Dopo 8 anni giustizia per Catia Silva
Condannati per minacce il nipote del boss Nicolino Grande Aracri e Alfonso Diletto

30/3/2017 – Si è concluso otto anni dopo i fatti, con condanne leggere ma di forte peso simbolico, il processo per minacce e tentata violenza privata nei confronti di Catia Silva, la battagliera consigliera comunale leghista di Brescello che ha subito ogni genere di isolamento politico e di intimidazioni per aver denunciato per anni, senza stancarsi, la penetrazione della ndrangheta nel paese di don Camillo e Peppone.

Gianluca Vinci, Catia Silva e Matteo Melato

Gianluca Vinci, Catia Silva e Matteo Melato

Il tribunale di Reggio Emilia (presidente Alessandra Cardarelli con Luca Ramponi e Simone Medioli)   ha condannato a sei mesi Salvatore Grande Aracri, nipote del boss Nicolino e Alfonso Diletto – condannato in primo grado nel rito abbreviato del processo Aemilia e attualmente detenuto al 41 bis –    a 4 mesi  e 15 giorni Salvatore Frijio,  Carmine e Girolamo Rondinelli, con pena non sospesa. Il pm della Direzione distrettuale antimafia Enrico Ciceri aveva chiesto l’assoluzione per Frijio e 4 mesi per Grande Aracri e Diletto, 7 mesi per Carmine Rondinelli e 6 per Girolamo Rondinelli.

Nel 2009, Catia Silva fu affrontata minacciosamente in piazza a Brescello: “Non ci sarà tuo figlio a difenderti”, le dissero fra l’altro. Il caso fu denunciato da un giornale reggiano e nel corso di una manifestazione nazionale della Lega Nord, mentre il Pd si era rifiutato di esprimere la propria solidarietà in consiglio comunale. Proprio per questo la sentenza ha elevato valore simbolico: perchè oltre al fatto in sé, suona come una condanna per la reticenza e l’incapacità di affrontare il tema dell’inquinamento mafioso dimostrata dal Partito Democratico.

Nel processo i difensori hanno tentato inutilmente di dimostrare che Catia Silva cercava solo visibilità politica. Diletto, accusato di tentata violenza privata per averle “consigliato” di ritrattare le sue denunce pubblichge contro la ndrangheta, è intervenuto in videoconferenza dal carcere: “La Silva si è inventata tutto”.

Alla lettura della sentenza Catia Silva si è messa a piangere: “Sono convinta che questa condanna servirà per spingere i cittadini a denunciare l’omertà che ancora esiste. E’ una grande rivincita, una doppia soddisfazione dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso dell’ex sindaco Coffrini contro il commissariamento”. La consigliera, oggi responsabile antimafia della Lega Nord, ha voluto ringraziare i Carabinieri e anche l’ex deputato Angelo Alessandri per averla aiutata.

L’avvocato Gianluca Vinci, segretario della Lega Nord Emilia e legale di Catia Silva, ha annunciato una richiesta di risarcimento in sede civile di 50 mila euro.

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