Crac Unieco, l’opposizione si sfarina
Sala del Tricolore con i prestatori traditi

12/4/2017 – Non c’erano né Forza Italia, né la Lega Nord e nemmeno i consiglieri di Alleanza Civica ieri sera in consiglio comunale a Reggio Emilia, al dibattito sul crac Unieco. Non una scelta politica, ma a quanto risulta, uno sfarinamento dovuto all’imbuto tra impegni personali e orario residuale in cui – chissà se proprio per scelta – si è  discusso di un crollo che segna una svolta drammatica per Reggio, senza precedenti per gravità e cumulo di macerie.

Dopo tanti proclami, le opposizioni (fatta eccezione per i Cinque Stelle, che hanno approvato l’ordine del giorno finale insieme al Pd e a Mdp) hanno perso una buona occasione per lavorare di bulino sulle ferite sanguinanti del sistema di potere. Non può valere a consolazione che nella galleria di Sala del Tricolore non c’erano nè soci Unieco, né dirigenti cooperativi, nè prestatori che hanno perso i loro risparmi nella tragedia collettiva della produzione & lavoro reggiana.

L'ultima assemblea della storia di Unieco

L’ultima assemblea della storia di Unieco

Alla fine il documento presentato dal Pd è stato approvato all’unanimità. E’ particolarmente impegnativo nei confronti del sindaco Vecchi e della sua giunta, notoriamente legata a doppio filo a Legacoop, perché gli impone di incontrare subito i comitati dei prestatori, anche con termini presi di peso dalla lettera con cui Federconsumatori chiede il sostegno dei primi cittadini alla campagna per il fondo nazionale dei risarcimenti.

Il Pd, insomma, tende a prendere le distanze da Legacoop, e lo confermano le parole del consigliere Gianluca Cantergiani il quale, se da un lato ha negato contro ogni evidenza che esistano ancora le porte girevoli tra politica , cooperazione e amministrazione, ha ammesso che “nelle cooperative in ruoli di responsabilità ci si stava per appartenenza e non per competenza. Non deve più accadere – ha aggiunto – e le responsabilità dei singoli, anche rispetto ai fallimenti delle cooperative, vanno perseguite”.

La sede Unieco

La sede Unieco

E ha sottolineato l’assenza delle minoranze, con una punta d’ironia: “La prossima volta che sentirò i consiglieri d’opposizione esprimersi sui problemi delle cooperative e dare solidarietà ai lavoratori, li porterò in commissione e risponderò per le rime”.
L’ordine del giorno impegna  la giunta e il sindaco Luca Vecchi, come detto, incontrare i referenti dei comitati dei soci prestatori che hanno perso i loro risparmi nel default; a sostenere un tavolo di crisi regionale per la salvaguardia dei posti di lavoro e  a sollecitare “la doverosa attenzione a livello nazionale” per individuare “strumenti e fondi” a tutela delle maestranze. Trasparente il riferimento al promesso intervento di Coopfond per sostenere la nascita di nuove imprese.

La consigliera Guatteri dei 5 Stelle ha parlato dell’indotto e della necessità di “mettere a punto strumenti
per aiutare gli artigiani che non verranno pagati”, con una rovinosa ondata di insoluti. Dura la critica a Legacoop, le cui dichiarazioni sono definite “eccezionali”, a proposito delle cause del crollo che ha le sue radici nella speculazione immobiliare. “Sarebbe bello ritornare sulla vicenda dei terreni delle Cantine Riunite in Via Gramsci, comprate dalle sorelle cooperative rosse per salvare il salvabile  dopo che il Comune aveva fatto le dovute varianti urbanistiche  per renderle edificabili . Terreni che adesso sono ricoperti di palazzi in parte vuoti”.

Scrive Alessandra  Guatteri in una nota: “È necessario approfondire anche questa vicenda,  sempre per tornare sulle responsabilità della politica PD in questo tracollo e per chiarire come si sia arrivati  a un domino che come al solito ha favorito pochi ai danni di molti”.
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