Ragazza stuprata per vendetta tra nomadi
Due in carcere, la Lega Nord: “Vanno espulsi”

7/6/2017 – Stuprata per vendetta e derubata di una collana. E quanto accaduto a una donna rom di 21 anni, accampata con la famiglia nella zona del Campovolo, che si è fatta medicare al Santa Maria Nuova. I fatti, i cui contorni non sono chiari, sono avvenuti nella notte tra giovedì e sabato; gli autori della violenza sarebbero altri due nomadi, Ahmatovic padre e figlio, residenti a Badia Polesine, in provincia di Rovigo, in urto con la famiglia della ragazza sembra per contrasti sulla spartizione del bottino di uno o più furti.

Domenica gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, con la collaborazione dei colleghi di Rovigo, hanno rintracciato i due e li hanno portati in carcere su ordine del sostituto procuratore Maria Rita Pantani: sono accusati di aver sequestrato la ragazza in un furgone, di aver abusato entrambi di lei e di averla derubata.  Ciò in base al racconto della vittima. Tuttavia si sono subito proclamati innocenti: loro avvocato sostiene che nella notte della violenza gli Ahmetovic erano a Badia Polesine ,  circostanza che sarebbe comprovata da testimoni e immagini  registrate dai sistemi di videosorveglianza”. Il Gip di Rovigo non ha confermato gli arresti.

Sull’episodio si registra l’intervento del commissario provinciale della Lega Nord Matteo Melato ,che chiede l’espulsione dall’Italia dei violentatori.

“Il racconto della ragazza è veramente agghiacciante – afferma –  Ora questi due soggetti sono in carcere ma l’unica soluzione è quella di espellerli e fargli scontare la loro pena nel loro paese. In Italia, dove manca la certezza della pena, si corre il rischio di ritrovarceli ancora in giro per le nostra strade oppure a compiere altri furti, rapine o addirittura compiere altri atti di questo tipo”.

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