Il Beato Rolando Rivi fu assassinato 71 anni fa, ma a Reggio chi se lo ricorda?

13/4/2017 – il 13 aprile di 71 anni fa, poco prima della Liberazione, il Beato Rolando Rivi veniva seviziato e assassinato con due colpi di pistola a Piane di Monchio, da un commando di killer partigiani, dopo essere stato sequestrato tre giorni prima dalla casa di famiglia di San Valentino di Castellarano

Oggi il martire bambino, seminarista ucciso a soli 14 anni, viene venerato nella chiesetta di San Valentino, eretta in santuario con le reliquie deposte sotto l’altare. Ma nell’anniversario dell’eccidio, nessuno a Reggio Emilia lo ha ricordato.

Il Beato Rolando Rivi, martire bambino

Il Beato Rolando Rivi, martire bambino

Se ne lamenta il consigliere di Alleanza civica Cesare Bellentani: “Il 12 ottobre 2015 il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato una mozione per individuare una strada/piazza da intitolare al Beato. La mozione è stata votata da parte della maggioranza solo dopo aver imposto la cancellazione di qualsiasi riferimento ai partigiani comunisti: diversamente non sarebbe passata.

A oggi, nessuna via, né piazza, è stata individuata per ricordarne la memoria.

Nessuno oggi lo ha ricordato, come normalmente e giustamente viene fatto per i vari martiri e vittime della violenza politica dei nazifascisti, nell’anniversario di eccidi e barbarie.

Riteniamo molto triste -conclude Bellentani – che ancora oggi la sensibilità della nostra amministrazione sembri andare non tanto a vite umane innocenti spezzate, quanto piuttosto alla matrice dei delitti. Come se vi fossero vittime più meritevoli di essere ricordate e altre più scomode.

 

 

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Una risposta a 1

  1. roberto bellei Rispondi

    07/03/2019 alle 21:34

    E’una cosa vergognosa.Rolando Rivi era un ragazzo come tanti che NON era fascista e mon si occupava di politica. Voleva solo diventare prete per poi fare il missionario.Bisogma dirlo: trucidato barbaramente da due partigiani (delinquenti) comumisti che, grazie al compagno Togliatti hamno scontato solo 6 anni di galera. Amcora oggi il 25 aprile si vedono sfilare dietro vessilli, medaglie e gomfaloni gli amici di quei due criminali. L’ A.N.P.D. si scusi pubblicamente e parta da loro la proposta di intitolargli non una, ma mille strade in Italia!

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