“Difendiamo il Parmigiano reggiano, niente inciuci col Padano”
Pagliani mette d’accordo tutti in Provincia

8/3/2017 – Un impegno per mantenere la totale autonomia produttiva e l’identità del Parmigiano Reggiano, anche sul piano del marketing e della promozione respingendo le sirene di una “unificazione” col Grana Padano. E’ la sostanza di un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Terre Reggiane Giuseppe Pagliani e approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale.

Un messaggio chiaro dopo che in un convegno a Mantova, presente anche il direttore del consorzio del Parmigiano Reggiano, si è parlato apertamente di “sinergie” tra i due consorzi. E  un invito alla Camera di commercio e alle associazioni professionali a difendere gelosamente il Re dei formaggi che, vale la pena ripeterlo, è anche il prodotto alimentare più ricercato e apprezzato al mondo.

Parmigiano-reggiano-magazzino stagionatura-invio

Ovvia la soddisfazione di Pagliani: “E’ di un’importanza assoluta il fatto che tutte le forze politiche siano schierate in difesa dell’identità del Parmigiano Reggiano – sottolinea –  Se qualche reggiano è andato a Mantova a parlare delle “sinergie”, ma non lo ha fatto prima a Reggio, non è un bello spettacolo. E anche il Consorzio dovrebbe pronunciarsi nel merito senza alcun indugio.

Ma oggi con questo documento abbiamo fissato un punto fermo: Reggio non vuole né confusione né furbizie, vuole difendere senza pasticci l’identità del Parmigiano Reggiano. L’ordine del giorno del resto precisa bene quali sono le differenze tra i due prodotti, sul piano della naturalità, della mancanza di conservanti, della stagionatura etc.

E chiaro che la confusione anche sul piano della promozione (per non dire di una impossibile fusione tra i due consorzi) porterebbe un danno al Parmigiano Reggiano e i vantaggi al Grana Padano, che ha tutto da guadagnare valorizzandosi attraverso il Re dei Formaggi”.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

IL TESTO DEL DOCUMENTO APPROVATO IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Considerato che:

in seguito alla pubblica assemblea organizzata nei giorni scorsi da Confagricoltura a Mantova si è valutata la proposta di creare sinergie tra i consorzi di tutela del formaggio Parmigiano Reggiano e del formaggio Grana Padano, entrambi eccellenze DOP mondiali, essendo considerati per qualità il Parmigiano Reggiano il miglior formaggio a pasta dura del mondo ed il Grana Padano il secondo miglior formaggio al mondo, senza rivali degni di nota.

Tenuto conto che:

Il territorio provinciale reggiano è, insieme a quello parmense, zona del comprensorio di maggiore produttività del Parmigiano Reggiano e gran parte dell’economia agricola locale vive sulla mungitura di latte per produrre il Re dei formaggi

Visto che:

Possiamo elencare le sette principali differenze produttive tra i due formaggi, dalle quali emerge la totale naturalità dei processi produttivi del Parmigiano Reggiano

 

1) Il Parmigiano Reggiano è prodotto totalmente senza additivi: sono proibiti anche quelli di origine naturale. Il Grana Padano utilizza il Lisozima, proteina estratta dall’albume delle uova di gallina per controllare la fermentazione del clostridium tyrobutyricum.

 

2) Nel Parmigiano Reggiano l’alimentazione per le bovine è composta  esclusivamente da fieni , erba (erba medica e prato stabile) e mangimi aventi materie prime espressamente consentite da un apposito regolamento e comunque con rapporto foraggi/mangimi non inferiore a 1. Tassativamente esclusi i  foraggi insilati o fermentati. Nel Grana Padano l’alimentazione prevede anche l’uso di insilati di mais.

 

3) Nel Parmigiano Reggiano la marchiatura si fa a 12 mesi, il prodotto raggiunge lunghe stagionature (24, 30 mesi e oltre, senza limiti) e il consumo si ha mediamente oltre i 24 mesi. Il Grana Padano viene marchiato a 9 mesi e il consumo medio è a 15 mesi. Il disciplinare del Grana Padano prevede le due specifiche tipologie “Oltre 16 mesi” e “Riserva – oltre 20 mesi”, ma anche il Grana Padano può raggiungere stagionature superiori.

 

4) I produttori di Parmigiano Reggiano hanno maggiori vincoli: raccolta del latte due volte al giorno, produzione una sola volta al giorno ed è proibita la refrigerazione del latte al di sotto dei 18 gradi. Nel Grana Padano è consentito il ritiro del latte sia due volte al giorno sia in un’unica soluzione, ma con la refrigerazione sopra gli 8 gradi. Analogamente, la trasformazione può avvenire una o due volte al giorno. Quando vengono ritirate separatamente le singole munte anche il latte per il Grana Padano non viene refrigerato.

 

5) Nei caseifici del Parmigiano Reggiano si utilizza esclusivamente il siero innesto naturale come starter batterico per il rafforzamento del processo microbiologico. Nel Grana Padano sono ammessi, con limitazione di 12 volte all’anno, anche batteri lattici isolati in laboratorio da siero innesto naturale dei caseifici.

 

6) La zona di produzione del Parmigiano Reggiano è molto più circoscritta: le province di Parma, Reggio Emilia e Modena e parte delle province di Mantova (a destra del Po) e Bologna, a sinistra del Reno. Il Grana Padano può essere prodotto da allevamenti in 33 province fra Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige (limitatamente alla provincia di Trento e ad alcuni comuni della provincia di Bolzano).

 

7) Parmigiano Reggiano è prodotto per il 20% in aree di montagna (è la più importante Dop di Montagna), mentre la produzione montana di Grana Padano equivale al 2% sul totale.

 

Considerate pertanto:

le rilevanti differenze nella produzione e nella qualità dei due formaggi che coronano il Parmigiano Reggiano come il miglior formaggio a pasta dura del mondo

 

Si impegna il Presidente della provincia Manghi ed il consiglio provinciale:

ad inviare il presente documento ai parlamentari reggiani, al Ministro dell’Agricoltura, al presidente della Camera di commercio ed ai rappresentanti di tutte le associazioni agricole locali e centrali cooperative reggiane al fine di mantenere, nelle scelte che riguardano il presente ed il futuro produttivo  del formaggio Parmigiano Reggiano, una totale autonomia produttiva, di tutela del prodotto, di marketing e di identità nella promozione del Parmigiano Reggiano in Italia e nel mondo.

 

 

 

 

 

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