Unieco, travolto sistema di 200 imprese

di Pierluigi Ghiggini

26/3/2017 – Già entro la prossima settimana potrebbe essere dichiarata la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa Unieco. I soci sono stati convocati in assemblea per la giornata di mercoledì: il cda dovrebbe così ufficializzare la rinuncia al concordato preventivo, chiesto e ottenuto dal giudice appena il 24 gennaio scorso dal Tribunale di Reggio Emilia, che aveva nominato commissari giudiziali i commercialisti Bruno Bartoli e Maurizio Bergomi.
Una volta avuto il via libera dall’assemblea – che non si annuncia affatto facile –  l’istanza sarà immediamente inoltrata al giudice delegato della procedura per la presa d’atto della rinuncia. A quel punto la liquidazione coatta dovrebbe scattare praticamente in automatico, perché il decreto di liquidazione emanato a primi di gennaio del Ministero Sviluppo Economico, su richiesta di Legacoop in qualità di organo  di vigilanza, non è stato annullato, bensì solo sospeso a fronte del concordato con riserva.

La sede Unieco

La sede Unieco

Con tale mossa la presidente Cinzia Viani e il cda avevano tentato di scongiurare la liquidazione, anche perché in quel momento Montepaschi, principale creditore bancario, aveva accettato la transazione proposta dal piano Oxy – Attestor, i fondi che sembravano pronti a rilevare il debito di circa 400 milioni di euro insieme al corrispondente patrimonio di Unieco.
Tuttavia l’operazione si è rivelata impraticabile: Oxy si è ritirato, e pochi giorni fa si è defilato anche il fondo americano York Capital con cui era ancora aperta una trattativa.
A quel punto i margini per il  concordato sono svaniti.
Comunque vadano le cose, si profila una gestione commissariale particolarmente complicata: non solo per l’indebitamento esorbitante (questione che accomuna Unieco a tutte le grandi cooperative di area Lega), per la sorte dei lavoratori soci – che sono 342, di cui 171 con la lettera di licenziamento già in tasca o in arrivo – e del prestito sociale, dei subappaltatori e dei fornitori, ma perchè Unieco si caratterizza di fatto come una holding cooperativa a cui fanno capo circa duecento società fra controllate e partecipate.
Si deve mettere in conto, dunque un effetto domino dei notevoli proporzioni.
E tra i primi effetti collaterali è scattato il fallimento in proprio della Ape (prefabbricati, circa sessanta dipendenti), azienda di Montecchio interamente controllata da Unieco e travolta da una crisi finanziaria diventata ingovernabile.
Ape è finita nel baratro a causa dei mancati pagamenti da parte della committenza, e da ultimo perchè è andata in fallimento l’impresa capofila di un grosso appalto per l’Università di Milano. In queste condizioni il socio di controllo, appunto Unieco, non è grado di intervenire, quindi il fallimento è inevitabile: l’azienda stessa ha portato i libri in Tribunale nella mattinata di venerdì.
C’è poi la grana del centro Aquatico, “la spiaggia di Reggio” controllata al 96% da Unieco e sulla cui riapertura stagionale gravano grossi interrogativi. Un problema da risolvere entro poche settimane, e su cui i consiglieri di Alleanza Civica hanno già presentato un’interrogazione al sindaco di Reggio.
Altra vicenda strategica è la cessione della divisione Ambiente a Iren Ambiente. L’intesa era vicina alla conclusione, sulla base di una valutazione di 60 milioni di euro. Ma negli ultimi giorni l’orizzonte dell’affare si è ristretto: Iren ora sarebbe interessata solo alla parte piemontese, vale a dire la discarica di Barricalla di rifiuti speciali e pericolosi,  e gli impianti di smaltimento e trattamento rifiuti urbani di Ama, la società concessionaria del consorzio del Monregalese, ottanta comuni in provincia di Cuneo. Inoltre Iren dovrà fare i conti con l’agguerrita opposizione al business da parte della maggioranza del comune di Torino.
Per l’area toscana si era fatta avanti Coopservice, tuttavia l’interesse si sarebbe raffreddato.
Per il settore costruzioni, invece, una prospettiva verrebbe offerta dal progetto di una nuova cooperativa nazionale al quale sta lavorando da mesi Legacoop.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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4 risposte a Unieco, travolto sistema di 200 imprese

  1. gianluca gussetti Rispondi

    27/03/2017 alle 03:23

    io socio coperatore unieco .deluso profondamente da queste dirigenze mai state chiare sul debito ,ma quando il sindaco revisore approvava i bilanci dove erano gli enti di controllo, mi chiedo ,tutti i soci tanto o poco xderanno dei risparmi spero si faccia un comitato soci, x chiarire dove sono andati i nostri , risparmi. sara un danno immenso purtroppo anche x le controllate ma la politica cosa fa ora , non ce niende piu da prendere veroooooooo vergona x tutta la societa

  2. Pensionato42 Rispondi

    27/03/2017 alle 17:00

    No ma siete matti a criticare le cooperative a Reggio!?!?…loro…e solo loro sono portatrici di benessere, progresso, imprenditorialità e futuro…tutti gli altri sono degli sporchi capitalisti, che fanno business in totale spregio al territorio e alla comunità.
    Cari dirigenti cooperatori, dall’alto della vostra ipocrisia avete dimostrato di essere totalmente incapaci di muovervi imprenditorialmente di fronte alla crisi, ma molto bravi a saltare di poltrona n poltrona, da una cooperativa che avete contribuito a distruggere ad un’altra che puntualmente distruggerete in futuro…ma tanto a voi cosa interessa?…in una impresa privata, nel libero mercato e senza avere alle spalle il partito, non riuscireste neanche a lavorare.

    Pensionato42

  3. Fausto Poli Taneto Rispondi

    28/03/2017 alle 14:44

    Se sono commenti veritieri, li condivido immensamente. Non avevo dub
    bi su Bartoli come curatore fallimentare. Credo si potesse sistemare il tutto senza fallimento,peraltro Unieco ha incamerato una marea di utili da decenni.

  4. Bruno Signorelli Rispondi

    30/03/2017 alle 14:20

    Sono un ex dipendete e socio UNIECO pensionato e, credendo nella cooperativa ho lasciato un po’ di soldi sul libretto. Dopo la triste notizia il pensiero dei miei risparmi si è fatto più forte, speriamo come tutti di portare a casa quello che con sacrificio abbiamo dato. E’ doveroso tenere presente i colleghi che ancora prestano servizio e che nei prossimi giorni saranno disoccupati con la famiglia a carico. Con la crisi che ci attanaglia da anni è un miraggio trovare un nuovo posto di lavoro.
    Speriamo in bene per tutti. arrivederci

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