Caso Methis-Teleya, il cavaliere toscano non c’è: “O nuova coop o si chiude”. E la Fiom spara su Legacoop

10/3/2017 – Le rappresentanze sindacali di Methis e Teleya (i due rami d’azienda metalmeccanici di Coopsette) e Fiom Cgil hanno incontrato questa mattina il Presidente di Legacoop Emilia Ovest di Reggio Emilia, Andrea Volta. L’incontro è stato richiesto dalle rappresentanze dei lavoratori per “dare concretezza ad una ipotesi di acquisto di ramo d’azienda (Methis)” da parte di una Coop toscana che aveva espresso interesse in tal senso e per verificare la possibilità di supportare finanziariamente questa operazione attraverso Coopfond. Nel precedente incontro, volta si era impegnato a intervenire sui vertici sul fondo  d’investimento interno di Legacoop.

Una manifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Legacoop

Una manifestazione dei lavoratori Teleya e Methis sotto Legacoop

Ma oggi tale soluzione, ha detto Volta, è stata valutata da tutti i soggetti interessati (Lega, Coopfond, Cooperativa toscana e esperti della Lega) non percorribile per problemi di progetto industriale e risorse finanziarie insufficienti da parte della cooperativa toscana”.

Come riferisce la Fiom, il presidente di Lega Emilia Ovest si è dichiarato invece “possibilista” su un progetto di costituzione di nuova cooperativa che abbia, come presupposto indispensabile, la partecipazione societaria da parte dei dipendenti. Questa soluzione comporterebbe la cessazione del rapporto di lavoro per gli attuali dipendenti Methis, la loro collocazione in NASPI (trattamento di disoccupazione) e l’utilizzo dello stesso trattamento anticipato come quota sociale per l’ingresso nella nuova cooperativa.

Questa proposta – sostengono RSU e FIOM CGIL – non è stata oggetto di ipotesi nel precedente incontro e solo nel tardo pomeriggio di giovedi (alla vigilia dell’incontro) è stata illustrata ai lavoratori e definita come “unica possibilità” per dare continuità all’attività e al lavoro. Oltre alle varie difficoltà di natura tecnica nel tentare una soluzione di questo tipo (non sarebbe possibile per i soci- lavoratori utilizzare alcun ammortizzatore sociale nei primi 6 mesi di attività, proprio quelli di avvio dove certamente non ci sarà attività per tutti) si apre un problema di corrette relazioni e di credibilità al tavolo di confronto. Se questa ipotesi è stata illustrata con dovizia di particolari ai lavoratori, diventa difficile credere che non fosse già ampiamente stata studiata dalla Lega”.

Questo atteggiamento – aggiunge il segretario proviniale Guaitolini –  pone dei dubbi su come si gestisce un confronto in situazioni di grande complessità come la liquidazione coatta amministrativa di Coopsette e su quanto poi questa proposta non fosse già una scelta prioritaria che non ha fatto approfondire eventuali altre opzioni. Ancora una volta non solo gli errori della dirigenza si scaricano sui lavoratori ma anche la eventuale possibilità di prosecuzione dell’attività passa attraverso un rischio d’impresa che viene scaricato sui lavoratori”.

La FIOM e la CGIL ritengono “non corretto questo atteggiamento della Lega. Dopo aver fatto trascorrere tanto tempo ora, in prossimità della scadenza degli ammortizzatori, pone sul tavolo questa ipotesi avendola già presentata ai lavoratori come aut-aut: o così o si chiude”.

Nei prossimi giorni il sindacato chiederà incontri anche a livello Istituzionale perché “un patrimonio di conoscenza, di professionalità non venga smantellato o sottoposto a ricatto, senza per altro alcuna garanzia di continuità”.

Anche ieri, durante l’incontro, i lavoratori Methis e Teleya hano manifestato sotto Legacoop.

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2 risposte a Caso Methis-Teleya, il cavaliere toscano non c’è: “O nuova coop o si chiude”. E la Fiom spara su Legacoop

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    11/03/2017 alle 11:01

    I sindacati? quelli che quando i dipendenti proposero di rilevare loro la Methis e creare una nuova coop. staccata da Coop7, li scoraggiarono dicendo che sarebbe mancata la parte manageriale? Parliamo degli stessi sindacati?
    Methis, ditta produttrice di ottimi prodotti, con maestranze e tecnici altamente qualificati, con un portafoglio pieno di ordini, lasciata andare in rovina dai top manager del mondo cooperativo. Dimenticavo, la stessa Legacoop disse che era meglio che non lo facessero. Che si vergognino tutti, a partire dai sindacati servi delle cooperative.

  2. Enrico Rispondi

    21/03/2017 alle 05:35

    La stessa coop toscana al cui interno vi sono le stesse persone ex coopsette che hanno portato la stessa azienda al fallimento e hanno taciuto e negato a dipendenti e soci la situazione tragica di cui stanno vivendo i soci con la perdita di quota sociale e libretto di prestito???? Mi puzza un po’……..

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