Pietro Manodori duecento anni dopo: convegno alla Sala degli Specchi

24/3/2017 – Sindaco di Reggio Emilia, fondatore e presidente della Cassa di Risparmio, presidente del Monte di Pietà e della Casa di Carità, tra i fondatori della Croce Rossa e fondatore del primo asilo d’infanzia laico di Reggio Emilia,  Pietro Manodori fu un personaggio di spicco per il territorio reggiano nell’Italia risorgimentale e figura di riferimento durante le crisi economiche e sociali del periodo. Sabato 25 marzo , alle ore 11, alla Sala degli Specchi del Teatro Valli si terrà un incontro pubblico nell’anniversario dei duecento anni della nascita.

Nato sulle pendici del monte Valestra, il 21 marzo 1817, rimase per tutta la vita legato alle proprie radici montanare, anche quando gli incarichi pubblici lo spinsero a trasferirsi in città.

Ritratto di Pietro Manodori

Ritratto di Pietro Manodori

Per conoscere l’impegno sociale e civile di Pietro Manodori, la Fondazione che porta il suo nome ha voluto organizzare un convegno durante il quale il presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, traccerà un breve profilo biografico, il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, parlerà di Manodori primo cittadino della città dal 1860 al 1872, l’economista Giovanni Fracasso illustrerà la creazione della Cassa di Risparmio di Reggio Emilia e lo storico Alberto Ferraboschi approfondirà la nascita della scuola d’infanzia in via Mari ad opera del Manodori.

A partire dal 1849 – e per 28 anni – è presidente del Monte di Pietà, nel 1852 fonda la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia che guida per 25 anni. Grazie alle proprie relazioni e alle capacità che gli venivano riconosciute, a partire dal 1850 si attiva per allestire un asilo per bambini poveri che rischiavano di morire per fame e malattie, con l’intendo di dare loro anche un’istruzione e un’educazione di base.

Nella Reggio di metà ottocento, l’iniziativa rappresenta un atto coraggioso e lungimirante. L’Asilo d’Infanzia Pietro Manodori, per un ampia fascia sociale, diventa quindi una conquista e il riscatto da una situazione d’indigenza e di precarietà. Avrà sede a Palazzo da Mosto e continuerà ad essere per tutto il Novecento laboratorio di importanti sperimentazioni pedagogiche.

Grazie ai suoi meriti, al suo intenso lavoro a favore dei meno abbienti e ai suoi rapporti con famiglie e persone influenti della sua epoca, Pietro Manodori viene eletto sindaco di Reggio e confermato in carica per quattro trienni consecutivi.

Particolarmente interessato ai problemi dell’educazione, dà comunque impulso a numerose altre attività, con energia e determinazione.

Tra le opere pubbliche di maggiore rilievo, la selciatura delle strade di Reggio, la costruzione di un teatro dell’area della cittadella, l’incanalamento del canale di Secchia nel canale Tresinaro. Manodori rilancia e sostiene allo stesso modo l’attività commerciale e quella culturale della città. Sotto il suo governo viene istituito il mercato delle tele e delle manifatture e l’esposizione biennale e si programmano le corse dei cavalli, la fiera del bestiame e dell’agricoltura. Parimenti, promuove l’acquisto del Casino dell’Ariosto e l’appalto di spettacoli teatrali con artisti di rilievo.

A lui si deve infine il decreto per la nuova denominazione della città e del comune ‘Reggio nell’Emilia’, ‘per togliere gli equivoci che nascono con l’altra Città omonima delle Calabrie’.

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