Mafie a Reggio e al Nord, l’allarme di Grasso: “Sono entrate nel sistema” .
E chiama i giovani a una “rivolta etica” contro la corruzione

7/4/2017 – “Le mafie al centro nord non si sono infiltrate, ci sono state già da alcuni anni come ha documentato il processo Aemilia. Sono entrate nel sistema. Ma ora, grazie al consenso sociale e delle istituzioni, ci sono le capacità per far venire fuori questi fenomeni”. Lo ha detto in Sala del Tricolore il presidente del Senato Pietro Grasso, di fronte a una platea di studenti,  alla manifestazione clou di Noicontrolemafie.

Grasso -riferisce l’agenzia Dire – ha preso le mosse da questa considerazione per incitare i giovani,  ad ascoltare “la propria coscienza” e a a dar vita  “ad una rivolta etica, contro la corruzione, il finanziamento illegale dei partiti, contro chi sfregia l’ambiente o butta a mare gli immigrati”.

Pietro Grasso in Sala del Tricolore, in primo piano il sindaco Luca Vecchi

Pietro Grasso in Sala del Tricolore, in primo piano il sindaco Luca Vecchi

Una “rivolta etica” contro la “grave crisi di legalita’ del Paese”, perchè la legalità “è  il baluardo dietro cui si difendono i diritti dei più deboli”. diritti fra i quali il principale è il lavoro:  “Il modo migliore per zittire le sirene della criminalità”.

studenti in sala del Tricolore

studenti in sala del Tricolore

L’appuntamento con la seconda carica dello Stato, promosso da Cortocircuito e con la partecipazione della giornalista Maria Grazia Mazzola, ha avuto luogo nell’ambito della rassegna antimafia organizzata dalla Provincia per il settimo anno consecutivo. Grasso ha sottolineato che “in certe realtà la maestra di vita non è la scuola o la famiglia ma, la strada. E questo rende vulnerabili alle sirene della criminalita’ con promesse di facili ricchezze, che si traducono poi in carcere, morte e sangue”.

L’ex magistrato ha voluto poi ribadire che la “mafia si è evoluta entrando nella criminalità economica. Ha capito che con la violenza armata non vinceva e infatti quella mafia è stata distrutta dallo Stato con la repressione”. Oggi però, prosegue Grasso, “la mafia è parte del sistema e ha creato una rete di relazioni con la corruzione, che è uno dei mali dilaganti, con cui si e’ mimetizzata e che rendono difficilissimo individuarla”.

Il presidente del Senato Pietro Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso

E con un riferimento al processo Aemilia al clan della ‘ndrangheta Grandi Aracri, il presidente del Senato ha sottolineato: “Le mafie al centro nord non si sono infiltrate, ci sono state già da alcuni anni come il processo ha documentato. Ma ora, grazie al consenso sociale e delle istituzioni, ci sono le capacità per far venire fuori questi fenomeni”. Da qui l’appello ai ragazzi ad ascoltare “la propria coscienza” e ad “ad una rivolta etica, contro la corruzione, il finanziamento illegale dei partiti, chi sfregia l’ambiente o butta a mare gli immigrati”.

Compito, conclude Grasso, che “spetta ai giovani che con la loro forza possono cambiare il mondo”.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ha denunciato: “Per un periodo qui non si voleva vedere la realtà. Ma io non credo che questa sia una terra di mafia. E’ una terra dove la mafia c’è stata, ma ora con un sforzo corale delle Istituzioni e della società civile stiamo creando gli anticorpi”. Finalmente l’ammissione che gli anticorpi prima non c’erano, e che la classe dirigente per anni non solo ha chiuso gli occhi, ma ha preso in giro la società.

grasso 2

Toni vagamente autocritici anche dal sindaco Luca Vecchi: “Siamo in cammino sul terreno insidioso della lotta alle organizzazioni criminali, con consapevolezza e senso delle istituzioni”. Il presidente della Provincia Giammaria Manghi, sottolineando il carattere “non rituale” dell’appuntamento, parla di una “resistenza riattualizzata contro lo Stato ombra che si vuole sostituire allo Stato”.

Al termine della cerimonia in Muncipio, Vecchi ha donato a Grasso il “primo tricolore” e gli studenti una targa alla giornalista Maria Grazia Mazzola, curatrice di diverse inchieste antimafia, “come testimone del nostro tempo”

(Fonte agenzia Dire).

 

 

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