Sì del vescovo all’incontro con Legacoop
A giorni il colloquio con Camisasca chiesto da Volta

21/4/2016 – Il vescovo di Reggio Massimo Camisasca incontrerà Andrea Volta con una delegazione dei vertici di Legacoop Emilia Ovest. La conferma è arrivata ieri da fonti ufficiose della Diocesi. L’incontro, si precisa, è stato chiesto da via Ruini. E di tale richiesta, arrivata a don Nicelli attraverso un esponente storico della cooperazione reggiana nelle vesti inedite di “pontista”, è stato subito avvertito monsignor Camisasca al suo rientro a Reggio, dopo alcuni giorni di ritiro in Umbria in una casa della confraternita sacerdotale San Carlo Borromeo.
La sua risposta è stata subito positiva, e dificilmente poteva essere altrimenti: la data non è ancora nota, tuttavia non passeranno molti giorni da oggi.

Il vescovo Massimo Camisasca

Il vescovo Massimo Camisasca

Era stata la Voce di Reggio ad anticipare questa eventualità: nell’intervista pubblicata giovedì dal nostro giornale, il presidente di Leo Andrea Volta aveva dichiarato: «Mi piacerebbe incontrare il Vescovo. Confermerei i contenuti del nostro comunicato e spiegherei perchè noi non siamo d’accordo sul fatto che le cooperative debbano essere per forza piccole e brutte. Ma sono convinto che su molte cose potremmo trovarci in sintonia».
In effetti, la diplomazia era già al lavoro per un incontro chiarificatore, dopo lo scambio di battute che aveva visto Legacoop in evidente difficoltà.
Due affermazioni di Camisasca avevano mandato in fibrillazione via Ruini: l’esigenza di fare il possibile per restituire i soldi del prestito sociale perduti nei crac della grandi cooperative di costruzione; e l’affermazione per cui «le cooperative non possono essere un mezzo per arricchirsi», con riferimento evidente ad attività speculative (ad esempio la compravendita di aree prima agricole e popi edificabile) che hanno caratterizzato le gestioni di Cmr, Unieco e Coopsette.

Andrea Volta

Andrea Volta

La presidenza di Legacoop provinciale aveva  replicato con toni spigolosi, arrivando a sfidare la Diocesi a partecipare concretamente, mettendo mano al portafoglio i, a un’operazione di solidarietà con i soci prestatori che hanno perso tutto. In realtà, anche volendo, la Chiesa reggiana deve pensare a restituire una montagna di debiti alle banche.
Toni comunque  che avevano sorpreso molti in quanto inusuali, suscitando perplessità  in tutto il mondo politico.
Nella conferenza stampa all’indomani della nomina del liquidatore di Unieco, Volta e Monti avevano chiuso le porte alla richiesta di un fondo nazionale per i risarcimenti, affermando senza mezzi termini che il sistema Lega non ha più risorse da mettere nel piatto.
Così, stretta da un lato dalla campagna di Cgil-Federconsumatori che ha portato  i prestatori sotto la Prefettura di Reggio e sotto Legacoop a Bologna, e dall’altra dalla giravolta del Pd – che si è schierato apertamente con l’associazione di tutela sostenuta a spada tratta da Cgil e Fiom – Andrea Volta,il vicepresidente Luca Bosi e lo stesso Giovanni Monti si sono trovati in un vicolo cieco, politicamente isolati e criticati anche al loro interno.
Da qui un cambiamento di strategia, che ha preso corpo con l’intervista alla Voce e nell’incontro di giovedì con i soci prestatori a Bologna: la Lega si è impegnata a sondare la disponibilità delle cooperative meglio in salute per raccogliere fondi finalizzati ai risarcimenti, in particolare ai soci Coopsette e Unieco, e ha aperto una possibilità di trattativa sul fondo nazionale e le garanzie per i prestiti.
L’incontro col Vescovo si inserisce in tale contesto finalmente in movimento: potrebbe diventare il “tavolo” fondamentale nel quale abbozzare un piano per un rilancio dell’identità cooperariva e la ricostruzione su basi nuove di un mondo ridotto a un cumulo di macerie.

(Pierluigi Ghiggini)

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