Coopsette, è proprio finita: nessuno vuole il ramo costruzioni, partono 186 licenziamenti

23/3/2017 – E’ l’epitaffio su una storia industriale gloriosa finita nella bolgia infernale della crisi, del crac finanziario, delle inchieste giudiziarie e di una gestione certo non all’altezza del passato. La pietra tombale su Coopsette di Castelnovo Sotto, in liquidazione coatta amministrativa, è stata messa oggi con le prime lettere di licenziamento firmate dal liquidatore Giorgio Pellacini: ne partiranno in tutto 186, rispetto ai 247 dipendenti ancora in forza a Coopsette. La differenza si spiega col fatto che dalla procedura sono esclusi i 51 dipendenti della Methis (ramo arredamenti per ufficio) per i quali la cassa integrazione scade a giugno. Inoltre una ventina di dipendenti resteranno in servizio.

La sede (chiusa) di Coopsette a Castelnovo Sotto

La sede (chiusa) di Coopsette a Castelnovo Sotto

E’ quanto è emerso mercoledì in Provincia in un incontro tra il liquidatore, un funzionario delegato dalla Regione e i sindacalisti Cgil di Fillea e della Fiom.

Nessun investitore si è fatto avanti per rilevare il ramo edilizio della cooperativa  che sino a pochi anni fa era tra le prime dieci imprese di costruzioni in Italia.

Una manifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Legacoop

Una manifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Legacoop

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