I crac cooperativi come banca Etruria?
“Fondo di Stato per risarcire i prestiti”

di Pierluigi Ghiggini
1/4/2017 – In attesa delle decisioni del Tribunale, ormai imminenti, e della nomina del commissario liquidatore, ieri le macchine di Unieco si sono fermate completamente. Casse vuote, interruttori spenti, cantieri bloccati del tutto: fra gli altri gli ospedali di Guastalla, Fidenza e Genova, l’ospedale di Monza. Ed è solo l’inizio di quello che si annuncia come una nuova macelleria economica e sociale di cui satà vittima un  corteo sterminato di fornitori, artigiani e subappaltatori: imprese che porteranno a casa, dalla liquidazione coatta, solo le briciole dei loro crediti. Una bolgia in cui sono finiti anche tutti i dipendenti, dalla presidente Cinzia Viani in giù, che per il colmo della sfortuna andranno direttamente in Naspi (diciotto mesi di disoccupazione) senza avere diritto nemmeno alla cassa integrazione, e che oltretutto perderanno i risparmi messi al prestito sociale.

L'ultima assemblea della storia di Unieco

L’ultima assemblea soci della storia di Unieco

La cooperativa Unieco conclude la sua storia secolare schiacciata da 665 milioni di debiti: in questo oceano sono affondati anche  una dozzina di milioni del prestito sociale, in capo a 750 sovventori tra soci in attività e pensionati. Le speranze di recuperare qualcosa sono quasi nulle, tenuto conto che il prestito sociale viene considerato capitale di rischio e quindi classificato come credito chirografario, all’ultimo gradino della classifica dei rimborsi.
La situazione di Unieco, in questo caso, è speculare a quella di Coopsette, dove saltano 10 milioni 500 mila euro di prestito: in coda ai rimborsi e senza nemmeno la speranza di un intervento del sistema cooperativo, come era accaduto invece per Cmr §Reggiolo e Orion.
Se dal punto di vista quantitativo il monte prestiti è poca cosa rispetto alla voragine di un debito che fra Unieco e Castelnovo Sotto ammonta a 1 miliardo 450 milioni di euro, nondimeno ha un valore fortemente simbolico. Perché nella tagliola sono finiti non biechi speculatori, ma lavoratori che hanno avuto fiducia nella “loro” cooperativa e nei suoi dirigenti. E perché – aspetto non sottovalutato dai vertici Legacoop- la sequela dei prestiti perduti accresce  la diffidenza dei soci che mettono i loro soldi nelle grandi cooperative, specialmente quelle del consumo.

Assemblea dei soci prestatori Cmr a Reggilolo, pochi giorni dopo il crac

Assemblea dei soci prestatori Cmr, pochi giorni dopo il crac del 2012: il collasso delle coop era cominciato da Reggiolo

Solo a Reggio Emilia si contano, tra i morti cooperativi, 49 milioni del prestito Cmr (parzialmente rimborsati dal sistema Lega), 5 milioni di Orion, 10,5 milioni di Coopsette, 12 milioni di Unico e 800 mila euro della San Prospero, senza contare altre realtà più piccole. Poi c’è il caso particolare della ex Cormo di San Martino in Rio, dove i soci avevano trasformato somme consistenti in quote sociali.
Per questo insieme di ragioni Federconsumatori, l’associazione di tutela collegata alla Cgil, ha deciso di fare del  prestito sociale una questione  nazionale.
Il presidente di via Bismantova, Giovanni Trisolini, sta preparando una mission impossible:  l’obiettivo è un intervento legislativo senza precedenti, volto a costituire un fondo per il risarcimento dei prestatori che hanno già perso i loro soldi nei crac cooperativi, e nel contempo a imporre garanzie e controlli severi sui prestiti in atto.
Così sta chiedendo incontri a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati proprio per convincere il mondo politico a istituire il fondo risarcimenti.
L’iniziativa sarà preparata da almeno tre manifestazioni: subito dopo Pasqua a Reggio Emilia con un sit in davanti alla Prefettura, poi a Bologna con conferenza stampa e manifestazione sotto la sede di Legacoop, infine a metà maggio una manifestazione nazionale a Roma in piazza di Montecitorio.

etruria
Ma per quale ragione lo Stato dovrebbe intervenire in favore dei soci prestatori? Perché – questa la risposta di sostanza – se vengono risarciti gli obbligazionisti di banca Etruria e degli altri istituti colati a picco, lo stesso trattamento va assicurato ai lavoratori che hanno perduto i risparmi nelle loro cooperative.
Come si vede la questione è politica, ma il ragionamento non fa una grinza.

(LA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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4 risposte a I crac cooperativi come banca Etruria?
“Fondo di Stato per risarcire i prestiti”

  1. Guido Rispondi

    01/04/2017 alle 09:37

    Io penso che possa essere anche un canale navigabile, il passaggio delicato dei rimborsi con danaro pubblico. Ma alla condizione che si faccia chiarezza estrema sulle responsabilità del disastro, con conseguente confisca degli ingiusti arricchimenti. E alla stessa stregua devo anche garantire tutte quelle centinaia se non migliaia di artigiani e non che sono creditori del sistema. Poi vi è un altro problema che si scarica sul sociale, i contributi non versati dei lavoratori, questi chi li ripaga? Bisogna fare chiarezza. Chi ha fatto questo guaio non può essere anche colui che adesso fa il liquidatore!!!

    • Guido Rispondi

      01/04/2017 alle 09:39

      Per cortesia gradirei sapere come viene pubblicato, spero integrale, grazie

  2. Fausto Poli Rispondi

    01/04/2017 alle 14:15

    Anche questo crak e’ da mandar in onda, come per Etruria e Alitalia. Come quando debbono realizzare la tangenziale, e Del Rio …………

    Sintesi in parole. Ma chi controlla ?

    Ma questi, così devoti e partecipativi alla messa domenicale, così ben volenti quando c’e’ da partecipare ad una fondazione, ma capperi, la predica domenicale non la sentono ? Non sentono il parroco che da’ le linee guida ? Insomma, certamente tra coop rosse e bianche c’e’ chi e’ credente, e credo che farsi sempre gli affari propri f…… il cliente (utilizzatore) e’ veramente diab…..

    Bah, ci vuole il tenente Carter, ci vuole piu’ buon senso e meno voglia di arr…….are.

    Che poi le maestranze che andranno a fare ? Mica tutti a fare i baristi, non Vi pare ?

    Scusate lo sfogo, ma diamine, la correttezza quando ? Mai ?

  3. Mauro Rispondi

    02/04/2017 alle 10:11

    Navigate in http://www.unieco.it e cliccate su Codice Etico , leggetelo ….vi si riempiranno gli occhi di lacrime di gioia, per quanto unico , sia stata fondata su valori di solidarietà, coesione, cooperativismo, lealtà etc etc tutte parole.parole che da troppo tempo ascoltiamo dai soliti padroni politici. Chissà se ora vi sveglierete!!!forse siete ancora in tempo …..

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