Lo scavo in piazza: in mostra ai Musei reperti e mosaici della domus romana del Park Vittoria

8/4/2017 – Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una città è il tema della mostra che sarà aperta sabato 8 aprile al palazzo dei Musei di Reggio Emilia 

“Si restituiscono a Reggio Emilia, ai suoi abitanti e ai visitatori – sottolineano gli organizzatori –  più di 100 reperti archeologici significativi dell’epoca Romana e Medievale emersi nel corso dei diversi interventi di restauro e riqualificazione di spazi pubblici – piazza della Vittoria – ed edifici privati di pregio – palazzo Busetti, palazzo del Carbone, via Guido Riccio da Fogliano, via Filippo Re – avvenuti nell’ultimo quinquennio a Reggio Emilia”.

A questi, per un totale di 113 reperti in mostra, si aggiunge una decina di pregevoli oggetti – fra cui il Tesoro romano-barbarico – rinvenuti nel corso di interventi negli anni Cinquanta del secolo scorso, a completamento di un quadro di riferimenti storici e di ritrovamenti archeologici, che si è potuto delineare progressivamente negli ultimi 60 anni nella zona nord e nord-ovest del centro storico della città.

I resti di una domus romana sotto piazza della Vittoria: il pavimento in cocciopesto rinvenuto durante gli scavi del parcheggio

I resti di una domus romana sotto piazza della Vittoria: il pavimento in cocciopesto rinvenuto durante gli scavi del parcheggio

Curatore scientifico di Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una città è l’archeologo Marco Podini, con la collaborazione dell’archeologo Roberto Macellari dei Musei Civici, mentre la cura del progetto allestitivo è dell’architetto Italo Rota.

Georgia Cantoni, Francesca Monti, Anna Losi e Giada Pellegrini del Comune di Reggio Emilia hanno a loro volta lavorato alla realizzazione della mostra, che si realizza grazie alle sponsorizzazioni di Max Mara e CarServer, alla sponsorizzazione tecnica di ReggioPark.

I ritrovamenti principali sono avvenuti in piazza della Vittoria, con i reperti della casa romana e i suoi mosaici venuti alla luce nello scavo del parcheggi interrato: “Oggi la domus forse meglio conosciuta di Reggio Emilia – sottolinea Carlo Podini – con le sue monete, coppe e sezioni di pavimento, posta verso il limitare nord dell’antica Regium Lepidi, in un punto poi interessato nel Trecento dal traumatico ‘taglio’ urbanistico-edilizio determinato dalla costruzione della Cittadella, con rilevanti demolizioni nella zona”;  e a palazzo Busetti, sotto cui è stata trovata una porzione importante della ‘Via Obliqua‘, il cui tracciato era appunto obliquo rispetto alla maglia geometrica del castrum romano e si innestava alla Via Emilia probabilmente all’altezza dell’attuale piazza del Monte, dirigendosi verso nord-ovest.

Dalle fondamenta dell’isolato Busetti sono emersi anche reperti di oggetti della vita quotidiana che si svolgeva negli edifici disposti lungo la Via, fra cui lucerne e manici di anfore per il vino databili intorno al 142 avanti Cristo: “Le tracce rilevate ci dicono che era vino di Rodi, segno – ha detto l’archeologo – che Reggio era inserita e aveva rapporti ad ampio raggio con il mondo romano e il suo mercato”. Rinvenuta integra anche una brocca in vetro di epoca Augustea (quando fu introdotto appunto l’uso del vetro).

L’archeologo Roberto Macellari sottolinea la rilevante validità scientifica degli scavi e ha ipotizzato, in base ad alcuni ritrovamenti, origini di Reggio Emilia precedenti all’epoca Romana (la fondazione della città romana è fatta risalire al 175 avanti Cristo, durante il secondo consolato di Marco Emilio Lepido): “E’ presto per affermarlo con certezza – ha detto Macellari – ma è ipotizzabile una presenza Etrusca in questa zona. La mostra, nelle sue sequenze tematiche, si propone di dare conto anche di questo particolare e sviluppa un percorso che termina nel Medioevo, citato dal ritrovamento a palazzo del Carbone di un Frammento di lastra con figura di Profeta, forse riconducibile alla fabbrica medievale della Cattedrale, della metà del XIII secolo”.

 

In mostra, fra l’altro, oltre ai pavimenti a mosaico della domus di piazza della Vittoria,  una lucerna figurata rinvenuta nel vicino palazzo Busetti, una selezione dei pezzi più notevoli del celebre Tesoro romano-barbarico trovato in via Crispi nel 1957 (rinvenuto durante li lavori di fondazione del palazzo d’angolo con piazza Martiri del 7 Luglio e da allora custodito nella sezione archeologica dei Musei Civici), un ‘più recente’ frammento di scuola antelamica attribuibile forse alla fabbrica del Duomo (venuto alla luce in via Del Carbone) e decine di altri reperti provenienti dallo scavo di piazza della Vittoria.

E c’è la cosiddetta “Via obliqua”, una strada di orientamento anomalo -in deroga al perfetto reticolo ortogonale della città romana incentrato sulla Via Emilia – che inciderà sulla fisionomia urbana fino al pieno medioevo e di cui è emerso un tratto anche sotto lo stesso palazzo Busetti.

E inoltre:

-Coppa in terra sigillata con bollo del produttore L.Veg/Etvs entro cartiglio rettangolare, decorata con scene di battaglia, Età augustea, piazza della Vittoria;

Coppa in ceramica a pareti sottili a pasta chiara con decorazione a rotella (seconda metà I sec. d.C.), via Guido Riccio da Fogliano;

Anello con verga in ferro e castone in pietra dura verde (sardonica?) intagliata. Vi si riconosce un’antilope rivolta a sinistra, ritratta nell’atto di compiere un balzo (I sec. a.C.), piazza della Vittoria;

Denario repubblicano coniato dal magistrato monetale L. Caesius fra il 112 e il 111 a.C. Al dritto, testa di Apollo volto a sinistra; al rovescio, i Lares Praestites, divinità protettrici dei luoghi abitati, piazza della Vittoria;

Frammento di lastra con figura di Profeta che tiene un rotulus, simbolo dell’Antico Testamento (prima metà XIII sec.) di probabile Scuola Antelamica. Risagomato sui lati brevi con motivo a fusarole e perline e reimpiegato come archivolto (inizi XVI sec.). Ancora presenti, sullo sfondo, tracce di colore rosso, via del Carbone;

Anfora vinaria, riutilizzata per bonificare il terreno: assieme ad esemplari simili è stata infatti infissa nel terreno capovolta (metà I sec. a.C.-I sec. d.C.), via Filippo Re;

– Frammento di lucerna a volute con decorazione sul disco raffigurante Chirone che insegna al giovane Achille come suonare una lira ottenuta dal carapace di una tartaruga, Età augusteo-tiberiana, palazzo Busetti;

Sezione di pavimento a mosaico bianco-nero con inserti (crustae) costituiti da pietre colorate e marmi (fine I sec. a.C.-inizi I d.C.), piazza della Vittoria:

Sezioni di pavimento in “cementizio” a base laterizia in cui è riconoscibile parte di un quadretto centrale (émblema), con cerchio inscritto decorato a losanghe, con alcuni inserti in pietra e marmo colorati e motivi geometrici e decorativi (fine I sec. a.C.-inizi I d.C.), piazza della Vittoria.

MOSTRA ARCHEOLOGICA

Lo scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città

Musei Civici di Reggio Emilia, Palazzo dei Musei

Via Lazzaro Spallanzani, 1 – Reggio Emilia

8 aprile – 3 settembre 2017

Inaugurazione sabato 8 aprile 2017, ore 18.

Orari: dal martedì al venerdì 9-12; sabato, domenica e festivi 10-13 e 16-19;

luglio e agosto: dal martedì al sabato 9-12 e 21-23, domenica e festivi 21-23;

lunedì chiuso.

Ingresso gratuito.

Info mostra: Musei Civici (uffici) Tel. 0522 456477 – Palazzo dei Musei, telefono 0522.456816

Promossa da Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e Comune di Reggio Emilia, Musei Civici di Reggio Emilia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Parma e Piacenza.

 

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