Scisma Pd, Bersani presto a Reggio
A Modena in mille per il nuovo partito, incontro con Tutino

DI PIERLUIGI GHIGGINI

1/3/2017 – E’ una brutta doccia fredda per chi credeva che la scissione, in Emilia, fosse solo «qualcuno che se ne va dal Pd». Vedere per credere.
Centinaia di persone, anzi quasi un migliaio di persone, hanno accolto come una star  Pier Luigi Bersani lunedì  sera alla Polisportiva Modena Est, per la sua prima uscita pubblica – programmata da tempo – dopo l’addio al Partito Democratico. Un clima da apoteosi – per la verità con un’età media un po’ altina – e continui applausi a scena aperta, con Bersani costretto a interrompere di continuo il suo ragionamento, tutto incentrato sui valori e le priorità per il Paese.
Insomma, l’ex segretario ha detto morettianamente qualcosa di sinistra, e il pubblico ha risposto con impeto liberatorio. Uno spettacolo che sarà replicato presto anche a Reggio Emilia, come ha promesso lo stesso Bersani all’assessore Mirko Tutino, intervenuto a Modena insieme al  consigliere comunale Lanfranco De Franco e all’ex segretario cittadino Mauro Vicini.
E non erano gli unici reggiani: visti anche Alessandro Roccatagliati,  l’ex sindaco di Reggiolo Barbara Bernardelli e altri militanti in uscita dal Pd. Tutino e Bersani, dunque, si sono dati appuntamento a Reggio Emilia, in occasione di un incontro che sarà promosso nelle prossime settimane dal costituendo coordinamento provinciale MDP (che sta per Movimento Democratici Progressisti).

Pier Luigi Bersani con Mirko Tutino e Lanfranco De Franco

Pier Luigi Bersani con Mirko Tutino e Lanfranco De Franco

«A chi parla di picconate al Pd – dice Tutino – consiglio di ascoltare le parole di Bersani a Modena. Finalmente si torna a parlare di scuola, lavoro, sindacati, servizi pubblici, tutti temi abbandonati o affrontati con proposte neoliberiste da Matteo Renzi. Lui davvero ha picconato la sinistra, i suoi valori e la sua gente, a cui noi oggi cerchiamo di dare nuova voce».
«Il numero dei presenti e il grande calore riservato a Bersani sono un ottimo segnale – prosegue l’assessore – così come lo sono le notizie relative alla costituzione dei nuovi gruppi parlamentari e alla nomina dei capigruppo. Conosco e stimo sia Francesco Laforgia sia Cecilia Guerra, persone preparate e volitive».
«L’incontro con Bersani – commenta a sua volta Mauro Vicini – ha confermato il valore della scelta di dimettermi e uscire dal Pd. Una scelta difficile, sofferta, che non ha misurato convenienze politiche personali. L’ho fatta perché la dovevo fare, perché, come ho spiegato più volte, non mi rassegno al declino del nostro paese, all’annullamento delle conquiste sociali e alla perdita del benessere di noi cittadini.

bersani sala 34

Ieri sera mi sono trovato insieme a centinaia di donne e di uomini, moltissimi dei quali in questi anni avevano abbandonato il PD, pronti a impegnarsi nel nuovo Movimento democratico e progressista».
Rispetto alla scelta del nome, Bersani ha sottolineato come ci si trovi appunto “in movimento” con una forza democratica e progressista per costruire un campo di forze del centrosinistra.
«Un campo ampio e plurale – aggiunge Vicini – che si batta e lavori per una società più equilibrata, accogliente, meno individualista e per sviluppare una coscienza dei diritti e delle libertà fondamentali. Una forza che serve ora, che si impegna a contrastare i populismi e l’avanzata della destra isolazionista e reazionaria, ricostruendo un rapporto con il popolo è proponendosi di rappresentarne le ansie, i disagi  e i bisogni di protezione».Il problema è che se i populismi vincono, la sinistra farebbe bene a chiedersi perché.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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