Indagine su Grana Padano e Parmigiano
“Marchiate forme difettose”

20/3/2017 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha avviato un’indagine sullo stoccaggio di formaggio in un deposito reggiano. Nell’ambito dell’inchiesta è stato raggiunto da avviso di garanzia per abuso d’ufficio anche il direttore del Consorzio Grana Padana, il mantovano Stefano Berni, come riportato anche dalla Gazzetta di Mantova. Analogo provvedimento, secondo quanto risulta a La Voce è stato emesso nei confronti dei vertici del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Si tratta di un atto dovuto, essendo entrambi ai vertici delle strutture deputate alla tutela dei rispettivi disciplinari a tutela dei formaggi in questione nel periodo in cui sono state denunciati i fatti.

Parmigiano-reggiano-magazzino stagionatura-invio
L’indagine sarebbe stata avviata dal pm Maria Rita Pantani dopo una denuncia relativa a fatti del 2013, denuncia presentata da un affiliato a una associazione agricola. Si ipotizzano operazioni discrezionali nella commercializzazione dei formaggi attraverso grossi operatori del settore, tendenti a creare condizioni diverse del mercato.
L’indagine riguarda quindi  la disciplina relativa alla marchiatura delle forme. Secondo alcuni si tratterebbe di un problema interpretativo che potrebbe essere risolto attraverso la presentazione della relativa documentazione.
Il tutto sarebbe nato una ventina di giorni fa e nei giorni scorsi sono stati messi al corrente della indagine i 27 membri del direttivo, fra i quali sette mantovani. Stessa procedura informativa, secondo quanto si apprende,  sarebbe stata seguita dal direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, che avrebbe informato della vicenda il comitato esecutivo del Parmigiano Reggiano, composto da nove membri.
Le informazioni in possesso dei vertici del Consorzio del Parmigiano Reggiano sono scarne. Tutto sarebbe nato da un caseificio della provincia di Pavia le cui forme marchiate con il logo del Consorzio di tutela Grana Padano sono state poste a stagionare in un magazzino in provincia di Reggio nell’Emilia.
Un controllo dei Nac (i carabinieri che si occupano delle politiche agricole e alimentari) avrebbe scoperto una serie di forme che presentavano presunti difetti. Piccole crepature interne delle forme per le quali il Consorzio in base la proprio regolamento e a sentenze dei tribunali è autorizzato alla marchiatura, non rappresentando alcun pregiudizio per la salubrità del prodotto.
La prassi della marchiatura di queste forme imperfette non sarebbe presente nel disciplinare che stabilisce in forma generale il comportamento per la tutela, ma adottata in base al regolamento attuativo.
Per questo la Procura reggiana ha chiesto di vedere le carte iscrivendo personale del Consorzio di tutela nel registro degli indagati.
La richiesta di misure cautelari da parte della magistratura inquirente sarebbe stata respinta dal giudice per le indagini preliminari non riconoscendone la gravità. Contro questa decisione la Procura starebbe valutando il da farsi.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    21/03/2017 alle 21:11

    Ma, a me non risulta.

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