L’export sale a 9,5 miliardi e dà una scossa a Reggio
“Il nuovo manifatturiero motore dell’economia”

15/3/2017 – Con un incremento del 2,7%, il valore delle esportazioni reggiane è salito a 9,5 miliardi nel 2016, con un ulteriore miglioramento della posizione nella classifica nazionale delle province italiane maggiori esportatrici.

Reggio Emilia  ha raggiunto l’11° posto dopo aver ricoperto il 12° nel 2014 e nel 2015, confermando al 2,3% il proprio contributo al commercio estero italiano.

A determinare la buona performance 2016 delle vendite oltre frontiera, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati Istat, hanno contribuito, pur con comportamenti diversificati, la maggior parte dei settori leader dell’economia provinciale.

Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà delle esportazioni reggiane, è passato dai 4,6 miliardi del 2015 ai 4,8 miliardi del 2016, con un incremento del 4,2%; il tessile-abbigliamento, con un aumento dell’1,2%, ha raggiunto 1 miliardo e 564 milioni di euro; il ceramico, con un valore di 1,1 miliardi, è cresciuto dell’8%; è poi salito da 833 a 838 milioni l’elettrico-elettronico (+0,6%), mentre ha raggiunto i 133 milioni (+2,8%) il settore della gomma-plastica. In aumento anche le esportazioni di bevande (prevalentemente Lambrusco) che in un anno sono passate da 75,8 a 85,5 milioni, con un incremento del 12,8%; in flessione, invece, il dato del settore alimentare che scende da 531,8 a 502,9 milioni.

“In Europa – sottolinea il presidente camerale Stefano Landi -abbiamo registrato miglioramenti soprattutto in Germania (primo mercato di sbocco per i prodotti reggiani) e in Spagna, tuttavia i nostri scambi sono stati sostenuti anche dalla favorevole congiuntura Usa, terzo mercato di riferimento per l’export reggiano”.

“Accanto a ciò – prosegue Landi – abbiamo registrato con soddisfazione una più forte spinta sull’export da parte del sistema imprenditoriale reggiano, cui hanno certamente contribuito anche le azioni messe in atto dalla Camera di Commercio, come l’investimento di 1,276 milioni messo in campo proprio nel 2016 nonostante una riduzione complessiva delle entrate determinata dalla riforma delle Camere di Commercio;  e ancora di più il lavoro straordinario comnpiuto nel 2015 in coincidenza con Expo, con 18 incoming di operatori commerciali esteri (assoluto record camerale), 176 buyer esteri ospitati, 215 imprese coinvolte e 916 incontri B2B”.

Stefano Landi

Stefano Landi

Tornando ai dati sull’export 2016, l’Europa, con oltre 6,7 miliardi di esportato, rimane il maggior acquirente di prodotti reggiani. L’incremento rispetto delle vendite destinate al mercato europeo è stato del 3% rispetto al 2015, positivamente influenzato dalla crescita del 3% dell’export verso la Germania che, con 1,3 miliardi di euro, si conferma il principale cliente delle imprese reggiane. In calo dell’1,1%, invece, le esportazioni verso la Francia, che sono scese da 1,171 a 1,158 miliardi di euro. Uscendo dall’eurozona, le vendite verso il Regno Unito sono diminuite del 3%, mentre al di fuori dei mercati dell’UE hanno continuato a crescere le vendite reggiane destinate alla Russia, che nel 2016 sono aumentate del 7,3% attestandosi ad oltre 238 milioni. In flessione dello 0,5%, infine le esportazioni verso la Turchia.

Nel frattempo è proseguita la crescita del mercato americano che nel 2016 si è confermato come seconda area di destinazione di merci “made in Reggio Emilia” dopo l’Europa. Le vendite di prodotti reggiani verso l’America sono aumentate dello 0,7% raggiungendo i 1.147 milioni: Stati Uniti e Messico, rispettivamente con 748,9 milioni (+3,5%) e 125,7 milioni (+12,9%), sono i due principali mercati americani di sbocco per i prodotti reggiani.

In crescita anche le esportazioni reggiane verso l’Asia, che nel 2016 hanno raggiunto un valore di 1 miliardo e 129 milioni di euro con una crescita del 4,5%. La Cina, con 253,1 milioni ed una crescita del 19,9% in un anno, si colloca all’ottavo posto nella graduatoria dei compratori di prodotti reggiani ed è il primo paese asiatico, ma rappresenta anche il principale fornitore della provincia di Reggio Emilia. Da quel paese, infatti, provengono prodotti per oltre 548 milioni di euro e la bilancia commerciale mostra un saldo negativo pari a 295 milioni.

BUCCHI: IL NUOVO MANIFATTURIERO SETTORE TRAINANTE

“Il 2016 ha segnato una svolta per Reggio Emilia con l’avvio di una fase di rilancio registrata da tutti i principali indicatori macroeconomici.  Il settore manifatturiero rimane il motore dell’economia della provincia reggiana e rappresenta il punto di partenza per avviare un percorso di rilancio locale – dichiara Paolo Bucchi, vicepresidente di Unindustria Reggio con delega all’internazionalizzazione – Fra i meriti del nuovo manifatturiero va segnalato il passaggio da un’enfasi sulle quantità a una crescente attenzione alla qualità, all’innovazione, alla personalizzazione e al rapporto tra prodotto e servizio.

Paolo Bucchi

Paolo Bucchi

Si sta inoltre delineando un nuovo modo di fare impresa, che diventa più competitivo grazie alle tecnologie del digital manufacturing e che investe in capitale umano innovativo.

La sfida è tuttavia vinta solo da una parte del territorio: in particolare dalle imprese a forte vocazione internazionale – aggiunge –

Serve pertanto dare concretezza ai fattori che ancora contraddistinguono la crescita, partendo dalla formazione dei giovani, dalla diffusione nelle imprese delle nuove tecnologie digitali e dall’apertura internazionale che caratterizza le nostre imprese”.

Secondo l’analisi di Unindustria le esportazioni reggiano originano per il 59,4% nel metalmeccanico, con una specializzazione nel ramo della fabbricazione di macchinari e attrezzature (37,0%) e una forte vocazione nel comparto dei prodotti in metallo, che genera il 10,9% dell’export locale.

Altra importanti componenti sono rappresentati da: abbigliamento (16,5%), piastrelle in ceramica (11,6%) e prodotti dell’industria alimentare (6,2%).

Nel 2016 le importazioni sono state pari a 3.606 milioni di euro: macchinari e apparecchi (16,6%), prodotti in metallo (16,2%), abbigliamento (13,9%) e alimentari (10,7%).

Il saldo della bilancia commerciale provinciale del 2016 è stato positivo per 5.900 milioni di euro.

Rimane elevato il rapporto di copertura (export/import) dell’economia locale: ogni 100 euro importati ne vengono esportati 264, ben più della media nazionale.

 

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    21/03/2017 alle 21:16

    Dati su cui riflettere. Se a Reggio si Esporta, ci saranno piu’ tasse pagate. E per questo non capisco sempre la manica stretta degli amministratori.

    Un plauso va a Landi, che, nonostante la Sua Azienda sia in calo, si e’ attorniato di gente capace. Bene per Reggio, ma quella che produce. Ottimo articolo, molto interessante.

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