Poiatica, spunta un business da 100 mln
Pagliani in Provincia: basta rifiuti,
coprire la discarica con terra buona

La discarica di Poiatica quando era attiva

La discarica di Poiatica quando era attiva

6/3/2017 – Ha già suscitato una valanga di proteste l’ipotesi formulata in uno studio commissionato  dalla Regione  di “bonificare” la mega discarica Iren di Poiatica ricoprendola con la bellezza di 800 mila metri cubi di altri rifiuti della categoria “speciali non pericolosi”.

Un “risanamento” che di fatto significherebbe la riapertura della discarica: se passasse tale ipotesi, verrebbe smentita clamorosamente la stessa Regione. Dopo la denuncia del comitato Fermare la Discarica, che giovedì ha incontrato il dottor Alberto Montanari dell’università di Bologna, firmatario dello studio, è intervenuto il comitato delle Cicogne,  in prima linea per difendere il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti (“Ma i nostri amministratori a che gioco stanno giocando? Di sicuro con le nostre vite“). Ma soprattutto sabato pomeriggio decine di cittadini si sono ritrovati spontaneamente davanti all’ingresso della discarica (attualmente chiusa) per discutere le prossime mosse, decisi “a vendere cara la pelle”. E’ inevitabile che dell’affaire Poiatica saranno investite le assemblee elettive.

Il primo politico a scendere in campo è Giuseppe Pagliani, capogruppo di Terre Reggiane in Provincia, che ha presentato un ordine del giorno nel quale impegna il presidente Manghi e il consiglio “a fare proprie le legittime e condivisibili proteste dei cittadini relative al futuro della discarica di Poiatica,  rappresentando alla Regione Emilia-Romagna la esigenza assoluta di cessare ogni attività del sito, interrando definitivamente la discarica con terra proveniente dallo scavo dei siti estrattivi limitrofi”.

Ancora una volta – aggiunge Pagliani – “si viene meno all’impegno preso nei confronti di cittadini e comitati di chiudere definitivamente una discarica che da vent’anni pesa enormemente sull’equilibrio ambientale della montagna reggiana”. Infatti “ciò che emerge dallo studio dell’Università di Bologna, combacia curiosamente con quanto da sempre proposto da IREN Spa, ovvero il riempimento dell’invaso con circa 800.000 metri cubi di rifiuti speciali (tra i quali si ipotizzano le ceneri dei gruppi a carbone della centrale ENEL di La Spezia) in due anni“. La posizione di Forza Italia è chiara: a Poiatica va fatta una vera bonifica, tenendo conto che si parla di “pericolosità” del sito, e il territorio va ripristinato con terre pulite.

In consiglio provinciale si vedrà se Pd riuscirà a sostenere le ragioni delle popolazioni della montagna, o se prevarranno considerazioni aziendalistiche ed economiche. Per ora il Pd di Carpineti, con un documento diffuso oggi, pèrende nettamente le distanze da ogni ulteriore conferimento di rifiuti a Poiatica.

Di certo dovrebbe prevalere l’antico principio che chi se ne va (in questo caso Iren Ambiente) deve lasciare il posto come l’ha trovato.

Tuttavia è grande la tentazione di spendere il meno possibile e soprattutto di trasformare l’operazione “bonifica” in un altro mega business. Si deve tenere conto infatti che lo smaltimento dei rifiuti speciali  come ceneri delle centrali Enel o residui di lavorazione di marmi e graniti (che comunque sono inquinanti, anche i più innocui)  costa non meno di cento euro a tonnellata, in certi casi anche  centocinquanta. Ciò significa per ottocentomila metri cubi, un affare di cento milioni di euro e più che Iren verrebbe introitare, e non certo a spendere per una bonifiche buon buone terre di cava. Un aspetto su cui si dovrà indagare a fondo.

L’ORDINE DEL GIORNO DI PAGLIANI IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Al Presidente della Provincia Dott. Manghi

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI POIATICA

 

Premesso che:

la discarica di Poiatica, in Comune di Carpineti, ubicata in una zona ad elevato interesse paesaggistico e naturalistico, oltre che storico, è stata ricavata all’interno di una cava di argilla tuttora in attività, denominata “Poiatica-Montequercia”, utilizzando una porzione di cava ormai dismessa. Si tratta di una discarica ex 1° categoria, oggi riclassificata come discarica per rifiuti non pericolosi ai sensi del Decreto Legislativo n.36/2003, nella quale possono essere smaltiti rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali non pericolosi, compresi rifiuti assimilabili agli urbani e fanghi non pericolosi;

la discarica per rifiuti non pericolosi di Poiatica è inoltre stata riclassificata come “Discarica per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti inorganici, con recupero di biogas”, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera c) del Decreto Ministeriale 27/09/2010, ed è dotata di impianto di captazione del biogas e recupero energetico;

detta discarica – controllata e gestita da Iren ambiente, che è subentrata al precedente gestore Enia – è attiva dal luglio 1995 e ha una capacità totale, al netto dell’assestamento dei rifiuti, di 1.957.000 metri cubi, suddivisi in cinque lotti. Attualmente è terminata la gestione del 5° lotto della discarica da 585.000 mc, autorizzato alla costruzione e gestione dalla provincia di Reggio Emilia con provvedimento n. 40719.10 del 28/06/2010: l’impianto risulta quindi  ad oggi chiuso.

Visto che:

ciò che emerge dallo studio dell’Università di Bologna, combacia curiosamente con quanto da sempre proposto da IREN Spa, ovvero il riempimento dell’invaso con circa 800.000 metri cubi di rifiuti speciali (tra i quali si ipotizzano le ceneri dei gruppi a carbone della centrale ENEL della Spezia) in due anni;

Tenuto conto che:

ancora una volta si viene meno all’impegno preso nei confronti di cittadini e comitati di chiudere definitivamente una discarica che da vent’anni pesa enormemente sull’equilibrio ambientale della montagna reggiana

SI IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIAMMARIA MANGHI ED IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA:

a fare proprie le legittime e condivisibili proteste dei cittadini relative al futuro della discarica di Poiatica,  rappresentando alla Regione Emilia-Romagna la esigenza assoluta di cessare ogni attività del sito, interrando definitivamente la discarica con terra proveniente dallo scavo dei siti estrattivi limitrofi. (Giuseppe Pagliani capogruppo Terre Reggiane in Provincia)

 

IL PD DI CARPINETI: NO A NUOVI CONFERIMENTI DI RIFIUTI

 “Abbiamo appreso dai giornali i principali risultati a cui sarebbe giunto lo studio del Prof. Montanari per la gestione del post-mortem della discarica di Poiatica. Non abbiamo ancora avuto modo di leggere la relazione tecnica e quindi non possiamo che essere prudenti rispetto a qualunque valutazione di merito.
Secondo le informazioni disponibili sono diverse le ipotesi di lavoro all’attenzione della Regione per la gestione dell’invaso della discarica. Spetta ora alla politica prendere le decisioni più opportune tenendo certamente conto dei costi economici, ma senza trascurare la volontà dei territori, la loro inclinazione e le loro ambizioni. In questo senso vogliamo ricordare il sostegno dell’intera Unione dei Comuni ad un documento che impegna le nostre istituzioni ad opporsi a qualunque proposta che preveda nuovi conferimenti di rifiuti nella discarica di Poiatica.
Siamo certi che le scelte che verranno prese da Regione Emilia Romagna per la gestione del post-mortem della discarica seguiranno un percorso di condivisione con i territori e, di conseguenza, manterremo alto il profilo dell’attenzione rispetto all’evoluzione degli eventi anche nei mesi a venire”. “Dario Bottazzi – Segretario del PD di Carpineti, Stefano Baldelli – Capogruppo PD in Consiglio Comunale“ess
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2 risposte a Poiatica, spunta un business da 100 mln
Pagliani in Provincia: basta rifiuti,
coprire la discarica con terra buona

  1. Judith Rispondi

    06/03/2017 alle 17:30

    Iren è talmente trasparente che non si può più liberamente accedere agli esiti di gara, che prima venivano pubblicati puntualmente sul suo sito online.È infatti necessario lasciare le proprie generalità e la propria email..

  2. Judith Rispondi

    06/03/2017 alle 17:37

    Ci sarebbero ottimo motivi per indagare chi non indaga. Che dobbiamo fare? La guerra allo stato? Vogliamo giustizia!!!È così difficile da capire??? Alla Provincia giacciono da anni interrogazioni a cui nessuno ha mai dato serie risposte, idem per gli esposti alla Procura. Chi è che blocca tutto?Ah si il ” partito”. Quel “partito” da cui tutti adesso vogliono prendere le distanze per rifarsi daccapo gli affari loro, sventolando una bandiera nuova di pacca! E ci chiederanno di votarli???

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