Nando Dalla Chiesa spiega perché la ndrangheta si è piazzata così bene a Reggio: ricerca e convegno di Legacoop

27/4/2017 – Perché l’Emilia è stata presa di mira da una infiltrazione così strutturata della malavita organizzata? Sicuramente è una terra ricca e appetibile, ma perché non c’è stata sufficiente allerta? Capire come e perché è un dovere della classe dirigente, sia politica che economica.

Da questi interrogativi e propositi, Legacoop Emilia Ovest si è mossa per organizzare il convegno “Economia, comunità, lavoro – Uniti nella legalità”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 17 presso il Centro Internazionale Malaguzzi. “Non un evento fine a stesso – sottolinea Legacoop –  ma un passaggio di resoconto tra un lavoro preparatorio durato alcuni mesi e l’impegno che verrà portato avanti nei mesi a venire.

Nando Dalla Chiesa

Nando Dalla Chiesa

Al centro dell’iniziativa c’è l’indagine conoscitiva svolta da Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera, con Federica Cabras, membro del suo gruppo di lavoro con cui sviluppa ricerche a livello nazionale in tema di infiltrazioni criminali.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la centrale cooperativa, Libera e Istituto Cervi.

Al mattino, dopo la relazione introduttiva di Andrea Volta, presidente Legacoop Emilia Ovest, e i saluti istituzionali del sindaco Luca Vecchi e del presidente della Provincia, Giammaria Manghi, prenderà la parola Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, che, al termine della sua riflessione, passerà la parola al prof. Dalla Chiesa per l’intervento “La ‘ndrangheta al Nord. Modelli di penetrazione a confronto: da Milano a Reggio Emilia” a cui seguirà il report di Federica Cabras, “La ‘ndrangheta a Reggio Emilia tra economia, società e cultura”.

Dopo il breve break, alle 14, Gabriele Franzini, direttore Tg Reggio coordinerà la tavola rotonda in cui interverranno Luca Bosi, vicepres. Legacoop Emilia Ovest e vicepres. Istituto Cervi, Emanuele Cavallaro, Sindaco di Rubiera, Manuel Masini di Libera Reggio Emilia, Franco Mazza, pres. Ordine Avvocati Reggio Emilia, e Andrea Baratti, Ordine Commercialisti Reggio Emila.

Concluderà il senatore Stefano Vaccari, componente della Commissione Parlamentare Antimafia. Il convegno è aperto a tutto la cittadinanza, è possibile iscriversi gratuitamente su www.leo.coop

Be Sociable, Share!

2 risposte a Nando Dalla Chiesa spiega perché la ndrangheta si è piazzata così bene a Reggio: ricerca e convegno di Legacoop

  1. M.P. Rispondi

    28/04/2017 alle 15:40

    Ridicolo che adesso ci vengano a dire che nessuno poteva immaginare che ci fosse la mafia anche a Reggio Emilia. Forse non poteva immaginarlo un semplice cittadino, ma chi manovra gli appalti, i lavori pubblici, i bandi europei, le liste elettorali, la chiusura degli ospedali utili e la costruzione di faraonici padiglioni altrove, la costruzione degli inceneritori, l’ampliamento delle discariche e tutte le feste del gnocco fritto a farci di contorno, eccome se lo sapeva di avere gli amichetti giusti! Eccome se lo sapeva chi dava il lavoro in subappalto alle ditte mafiose, quelle con la manovalanza in nero e gli inerti scadenti! Eccome se lo sapeva, chi aggiudicandosi gli appalti offrendo massime garanzie, cedeva poi il tutto ad altre società super indagate, che puzzavano di mafia lontano un miglio…. Ma cosa non si fa per il dio denaro, o per un nutrito numero di voti in più? E lo sapeva chi smaltiva rifiuti industriali pericolosi, grazie alla rete occulta delle ecomafie. Provo un profondo disgusto per l’incredibile sviolinata, preparata ad arte per assolvere il sistema coop!Se la mafia si è radicata è perché è stata nutrita da chi ci ha governato per anni! Nutrita e mantenuta con appalti d’oro! I mafiosi reggiani non sono degli sprovveduti che non sapevano. Sapevano, e anche dopo il 2008, nonostante le denunce di Enrico Bini, Sonia Alfano, e lo stesso Movimento Cinque Stelle, hanno continuato lo stesso con i loro affari loschi. Una per tutte la Cpl Concordia! Ma citiamo pure le strane e ingiustificabili sviste di Iren per gli appalti finiti sempre con ditte chiacchierate per mafia, o la faccenda En.Cor e la gran marmellata delle coop per l’appalto dei lavori del Park Vittoria, ceduto poi senza alcuna giustificazione plausibile a una ditta palermitana, entrata nel ciclone di due indagini, quelle dell’Expo a Milano e quelle per un altro parcheggio a Catania! Che dire poi del libro Coop Connection del giornalista Antonio Amoroso? Favole? Proprio no. Verità che scotta e che nessun tg nazionale ha il coraggio di riportare. E delle indagini sulle coop della Casa della Legalità di Genova, fatte da Christian Abbondanza, non è pervenuto nulla a Reggio Emilia???? E sui legami di Coopsette con l’indagine della procura di Firenze???? E sull’altro pasticcio denunciato nel modenese dal giornalista Stefano Santachiara? E sulle altre coop emiliane che hanno sempre diritto di prelazione, ovunque, anche andandosi a rosicare gli introiti, come accade in Sardegna e Sicilia?

  2. Enrico bini Rispondi

    28/04/2017 alle 16:24

    Condivido il commento precedente , parte del sistema produttivo sapeva e conosceva il sistema mafioso che si stava insediando nel nostro territorio , cooperative comprese . Si preferiva spendere meno e far lavorare quei personaggi senza scrupoli , rifiuti, ghiaia , terra, aree edificabili, lavoratori in nero.questi erano competitivi e pagavano le aree in nero . Penso che da noi di sia dormito e finto di non vedere. Questi sono i risultati , primo processo di mafia al nord.
    Enrico bini .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *