Crac Coopsette, le sorti di Teleya e Methis appese all’intervento di Coopfond
I lavoratori protestano sotto Legacoop

di Pierluigi Ghiggini

1/3/2017 -«Non ci aspettavamo un disastro globale di queste proporzioni». La frase si riferisce al tracollo delle grandi cooperative reggiane di costruzioni, uno tsunami che travolge migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, di subappaltatori e di fornitori, con buchi colossali in banche grandi e piccole, a Reggio e non solo.
Frase pronunciata non da un passante ignaro, bensì dal presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta, ieri pomeriggio, davanti al segretario della Fiom reggiana Sergio Guaitolini, all’altro sindacalista Fiom Enrico Folloni e a tre delegati dei  soci lavoratori di Teleya e Methis, due rami d’azienda della Coopsette di Castelnovo Sotto annegata nei debiti, e ora in liquidazione coatta amministrativa. Lavoratori (48 rimasti a Teleya e una cinquantina alla Methis) che rischiano il licenziamento in breve tempo.

La mnifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Lwegacoop

La mnifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Lwegacoop

La sortita di Volta è la dimostrazione che la situazione è di una gravità assolutamente straordinaria, ma anche che i vertici del sistema cooperativo avevano sottovalutato per troppo tempo i troppi segnali allarmanti che arrivavano inequivocabili  dall’arcipelago della produzione e lavoro.
E ieri pomeriggio mentre i sindacalisti discutevano con Volta, i lavoratori manifestavano sotto l finestre di  Legacoop. E aspettavano risposte.
«Legacoop afferma che le risorse del sistema sono state assorbite dalla crisi Cmr, e che non è rimasto niente per gli altri – riferisce Guaitolini – Noi abbiamo replicato che Reggio non è una città qualsiasi, è la culla della cooperazione e non possiamo rassegnarci alla fine delle cooperative. E che in un modo o nell’altro le risorse devono saltare fuori».
Perché l’incontro di ieri? Il 20 marzo a Teleya finiscono gli ammortizzatori sociali, e il liquidatore di Coopsette farà partire le lettere di licenziamento per tutti.

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Alla Methis (mobili per ufficio) la dead line è spostata a giugno, ma non c’è da stare allegri, anche perché l’esercizio provvisorio del ramo d’azienda è scaduto proprio ieri e potrà essere rinnovato solo in presenza di una proposta concreta di affitto o di acquisto.
Il bando pubblicato dal liquidatore Giorgio Pellacini si è arenato: si sono fatti avanti la Risanamento Industriale di Torino, che continua – dicono i sindacalisti – a spostare i paletti delle cifre, e una cooperativa toscana di cui non si conosce il nome, animata da buona volontà ma che per effettuare l’investimento chiede il sostegno di Coopfond, lo strumento finanziario di Legacoop che assiste gli investimenti importanti.

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Volta ha assicurato il proprio impegno, sin da oggi, per perorare l’intervento di Coopfond.
Le parti torneranno a incontrarsi venerdì per verificare le risposte. E sotto la sede di Legacoop si ritroveranno di nuovo i lavoratori Teleya e Methis. Un tempo gli operai andavano a protestare  sotto la sede degli industriali in via Toschi: i tempi sono proprio cambiati.

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Una risposta a 1

  1. pensionato42 Rispondi

    02/03/2017 alle 09:55

    FIGLI e FIGLIASTRI a Reggio Emilia :

    una volta i dipendenti delle cooperative ROSSE, di Agac/Enia delle municipalizzate servizi città erano considerati i figli.
    Quelli che dovevano andare a lavorare in officina o fare lavori umili in piccole aziende i figliastri.
    +
    Oggi esplode un grosso problema ovvero vengono licenziati i figli di reggio emilia, quelli che hanno sempre votato per il sindaco del PCI e PD, quindi licenziamenti in Coopsette CMR ed Unieco.

    Questo probabilmente avrà anche un grosso riscontro elettorale alle prossime amministrative a reggio emilia : perché votare PD se non mi garantiscono più il posto di lavoro ?

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