Uveiti e infiammazioni oculari: congresso medico a Reggio Emilia con relatori di fama mondiale

6/4/2017 – Sono 470 gli specialisti di livello nazionale e internazionale sulle Uveiti e le Malattie infiammatorie oculari che si incontrano a Reggio Emilia per l’11° Congresso nazionale SIUMIO (Società italiana uveiti e malattie infiammatorie oculari) organizzato dall’Azienda Ospedaliera Irccs Santa Maria Nuova per il 7 e 8 aprile all’Auditorium del Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Una ventina i giovani professionisti che presentano un caso clinico singolare.

Fra i relatori figurano esperti di rilievo mondiale come il professor Ahmed Abu El-Asrar dell’università di Riyadh in Arabia Saudita, chirurgo vitroretinico oltre che esperto di uveiti e ricercatore di base; la dottoressa indiana Vishali Gupta,  maggiore esperta a livello planetario in tubercolosi intraoculare; e il professor John Dart del Moorfield Eye Hospital di Londra, autorità indiscussa  nel campo della cornea.

Le novità nel campo dell’Immunologia oculare e delle uveiti in particolare, negli ultimi anni, sono numerose in ambito diagnostico e terapeutico grazie a strumenti innovativi e farmaci di ultima generazione che aiutano a prevenire le complicanze. Apparecchi innovativi come Laser flare ed Oct (Tomografia ottica computerizzata) permettono di valutare meglio l’infiammazione intraoculare indirizzando verso la scelta terapeutica più appropriata.

L’Uveite è una patologia che colpisce in prevalenza soggetti tra i 20 e i 50 anni di età. Il miglioramento a livello diagnostico è fondamentale – spiega il dottor Luca Cimino, responsabile dell’ambulatorio di Immunologia oculare dell’Azienda ospedaliera Irccs Santa Maria Nuova e organizzatore del congresso – Guardando i dati del Registro Uveiti di Reggio Emilia emerge che il ritardo diagnostico medio è di 4 anni, un intervallo nel quale l’assenza di terapie fa crescere le complicanze, compromettendo la vista e la qualità di vita di persone ancora molto attive”.

I pazienti seguiti dall’ambulatorio di Immunologia oculare del Santa Maria Nuova sono in aumento. Nel 2015 le prime visite erano 270, nel 2016 sono state 384; le visite di controllo sono passate da 1400 nel 2015 a 2500 nel 2016; le consulenze da 400 a 450. Le visite che hanno riguardato pazienti in età pediatrica in un anno sono più che raddoppiate: da 200 nel 2015 a 550 nel 2016.

L’approccio del convegno sarà multidisciplinare favorendo il dialogo tra i diversi specialisti per ragionare su terapie sempre più appropriate ed efficaci, In questo senso il centro reggiano rappresenta un modello unico in Italia di collaborazione tra le diverse specialità. “La veste interdisciplinare e interattiva del congresso – sottolinea il dottor Luigi Fontana, direttore della struttura complessa di Oculistica dell’Azienda ospedaliera – consentirà il confronto tra esperti in particolare reumatologi e internisti. Le malattie infiammatorie dell’occhio, infatti, possono associarsi o conseguire a malattie sistemiche per la cui diagnosi é fondamentale la collaborazione di più competenze.

I RELATORI

A parlare delle innovazioni nella diagnosi e terapie delle infiammazioni oculari saranno personalità scientifiche autorevoli.

Per la sezione dedicata alle patologie della cornea interverrà il professor John Dart dell’ospedale più prestigioso in Europa in questo ambito, il Moorfield Eye Hospital di Londra. Nella prima giornata parteciperanno al dibattito i massimi esperti italiani tra cui il dottor Luigi Fontana, direttore della struttura complessa di Oculistica dell’Azienda ospedaliera Irccs Santa Maria Nuova, il dottor Paolo Rama del San Raffaele di Milano, i dottori Stefano Bonini e Alessandro Lambiase dell’Università di Roma, il dottor Stefano Barabino dell’Università di Genova. Per la Reumatologia dell’Arcispedale sarà presente il direttore Carlo Salvarani.

Sulle Uveiti relazionerà uno dei massimi esperti mondiali, il professore Ahmed Abu El-Asrar dell’università di Riyadh in Arabia Saudita, chirurgo vitroretinico oltre che esperto di uveiti e ricercatore di base. Si soffermerà sulle nuove acquisizioni diagnostiche il dottor Carlos Pavesio del Moorfield Eye Hospital di Londra. Al centro del suo intervento sarà il laser flare utile a visualizzare il grado di infiammazione oculare. Lo strumento, in dotazione anche al Santa Maria Nuova dal 2009, si rivela fondamentale nei bambini e nei pazienti che si sottopongono all’intervento di cataratta in quanto permette di adattare la terapia al livello di infiammazione.

Tra gli specialisti stranieri di rilievo figurano la dottoressa indiana Vishali Gupta, la maggiore esperta mondiale in tubercolosi. Una partecipazione legata al fatto che esistono delle uveiti di origine tubercolare e che nei Paesi occidentali la Tbc è riemersa (in Italia si ammalano 6 abitanti ogni 100mila).

L’UVEITE

L’uveite è una malattia infiammatoria oculare che di frequente è spia della presenza di un’altra patologia quale un’infezione o una malattia reumatica al punto che risulta difficile stimarne l’incidenza. Si calcola che a soffrirne siano 15 persone su 100mila per anno, in lieve aumento rispetto agli ultimi decenni, con una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini. Colpisce in particolare gli adulti dai 20 ai 50 anni, in piena età lavorativa. Nonostante sia considerata una malattia rara essa può causare cecità nel 10-15% dei casi. Sono sintomi: arrossamento oculare, calo della vista, visione di punti neri e/o luci, dolore ai movimenti oculari. In caso si avvertano questi segnali bisogna rivolgersi al Pronto Soccorso. L’ambulatorio di Immunologia del Santa Maria Nuova vede 4/5 casi nuovi ogni giorno. Le uveiti si distinguono in infettive e non infettive. Possono essere classificate, inoltre, come esclusivamente oculari o sistemiche vale a dire che sono segno o conseguenza di un’altra patologia. Nella maggioranza dei casi si può guarire, ma la diagnosi deve essere precoce.

PROVENIENZA, CARATTERISTICHE, INCIDENZA

La maggioranza dei casi di Uveite trattati al Santa Maria Nuova proviene dalla regione Emilia-Romagna (57%) ma il centro uveiti di Reggio Emilia rappresenta un riferimento a livello nazionale, attirando pazienti anche da altre regioni italiane come la Lombardia (10%), il Piemonte (4%), la Campania (5%), la Toscana e la Calabria (3%). Un terzo delle uveiti è associata a malattie sistemiche, che non risparmiano neanche i bambini – come nei casi di artrite idiopatica giovanile – mentre un altro terzo si deve a infezioni, come herpes, sifilide, tubercolosi e citomegalovirus. Sono queste ultime le uveiti per cui è possibile risalire alla causa grazie al prelievo di fluidi oculari e alla ricerca di agenti patogeni. Nel 25% dei casi, purtroppo, l’origine della malattia rimane ignota. Esistono, inoltre, patologie che assomigliano molto alla uveite, come è il caso dei linfomi oculari nei quali la diagnosi è fondamentale non solo per salvare la vista, ma per la sopravvivenza del paziente.

Il Reparto di Ocuslistica dell’IRCCS ARCISPEDALE Santa Maria Nuova

La Struttura Complessa di Oculistica può contare su 10 posti letto per lo svolgimento dell’attività di degenza e ambulatoriale e 2 posti letto per patologie di tipo oncologico.

L’equipe è composta da 11 medici, 2 coordinatori infermieristici (uno per la degenza e uno per il Day Hospital), 6 infermieri professionali e 2 impiegati amministrativi.

Di seguito alcuni dati di attività dell’anno 2016:

  • 692 ricoveri ordinari gestiti dal reparto e 555 ricoveri in day hospital con una media di 2,66 accessi per ricovero;

  • indice medio di occupazione dei posti letto pari al 91%, con una degenza media di 2,47 giorni e un incremento di oltre 10 punti percentuali dell’indice di attrazione da altre province rispetto al 2015 (da 42,92% a 53,32%);

  • quasi 47mila 700 prestazioni ambulatoriali per esterni erogate in regime istituzionale e oltre 6mila prestazioni/consulenze urgenti erogate per pazienti in Pronto Soccorso;

  • 2mila 942 pazienti operati nelle 275 giornate di sedute operatorie (numero medio di 10,7 interventi per giornata);

  • aumento del 15,5% di interventi dedicati al trapianto di cornea rispetto al 2015 (da 215 a 253 nel 2016);

  • 1.530 interventi per asportazione di cataratta;

  • tempi di attesa per prima visita specialistica rispettati nel 76,22% dei casi (entro 30 gg dalla prenotazione) e tempi di attesa per diagnostica strumentale rispettati nel 93,10% dei casi (esami erogati entro 60 gg dalla prenotazione).

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