Nessuna pietà per i garganelli
Il marchio della pasta Dallari all’asta per quattro soldi

di Pierluigi Ghiggini
Quanto vale la storia industriale di Reggio? Quanto valgono la fatica di generazioni, il genio degli inventori, il successo di una comunità costruito giorno dopo giorno? Poco. Molto poco, in pratica niente, a giudicare dal prezzo con cui è in vendita nel sito delle aste giudiziarie lo storico marchio della pasta Dallari. Era la pasta all’uovo più buona d’Italia: in quello  stabilimento in mezzo al paese, a fare da pendant col fabbricone dei trattori, sono nate delizie in brodo asciutte diventate celebri in tutto il mondo, come i garganelli.

 

Il pastificio era l’identità del paese, una comunità di donne e uomini affratellati nell’impresa di realizzare qualcosa di buono. I diversi tipi di pasta uscivano da macchine sferraglianti come telai, veri gioielli di meccanica fine progettati da un ingegnere monumentale solo e soltanto per quel marchio di Fabbrico che oggi, in una società che manda in fumo la propria memoria senza alcuna pietà, vale più o meno zero.
A poco più di un anno dalla dichiarazione dell’ultimo definitivo fallimento, sul sito dell’Istituto Vendite giudiziarie è in corso sino al giorno 24 marzo alle ore 12 l’asta telematica  per il marchio Dallari: prezzo base 10 mila euro al netto dei diritti, con rilancio minimo di duecento euro. Ma solo un paio d’anni fa lo stesso marchio veniva valutato la bellezza di 683 mila euro.
Il mercato detta legge anche quando vincono gli avvoltoi o al più l’indifferenza, e al maledetto business è inutile chiedere rispetto per la storia (che pure un valore lo ha, eccome). Però quei diecimila, più che un’elemosina, appaiono un’offesa sanguinosa: l’ultima pugnalata  inferta alla Dallari Nino e Figli, messa in ginocchio da un fallimento ingiusto (poi annullato in appello, ma era troppo tardi) e infine travolta dall’ultima inevitabile bancarotta dichiarata nel febbraio 2016. Forse qualcuno ne approfitterà per confezionare la pasta a marchio Dallari in Cina, però  non sarà una consolazione.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    22/03/2017 alle 20:23

    Oggi giorno, Sig. Ghiggini, ben comprendera’ che occorrono validi manager per tirare avanti una Azienda, seppur di seconda generazione. Credo che come per chi compra un quotidiano, contino i bravi giornalisti, e cosi’ vale anche per la pasta Dallari. Un agente che va alla concorrenza, un accordo in meno con la GDO, e rimani col c… per terra.

    Cosi’ e’ stato per altre Aziende. Alcune sono state assorbite dai colossi e riqualificate.

    Credo che ad esempio se i trattori Landini continuano ad essere leader al mondo lo sara’ pure per merito dei loro dealers.

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