Crac coop, la bufera investe il Pd: “Ha messo Reggio sul lastrico”

31/3/2017 – Reggio non si è ancora ripresa dallo choc del funerale della cooperativa Unieco, e del resto la perdita sarà molto difficile da metabolizzare. Perché significa la rovina per i lavoratori, i fornitori e i subappaltatori, ma soprattutto per il suo significato anche simbolico: l’ultima pagina strappata di un libro secolare, quelle delle grandi cooperative di produzione e lavoro reggiane, carico di gloria e di storie di successo, e ora chiuso in un inferno di debiti, di guai, di disoccupati, di accuse incrociate e recriminazioni.
Forse solo lo choc psicologico riesce a spiegare il silenzio stupefacente in cui sono rinchiusi da ieri i vertici di Legacoop, che invece – come rileva la senatrice reggiana Maria Mussini, vicepresidente del gruppo di palazzo Madama, hanno trovato la forza di redigere un comunicato favorevole all’arena Grandi eventi del Campovolo e in difesa dell’intervento di Coopservice.

L'ultima assemblea della storia di Unieco

L’ultima assemblea della storia di Unieco

E mentre Unieco è in attesa del via libera del giudice delegato alla rinuncia al concordato “in bianco” – passaggio obbligato per far scattare la liquidazione coatta amministrativa con la nomina del commissario liquidatore da parte del Mise (Ministero sviluppo economico) estratto da una terna di tre professionisti – a Reggio una miriade di creditori fa i conti di quanto rischia di perdere (e sicuramente perderà) nel parafallimento di via Ruini.
E mentre lavoratori e pensionati sono in subbuglio per il prestito sociale – anche loro rischiano di perderlo tutto, come sta accadendo a Coopsette – il mondo politico fa sentire la sua voce e mette sul banco degli imputati il Pd – altro grande silente – e Legacoop.
A tirare in ballo il Partito Democratico ci pensa la consigliera comunale dei 5 Stelle Alessandra Guatteri: «Reggio Emilia pagherà un conto salatissimo per il crollo del sistema cooperativo – scrive – Ma sappiamo tutti, anche se non si può dire, che le responsabilità del Pd in tutto questo sono enormi.
Il conto non riguarderà solo le persone che perderanno il posto di lavoro, tutti i soldi e il futuro, ma riguarderà anche l’intera città e avrà un indotto gigantesco di perdite che si concretizzerà in conti non pagati, fatture insolute, soldi che non rientreranno, in un effetto domino di cui non si vedrà la fine per molto tempo».
E aggiunge: «L’osmosi di manager super pagati dalle poltrone piddine alla dirigenza cooperativa non è un segreto,  e non si possono certo nascondere i dubbi sulle competenze di tali manager che nonostante un rapporto privilegiato con le amministrazioni Pd e tantissime commesse a disposizione hanno portato allo sfascio queste storiche cooperative».
Per non parlare di un sistema finanziario che con le cooperative ha sempre chiuso un occhio elargendo prestiti in una situazione ormai comatosa.
«Unieco cade a tappeto con 360 milioni di euro di debiti con le banche, di cui 48 con Monte dei Paschi. Ma a quanti imprenditori privati vengono concessi prestiti con tale facilità?
Quanti imprenditori schiacciati dal fisco e dalla crisi sono stati aiutati come le cooperative con soldi e commesse?». Chiediamo – conclude Guatteri – «che il PD si assuma tutte le responsabilità per avere portato l’economia reggiana sull’orlo del baratro».
Anche la senatrice Mussini affronta il tema delle responsabilità, affermando che «almeno la responsabilità morale di chi avrebbe dovuto amministrare e vigilare c’è eccome, e pesa come un macigno».
Funzione di vigilanza che avrebbe dovuto svolgere anche Legacoop, chiosa la senatrice: «Grande silente sul dramma Unieco, Legacoop non ci risparmia però il suo plauso per l’arena grandi eventi, esaltandola come una valevole opportunità per il territorio reggiano. Considerato dove ci ha portato la capacità di visione strategica dell’associazione presieduta da Mauro Lusetti, se fossi nel sindaco Vecchi farei ricorso a qualche rito apotropaico».
Per Mussini. comunque, la liquidazione coatta è un mezzo per «impedire al tribunale di accertare le responsabilità, e al tempo stesso di distribuire prebende ai professionisti amici che sulle spoglie del colosso fatturano grosse somme».

LEGA NORD: MA I SOCI NON HANNO AVUTO  IL CORAGGIO DI RIBELLARSI

Nel torrente di critiche, allarmi e recriminazioni sul tracollo di Unieco, ce n’è anche per i lavoratori soci.
E’ il commissario della Lega Nord Matteo Melato a chiamarli in causa: «I lavoratori che ieri si sono trovati in assemblea per Unieco per decretare la liquidazione non hanno avuto il coraggio di ribellarsi a un crollo di una coop che era in piedi da oltre un secolo».
Probabilmente Melato non ricorda che se c’è stato un caso di ribellione dei lavoratori al vertice cooperativo, è proprio quello di Unieco, in cui la base dei soci un anno e mezzo fa mandò a casa Mauro Casoli e un intero consiglio di amministrazione. E oggi a pagare il prezzo del disastro saranno proprio i soci senza lavoro e i pensionati che perderanno i risparmi messi al prestito sociale.
Nondimeno anche il dirigente leghista  rivolge la domanda che è sulla bocca di tutti: «Dov’erano quelli che dovevano controllare prima di arrivare a un buco di circa 1,5 miliardi di euro?».
Il segretario emiliano del Carroccio, Gianluca Vinci è drastico: «Il modello economico “emiliano” tanto sbandierato dalla sinistra dal dopoguerra ad oggi è fallito, ora occorre trovare soluzioni concrete per questi lavoratori e le loro famiglie, le istituzioni locali dovranno intervenire per queste situazioni con agevolazioni e sconti fiscali».

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *