“Arena Campovolo: sindaco ferma la macchina prima che sia troppo tardi”

di Francesco Fantuzzi
1/4/2017 – Mentre la vicenda Unieco assume contorni sempre più drammatici, la nostra amministrazione persevera a testa bassa, senza coinvolgere i cittadini, nel promuovere un progetto assente dal proprio programma elettorale e i cui impatti economici e ambientali appaiono tutt’altro che delineati e trasparenti. Parliamo dell’arena eventi del Campovolo.

Intanto, è necessario confutare una palese bugia: presentare come project financing un’iniziativa che riceverà 1,7 milioni di soldi pubblici, dunque nostri.

Si tratta di denaro che arriverà dalla Regione tramite la Comunità europea e destinato in teoria al “recupero di beni storici e artistici”.

Quali sarebbero in questo caso i beni storici e artistici, atteso peraltro che il Mauriziano è ancora chiuso?

Per quale motivo poi il Sindaco intende portare avanti un progetto di cui non si trova traccia nel suo programma elettorale?
Cittadine e cittadini non gli hanno affatto assegnato tale mandato, e pertanto egli dovrebbe come minimo consultarli con un referendum, come si confà per la gestione di beni comuni come un’area urbana così rilevante.
Perchè dunque tanta fretta?
Quali interessi spingono per evitare tali fondamentali passaggi di democrazia e trasparenza?

Ribadiamo inoltre i rischi legati agli impatti ambientali.

Una struttura in grado ospitare centomila persone non è in sè ecocompatibile e affermarlo è mera propaganda.
Non occorreranno poi nuovi parcheggi e altro consumo di suolo?
Non si prevedono conseguenze sul traffico e soprattutto su una qualità dell’aria già compromessa?
Nessun amministratore ricorda il caos rifiuti dell’ultimo concerto di Ligabue?
Infine, ma non per importanza,  nulla è noto relativamente ai possibili costi economici e a chi ne pagherà realmente il prezzo.

E’ prevista, a tal fine, la creazione di un fondo di garanzia a carico dell’affidatario della concessione che manlevi il Comune dal rischio dell’insolvenza del medesimo?

La vicenda dello Stadio Giglio, che peraltro avrebbe a sua volta dovuto ospitare centinaia di concerti (e ne ha visto soltanto uno nel 1995), dovrebbe suggerire la necessità di risparmiare un simile rischio alla collettività.

Arena Campovolo o, più propriamente, sangue e arena.

Sindaco, ferma la macchina, prima che sia troppo tardi.

*Reggio città aperta
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2 risposte a “Arena Campovolo: sindaco ferma la macchina prima che sia troppo tardi”

  1. Fausto Poli Rispondi

    02/04/2017 alle 17:47

    Condivido Dr. Fantuzzi, ma questa e’ politica.

    Meglio fare che rimanere immobili.

    Come ho sempre ribadito, fare con controllo e in base ai propri mezzi economici.

    Certo parlo per me che non sono amministratore e non ho facolta’ di fare l’opposizione perche’ non eletto da nessun cittadino. Mi si propone la possibiita’di dare un’opinione libera, concreta, senza messe in scena. quello che legge e’ il mio pensiero.

    E’ un po’ che seguo la politica dell’Emilia e di altre Regioni anche grazie a un taglio informativo piu’ trasparente di questo quotidiano.

    Ritengo che le cose van fatte, anche se sotto altra veste, ma i soldi vanno spesi. Certamente si spera che tutto fili liscio, ma non ho potere per controllare.

    Le dita nella marmellata non le ho io. Poi fare politica non e’ così semplice perche’ i gruppi non sono coesi, c’e’ rivalita’, ogni politico e’ geloso de proprio orticello, oppure e’ aperto a ogni alleanza. E dipende dal periodo storico. Quasi come la barchetta che cambia colore se cambia il tempo.

    Coopservice e’ un rullo compressore, in Italia funziona alla grande, e con Servizi Italia, e’ apprezzata dal mondo cooperativo, ormai in fibrillazione per le note vicende.

    Percio’, spero che tutto vada per il meglio, e vengano investiti i soldi, nel miglior modo possibile.

  2. marco Rispondi

    12/04/2017 alle 07:44

    Ma andate tutti a quel paese!! Basta queste cafonate musicali fatte per arricchire i cantanti a scapito del popoli povero. Basta pane et circenses!! Manca proprio il pane!!

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