Colata di cemento al Campovolo: chi ci guadagna?

26/4/2017 – Le voci sulla lottizzazione di villette per una superficie utile di novemila metri quadrati previste nel mega progetto dell’Arena Grandi Eventi del Campovolo hanno messo nuovamente in allarme le opposizioni. La consigliera Cinque Stelle Alessandra Guatteri ha spedito un’interpellanza al sindaco di Reggio Emilia e all’assessore alla Rigenerazione Urbana per chiedere:
  • “se siano previsti nuovi interventi di edilizia residenziale in zona Aeroporto e aree limitrofe;

  • in caso siano previsti, su quali terreni sorgerebbero i nuovi insediamenti e chi è l’attuale proprietario dei terreni.”

Di certo una intensa attività edilizia è all’interno dello scenario dell’arena spettacoli, almeno a giudicare dai volumi disegnati nei rendering diffusi ai media. Ma secondo altre voci le “villette” sarebbero solo un ornamento a un’operazione ben più ampia, relativa a un centro commerciale di livello nazionale interamente dedicato alla musica.
Un rendering dell'arena Grandi Eventi del Campovolo

Un rendering dell’arena Grandi Eventi del Campovolo

Contro le nuove costruzioni prende posizione anche Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, che parla di “investiomento folle” su cui la città dovrebbe pronunciarsi con un referendum. “Il progetto di Coopservice che intende stravolgere per sempre l’area del Campovolo sta, purtroppo, svelando i propri frutti avvelenati – scrive Fantuzzi –  le opere di urbanizzazione prevedono infatti anche 9.000 metri quadrati da destinare a nuove costruzioni. Eppure, Sindaco e Assessore hanno sempre affermato la totale ecocompatibilita’ dell’opera e il suo ridotto impatto sul territorio”.
Dunque ” l’ennesima conferma della totale insensatezza di questa operazione, i cui interessi non sono certamente quelli della collettività che la nostra Amministrazione dovrebbe rappresentare”.
Fantuzzi pone diverse domande al Sindaco:
“1. Perchè si è sempre affermato che non sarebbe stato consumato nuovo suolo? Perché fare propaganda, inserendo nel progetto i 25 ettari di parco urbano già esistenti?
2. Perché utilizzare beni comuni e di utilità pubblica come quell’area e le stesse risorse della Regione per interessi non esclusivamente pubblici e, soprattutto, senza coinvolgere preventivamente cittadine e cittadini, vincolandoli per ben 18 anni?
3. Qual è la strategia, se mai ve ne fosse una, di promozione culturale e turistica della nostra città?
Si presume forse che mega eventi di un solo giorno possano avere un positivo e permanente effetto di richiamo di visitatori dall’esterno anche per fruire di servizi commerciali e ricettivi?
4. Perchè ritenere che gli impatti di tale investimenti siano neutri per la collettività?
Non si prevedono conseguenze sul traffico e soprattutto su una qualità dell’aria già allo stremo?
Nessun amministratore ricorda il caos rifiuti dell’ultimo concerto di Ligabue?
Su chi ricadranno tali costi economici e ambientali?”
E conclude:  “Il Campovolo non appartiene al Sindaco e al suo partito”.
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