Crac cooperativi
Pagliani: “Chi paga il conto della macelleria sociale di sinistra?”
Effetti collaterali: “Che fine farà Aquatico?”. Interrogazione dei consiglieri civici

24/3/2017 – “Questa è la fine ingloriosa di una storia industriale, che sottolinea l’incapacità amministrativa di chi ha condotto questi colossi e la conseguente complice irresponsabilità di chi li ha scelti e nominati”.

E’ duro e amaro il giudizio dell’avvocato Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in sala del tricolore, dopo la decisione del cda della cooperativa Unieco di rinunciare al concordato con le banche, aprendo la strada alla liquidazione coatta amministrativa.

La drammatica vicenda Unieco approderà comunque in Consiglio comunale con un’interrogazione

“Chi paga a Reggio Emilia all’interno della sinistra il conto della macelleria sociale a cui stiamo assistendo da parte dei colossi cooperativi “rossi” crollati?”, chiede Pagliani.  “Ci sono migliaia di soci che ora vedono svaniti i loro risparmi, e migliaia di migliaia di fornitori delle cooperative”. E conclude: “Ora che gran parte di questo sistema è saltato e nessuno parla dell’argomento, a chi possiamo rivolgerci degli attuali governanti per far riassumere le migliaia di disoccupati che il sistema economico cooperativo ha creato?”.

unieco

La drammatica vicenda di Unieco è al centro anche di  un’interrogazione alla Giunta di Reggio,   presentata oggi da Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani di Alleanza Civica,  a proposito di quello che può essere considerato un “effetto collaterale” della prossima liquidazione: la sorte delle piscine di Aquatico, la cui società è controllata per il 96%, appunto, da Unieco.

I consiglieri civici chiedono “quali siano le conseguenze della drammatica situazione di UNIECO soc. coop. riguardo la prosecuzione dell’attività della società AQUATICO” e “se siano già state intraprese azioni o in caso negativo quali si intendono adottare, nel rispetto del contratto di concessione, al fine di garantire il funzionamento della struttura natatoria gestita da AQUATICO srl”.

Aquatico

Il centro Aquatico di Reggio Emilia

IL COMMENTO DI PAGLIANI: CHI PAGA IL CONTO DELLA MACELLERIA SOCIALE DI SINISTRA?

“Da notizie di oggi emerge che anche Unieco verrà posta in liquidazione coatta amministrativa ,  il  cda di via Ruini ha deciso di rinunciare al concordato con le banche autorizzato solo poche settimane fa dal tribunale di Reggio Emilia.

Significa che scatterà la liquidazione coatta decretata dal Ministero su richiesta di Legacoop in base alla relazione stilata dagli ispettori che avevano passato al setaccio i conti della cooperativa. Dopo Coopsette registriamo quindi la fine del processo industriale di un altro colosso cooperativo “rosso” attivo nel settore costruzioni.

La crisi edile ha comportato la fine ingloriosa di una storia industriale , dal crac finanziario, alle inchieste giudiziarie sottolineando l’incapacità amministrativa di chi ha condotto questi colossi e la conseguente complice  irresponsabilità  di chi gli ha scelti e nominati.  Da Coopsette sono partite le prime lettere di licenziamento firmate dal liquidatore Giorgio Pellacini: ne partiranno in tutto 186, rispetto ai 247 dipendenti ancora in forza a Coopsette. Dalla procedura sono esclusi i 51 dipendenti della Methis (ramo arredamenti per ufficio) per i quali la cassa integrazione scade a giugno.

Nessuno si è dimostrato interessato a rilevare i rami edilizi delle cooperative  Unieco e Coopsette che sino a pochi anni fa erano, insieme a Cooperativa Muratori di Reggiolo e Cormo, a tra le prime dieci imprese di costruzioni in Italia.

Chi paga a Reggio Emilia all’interno della sinistra il conto della macelleria sociale a cui stiamo assistendo da parte dei colossi cooperativi “rossi” crollati?

Ci sono migliaia di soci che ora vedono svaniti i loro risparmi.

Ci sono migliaia di fornitori delle cooperative, artigiani e piccole imprese sul lastrico economico e finanziario, prossimi a fallimenti che non potranno mai recuperare i crediti che vantano nei confronti di Unieco, Coopsette, Cormo e CMR.

Per quarant’anni il sistema amministrativo della nostra città e della nostra provincia ha premiato incredibilmente l’universo della cooperazione “rossa” attribuendo a Reggio Emilia un modello politico, amministrativo, cooperativo unico in Italia, solo Modena, Bologna e Ravenna potevano vantare qualcosa di simile, ma Reggio primeggiava a livello nazionale. Ora che gran parte di questo sistema è saltato e nessuno parla dell’argomento a chi possiamo rivolgerci degli attuali governanti per far riassumere le migliaia di disoccupati che il sistema economico cooperativo ha creato?

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Si è massacrato il territorio per concedere espansioni urbanistiche da parte dei comuni, cementificando migliaia di aree agricole, che oggi rappresentano una infinità di immobili incompleti, invenduti, falliti.

Non si può tacere questa vergognosa responsabilità delle amministrazioni a guida PDS-DS PD, è sotto gli occhi di tutti ma nessuno ne parla. Per quali ragioni accade questo?”. (Giuseppe Pagliani capogruppo Forza Italia Reggio Emilia)

CHE FINE FARA’ ACQUATICO? L’INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI CIVICI

“Premesso che

con deliberazione del Consiglio comunale n.16523/113 del 19 giugno 1998 veniva approvato il progetto preliminare per la realizzazione del nuovo centro natatorio estivo, sportivo e ricreativo per l’importo di spesa presunto di 6.584.825,46 euro;

con deliberazione di giunta n.25987/315 del 22 novembre 2000 così modificata dalla deliberazioni di Giunta comunale n.18679/219 del 22 agosto 2001 e n.19188/2001 veniva approvato di realizzare la suddetta opera mediante il sistema della concessione di costruzione e gestione di cui all’art.19, comma 2, della L.109/94 e successive modifiche;

Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

con determinazione dirigenziale PG n.3185 del 11 febbraio 2002 è stato approvato il verbale di licitazione privata aggiudicando l’appalto del lavori alla società AQUATICO srl;

l’appalto dei lavori in oggetto veniva conferito sotto l’osservanza assoluta ed inscindibile delle norme, patti, condizioni tra gli altri del capitolato speciale prestazionale – allegato C del contratto di affidamento del 3 aprile 2002);

l’art. 19 del predetto allegato C prevede una durata della concessione di 30 anni, mentre l’art.31 comma 4 prevede che “il fallimento del concessionario o l’assoggettamento ad analoghe procedure concorsuali comporterà la decadenza del diritto della concessione” e che in caso di risoluzione e decadenza il Comune provvederà ad incamerare la cauzione;

il corrispettivo dovuto dal committente all’appaltatore per il pieno e perfetto adempimento del contratto è costituito da un contributo di 3.266.750,00 euro oltre che dal diritto per tutta la durata della concessione allo sfruttamento economico dell’opera realizzata  e gestita;

a garanzia dell’esatto e puntuale adempimento di tutte le obbligazioni derivanti dal contratto l’appaltatore ha costituito una cauzione di 653.360,21 euro mediante polizza fideiussoria;

considerato che

la società AQUATICO srl risulta per il 96% di proprietà di UNIECO soc. coop.;

notizie di stampa riportano che il cda della predetta UNIECO avrebbe deciso di rinunciare al concordato con le banche, autorizzato solo poche settimane fa dal tribunale di Reggio, con la conseguenza che potrebbe scattare la liquidazione coatta della cooperativa;

si interroga la Giunta con richiesta di risposta scritta per sapere

quali siano le conseguenze della drammatica situazione di UNIECO soc. coop. riguardo la prosecuzione dell’attività della società AQUATICO srl;

se siano già state intraprese azioni o in caso negativo quali si intendono adottare, nel rispetto del contratto di concessione, al fine di garantire il funzionamento della struttura natatoria gestita da AQUATICO srl”. (Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli, Alleanza Civica)

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    24/03/2017 alle 21:11

    Ah sono d’accordissimo. Per Acquatico ? Basta che un gestore di buon gusto si proponga per farne una nuova discoteca invernale e estiva.

    Ci vuole solo un buon manager; per il resto i capi di quelle coop lì si sono gia’ fatti le budella d’oro.

    Non c’e’ ideale e buon senso che tenga.

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