Punto nascite S. Anna: vincono le Cicogne
La Regione chiederà la deroga

11/4/2017 – Svolta nella vicenda del punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo Monti: la Giunta regionale annuncia di voler chiedere “comunque” la deroga a livello nazionale, come delresto ha fatto la regione Lombardia per i punti nascite degli ospedali montani e come chiede da tempo il comitato Salviamo le Cicogne, da due anni in prima linea e promotore di una petizione popolare che ha raccolto oltre diecimila firme.

Se l’impegno sarà mantenuto, e non si vedono ragioni contrarie, si può dire che le popolazioni della montagna reggiana hanno vinto la loro battaglia.

Petizione contro la chiusura di neonatologia del S.Anna di Castelnovo Monti: un banchetto per la raccolta firma

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Questa mattina all’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna l’assessore alla Sanità Sergio Venturi ha risposto a due question time sui punti nascita del Sant’anna di Castelnovo Monti e dell’ospedale di Borgotaro, presentati rispettivamente da Alessandro Cardinali del Pd e da Yuri Torri (Si) assieme a Gabriele del Monte della Lega Nord e a Silvia Prodi di Mdp.

Le decisioni – ha detto Venturi – verranno prese sulla base delle valutazioni della commissione consultiva tecnico-scientifica ‘Percorso nascita’, commissione che  “non ha ancora terminato il proprio lavoro”.

Inoltre “è intenzione della Giunta regionale chiedere comunque alla Commissione nazionale la possibilità di derogare rispetto agli standard previsti”.

L’assessore è stato chiaro. E’ evidente che la Giunta ha modificato la sua posizione, da tempo di chiusura, di fronte al rischio di una spaccatura seria nella maggioranza.

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È stata dunque accolta molto positivamente da Cardinali e Torri la risposta dell’assessore Venturi che ha anche assicurato “la più ampia disponibilità a confrontarsi con le istituzioni e a raccogliere le istanze dei territori”. Siamo consapevoli – ha anche affermato – dell’importanza degli ospedali delle zone di montagna così come del loro valore sociale”. In tal senso la Regione – ha riferito – si è impegnata in progetti di miglioramento delle strutture con investimenti “per i quali saranno messi in campo 9 milioni di euro di risorse aggiuntive”. “Il percorso non è concluso, si terrà conto delle richieste dei territori e c’è la disponibilità a chiedere una deroga” – ha sintetizzato con soddisfazione Cardinali- “L’aspetto fondamentale, -ha detto – è ribadire l’importanza di garantire i punti nascita anche nei territori di montagna se ci saranno le condizioni e crediamo che nel caso del Santa Maria le condizioni ci siano tutte. Mi auguro che continueremo sulla strada della chiarezza e che questo possa portare al miglior risultato possibile”. Anche da Yuri Torri soddisfazione per la “chiarezza della risposta ricevuta, in particolare perché “evidenzia che c’è spazio per lavorare assieme ai territori e che al termine di questo percorso c’è la volontà di chiedere una deroga: un passaggio -ha detto- mai chiarito prima e che diventa rilevante per i cittadini. La questione non è localistica ma territoriale, di riconoscimento delle esigenze che hanno determinate aree in quanto montane”.

IL SINDACO BINI: GRAZIE A TUTTI, IL NOSTRO IMPEGNO NON SI FERMA QUI

 “Accogliamo con grande favore questa decisione, per la quale come amministratori, ed insieme ai Comitati che raggruppano cittadini, associazioni, enti del territorio siamo impegnati in un lavoro durato mesi.” Lo ha dichiarato il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini. “Un lavoro che consentirà di sostenere questa richiesta con documentazione tecnica e proposte concrete per arrivare a garantire a Castelnovo un grado di sicurezza uguale ai punti nascite con più di 500 parti all’anno, attraverso una integrazione e rotazione delle equipe che verrà facilitata dalla fusione tra Ausl e Asmn.

Ringrazio tutti i soggetti che si sono spesi per arrivare a questo risultato, ma ovviamente il nostro impegno non si ferma qui, sosterremo il percorso di questa richiesta di deroga, anche incontrando il Ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin se ce ne sarà l’occasione”. La permanenza dei servizi in montagna – ha sottolinea Bini – “è anche la base per proporsi come luoghi appetibili dove scegliere di vivere, magari trasferendosi da altri territori, e cercare in questo modo di invertire fenomeni epocali quali lo spopolamento e il calo delle nascite. Abbiamo le possibilità di farlo, attraverso una qualità di vita alta che offrono questi territori”.

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