Hanno distrutto il verde del Rio Quaresimo
L’invettiva del naturalista: “Ignoranti e incivili, penso di andarmene da qui”

di Ugo Pellini

6/3/2017 – Devastazione ambientale del verde, intorno al Rio Quaresimo, nella zona, che è ha vincolo paesaggistico,  compresa,  tra Rubbianino e Bibbiano.
E’ quanto denuncia il noto naturalista reggiano Villiam Morelli a cui si sono aggiunte tantissime testimonianze di solidarietà di altri esperti e da parte degli amici del mondo di Facebok.
«Il Rio Quaresimo- scrive Morelli- è una delle aree con una flora ricchissima di specie rare e protette, una vera isola in un territorio ormai antropizzato; bene ora non esiste più nulla. Il taglio raso della vegetazione arborea provocherà il proliferare di ricacci e colonizzazioni in alveo con problemi di deflusso. Mi vergogno di vivere in una comunità così incivile e ignorante, dove il menefreghismo e le autorizzazioni compiacenti stanno distruggendo quel poco che ci è rimasto (vedi ad esempio i prati polifiti da sfalcio). Sto pensando seriamente di andarmene».
Solo chi è esperto di botanica come Morelli riesce a valutare correttamente il danno veramente ingente: questa eliminazione sistematica definita “taglio raso” significa che a livello del terreno sono stati eliminati sia alberi che arbusti; scompare così la “flora nemorale” (dei boschi ndr) comprensiva delle specie erbacee molto rare e protette. Le piante tagliate faranno crescere “ricacci” e il rio non più ombreggiato non permetterà la colonizzazione (la crescita) delle specie rare nell’alveo.

rio quaresimo 2

Il Rio Quaresimo com’è ora

Il sottobosco della scarpata e della vegetazione ripariale (della riva) era infatti, prima dello scempio, ricoperto di fiori rari e protetti dalla Regione Emilia Romagna: tra i tanti il Campanellino (Leucojum vernum), la Scilla (Scilla bifolia), il Dente di Cane (Erythronium dens-canis) e anche la Primula vulgaris, Lamium orvala, Helleborus viridis, Polygonatum odoratum, Corydalis cava e fioriture di Epipactis mulleri e Epipactis microphylla, etc. A supporto del denunciante interviene Graziano Propetto, un forestale friulano, che indica che “in base al DL 42/2004, beni culturali e ambientali, parte terza, all’interno di argini naturali, o artificiali se fanno da sponda e negli alvei, gli interventi sulla vegetazione devono avere l’autorizzazione ambientale. Le Regioni hanno un’apposita commissione. Dovrebbero esserci altre leggi, decreti regionali per la tutela di bellezze naturali, spesso si tratta di rogge, rii e altro che hanno caratteristiche ambientali e storiche riconosciute e pubblicate sulla G.U”. Sentito è l’intervento di Monica Fantini: “purtroppo si continua a contrapporre Uomo e Natura.

Purtroppo si continua a voler controllare, gestire, imbrigliare. La natura è benigna e non nemica come ci vogliono far credere”.

Il Rio Quaresimo com'era

Il Rio Quaresimo com’era

 

Aggiunge il dott. Alessandro Alessandrini autore di numerose pubblicazioni sulla flora locale: ”Ormai in nome della presunta sicurezza tagliano ovunque. Quello sarebbe un patrimonio demaniale. È col vincolo paesaggistico. Ma ormai temo che avere a cuore il patrimonio naturale comune sia solo fonte di delusioni e arrabbiature. Ciò che resta è solo per caso. O per dimenticanza. Le regole non le rispetta più nessuno a partire da chi dovrebbe invece farle rispettare agli altri”.
Numerosi sul Web sono state subito le condivisioni e gli interventi di protesta a sostegno della denuncia di Morelli; un’ annotazione dell’ultima ora, è sempre lui ad annunciarlo: ”Nè Simonetta Notari (della Regione Emilia Romagna) nè il Consorzio di Bonifica, che ha in gestione l’area, hanno dato autorizzazioni per il taglio, credo che sia abusivo”. Non resta che aspettare le risposte ufficiali e che chi di dovere intervenga.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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Una risposta a 1

  1. aristide Rispondi

    08/03/2017 alle 17:24

    Che vergogna ! E nessuno paga ! Non esistono anche sanzioni penali ?

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