostra: da sinistra gli studenti Alberto Artoni Tommaso Masè , il dottor Carlo Baldi presidente di Far-Studium Regiense, la professoressa Lorella Bonicelli dirigente scolastica del Liceo Matilde di Canossa, e il professor Lino Rossi, consulente delle famiglie delle vittime al processo di Roma contro i responsabili del Plan Condor

Le opere di Maino Canales si potranno vedere nella sede Far di via San Filippo 14, a Reggio Emilia, a partire da sabato 6 Maggio (inaugurazione alle 10), primo giorno di Fotografia Europea, sino al mese di giugno, con un intenso programma di eventi collaterali.

“Il tema di Fotografia Europea è Memoria e Futuro- ha detto Carlo Baldi nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – e noi abbiamo inteso contribuire con l’omaggio a un martire della libertà, come richiamo a mantenere sempre viva la fiamma della democrazia e della giustizia, di cui la cultura è uno degli strumenti fondamentali”.

Alcune fotografie di Maino Canales in mostra alla Far

Alcune fotografie di Maino Canales in mostra alla Far

La mostra sarà visitata il 12 giugno dall’ambasciatore del Cile Fernando Ayala, da Maria Ortiz  direttrice del Museo della Memoria e dei diritti Umani di Santiago, da Andrea Speranzoni avvocato della famiglia Maino Canales al processo di Roma contro gli artefici del Plan Condor. L’ambasciatore Ayala incontrerà nell’occasione le autorità cittadine e interverrà a una conferenza per gli studenti del liceo Canossa.  “In serata, ha aggiunto Baldi, un  concerto nella chiesa di San Filippo dell’orchestra dell’istituto Achille Peri, che ha un legame particolare col Cile attraverso la grande pianista Olivia Concha Molinari, anche lei esule che ha insegnato per molti anni a Reggio Emilia. Inoltre alla mostra e a Maino Canales abbiamo dedicato un numero speciale del giornale Al Domela, interamente realizzato dagli studenti”.

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La dirigente scolastica del liceo Matilde Lorella Bonicelli ha sottolineato l’intensità del percorso didattico che vede  gli studenti impegnati non solo a fare da guide per tutta la durata della mostra, ma li ha coinvolti in tutte le fasi organizzative come nei momenti di approfondimento delle figura di Maino Canales e del contesto storico e sociale. “Per loro è un’esperienza di quelle che non si dimenticano” , ha detto la professoressa Bonicelli.  E lo hanno confermato due studenti di 18 anni, Tommaso Masè e Alberto Artoni, sottolineando il coinvolgimento anche emotivo e personale nel lavorare ai testi per il numero di Al Domela: “Ognuno di noi ha dato il meglio”.

Lino Rossi ha parlato del processo di Roma (nel quale comunque la famiglia Canales non ha ottenuto la soddisfazione attesa), dei torturati a morti, dei figli e dei fratelli costretti sotto tortura a tradire i loro congiunti. Ma ha anche sottolineato la potenza sociale e poetica delle fotografie di Juan Bosco che, mostrando il mondo povero delle poblaciones “voleva far ragionare”. Proprio per questo è stato ucciso a 27 anni, e la sua famiglia non ha ancora un posto, una tomba, una croce su cui pregare e portare un fiore.

 

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    05/05/2017 alle 15:24

    Bravo Ghiggini aver dato un resoconto così preciso della splendida mostra presso FAR SR onorando la memoria di quel martire e della drammatica storia dei desapericitdos

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