Prestito e lavoro, ultimatum alle coop dai soci Unieco
“Noi vi abbiamo aiutato nei momenti duri, ora tocca a voi”

27/4/2017 – «Vi abbiamo aiutato nei tempi duri e ora tocca a voi»: è  il senso dell’appello lanciato al sistema cooperativa dai soci Unieco, riuniti l’altra sera al circolo Pigal per eleggere il Comitato Soci,  e che ieri hanno “parlato” attraverso il loro primo comunicato stampa ufficiale.
Lavoratori e pensionati Unieco stritolati tra la liquidazione coatta della cooperativa, la perdita del lavoro e la perdita dei risparmi depositati in cooperativa (circa 12 milioni di euro), invocano ora in modo perentorio l’intervento del sistema Legacoop, sia per il prestito sociale evaporato nel crac, sia per riassorbire i lavoratori disoccupati.

I soci disoccupati di Unieco sotto il Comune

I soci disoccupati di Unieco sotto il Comune

Il nuovo Comitato Soci non usa mezzi termini: «Chiediamo che Legacoop Emilia Ovest si attivi immediatamente dando un primo segnale tangibile, intervenendo a favore dei soci prestatori, di Unieco e Coopsette, rimborsando loro almeno il 50% dell’importo del prestito alla Cooperativa, a titolo di acconto, così come si era inizialmente impegnata a fare, per la Cooperativa Muratori Reggiolo e per Orion, integrando della differenza i soci di queste Cooperative, che hanno già ottenuto il 40%; oppure, garantendo almeno il rimborso di un importo percentualmente analogo, sempre a titolo di acconto».

Il messaggio è chiarissimo: la gente di Unieco non ci sta a farsi macellare, e vuole che il concetto di solidarietà cooperativa si concretizzi anche a loro favore. Il comunicato non trascura di ricordare che quando le cose andavano più o meno bene, in molti avevano bussato alla porta di via Ruini; e ora si aspettano che le cortesie vengano restituite.
Un passaggio è illuminante: «Cooperative come Unieco o Coopsette hanno sempre aderito a molteplici casi di solidarietà e hanno sempre contribuito utilizzando parte dei loro utili, semmai non riconoscendoli ai loro soci di  allora, che magari sono proprio quei soci sovventori che oggi si potrebbero veder negato ogni aiuto».
Perché «in tutte le famiglie si risparmia per il futuro dei figli, ma anche per far fronte a momenti di difficoltà imprevisti.  Noi, che ci sentiamo ancora parte di questa grande famiglia che è la Cooperazione, stiamo vivendo un grave momento di difficoltà, e sentiamo tutto questo come un diritto irrinunciabile».
Aggiunge il Comitato: «Ringraziamo LegaCoop Emilia Ovest, che si è  mossa per affrontare la situazione, per essere vicino ai soci, e per la disponibilità al dialogo. Apprezziamo le parole del Vescovo, Mons. Massimo Camicasca, e apprezziamo anche l’interessamento delle Amministrazioni Locali, e della politica, nonché l’impegno di Federconsumatori, dei Sindacati, e di tutti gli Enti e le Istituzioni che sono o che vorranno essere al nostro fianco, nell’affrontare sia il problema del prestito che dell’occupazione. Vogliamo ribadire il nostro massimo impegno nel partecipare attivamente alle loro iniziative, e li ringraziamo fin da ora per la loro eventuale partecipazione alle nostre».

Tuttavia, aggiungono, «vorremmo fermamente evitare tutti quei pronunciamenti e quelle azioni che oggettivamente tenderanno a dilatare nel tempo, e a far perdere di vista gli obiettivi primari che sono e rimangono quelli del prestito e dei crediti da lavoro, quali stipendi,  contributi arretrati, e TFR, pronunciamenti e azioni, che potrebbero anche far allontanare da Reggio Emilia, sua sede naturale, una possibile anche se parziale soluzione del problema”. Dunque no a tavoli regionali, se non addirittura romani.

Qui dunque  il primo appello a un “primo segnale tangibile”  diLegacoop per il rimborso almeno del 50% ai soci prestatori Unieco e Coopsette, o almeno garantendo un trattamento analogo a quello riconosciuto a soci e sovventori ex Cmr ed ex Orion.

«Le risorse economiche per fronteggiare la situazione – dichiara la nota –  si possono e si devono trovare senza compromettere gli equilibri patrimoniali del sistema Cooperativo reggiano, ovvero le altre realtà Cooperative in prima persona, ma attingendo a quei fondi accumulati negli anni e sicuramente presenti all’interno della Cooperazione stessa.

Risorse che, se da un lato vanno preferibilmente e giustamente, destinate allo sviluppo, devono però anche poter essere utilizzabili, almeno in parte, per situazioni di crisi, o per ristorare il danno subito da soci lavoratori e sovventori, le cui Cooperative di appartenenza,  hanno nel passato, peraltro contribuito in misura determinante a formare quelle risorse».

Non di secondaria importanza «è il tema dell’occupazione, che deve essere affrontato con determinazione e solerzia, per cercare di garantire nel minor tempo possibile una soluzione a tutti quei soci e non che hanno perso il posto di lavoro, per ridare loro una dignità». I soci ora disoccupati che ricordano che “Unieco e Coopsette” hanno sempre aderito a molteplici casi di solidarietà e hanno sempre contribuito utilizzando parte dei loro utili. E la cosa peggiore sarebbe vedere i soci pensionati, oggi sovventori, lasciti soli senza nessun aiuto.

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