Bini insorge su Poiatica: “La discarica non si riapre, o Iren o la Provincia paghino la messa in sicurezza”

6/3/2017 – “La discarica non si deve riaprire, e non devono essere i cittadini della montagna a pagare le spese della chiusura e mezza in sicurezza”. Enrico Bini, primo cittadino di Castelnovo Monti, è il primo sindaco a prendere posizione sull’ipotesi di riempire il cratere della discarica di Poiatica, dove alcune rilevazioni nel 2014 avevano rilevato livelli di radioattività superiori alla norma, con ottocentomila metri cubi di rifiuti speciali. Bini non nasconde il suo disappunto per aver appreso dalla stampa i contenuti dello studio, che evidentemente circola ancora nelle segrete stanze. Bini inoltre sostiene che le spese della messa in sicurezza dovranno essere sostenute o dalla Provincia o da Iren, e per questo si dovrà ricostruire chi ha autorizzato il sesto lotto di Poiatica.

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 204 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 204 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

E aggiunge: “Vogliamo capire se non siano emerse problematiche particolari di inquinamento, di qualsiasi tipo”.

Al momento non posso escludere – afferma Bini in una dichiarazione diffusa  oggi – che lo studio commissionato dalla Regione Emilia-Romagna alla Università di Bologna, sulle modalità più corrette per un ripristino ambientale dell’area della discarica, suggerisca come soluzione meno costosa la riapertura del sito per un riempimento che preveda l’utilizzo di rifiuti speciali, nella cui categoria rientra una gamma di materiali comunque molto ampia, da resti di lavorazioni industriali a fanghi prodotti da trattamenti delle acque”.

Finora però – sottolionea . “di questo studio abbiamo soltanto avuto notizie dai giornali, quindi aspettiamo di leggerlo nei dettagli. Il documento comunque rappresenta il parere dell’Università di Bologna, poi a decidere sulla base delle proposte in esso contenute dovranno essere gli amministratori. Penso comunque che l’evoluzione del sito debba prendere atto di una scelta già presa e ampiamente condivisa: la discarica è chiusa e non si riapre.

Il cumulo dei rifiuti a Poiatica ,fotografato nel novembre 2014

Il cumulo dei rifiuti a Poiatica ,fotografato nel novembre 2014

Bisogna invece ricostruire chi ha autorizzato il sesto lotto e quindi chi ora dovrà metterlo in sicurezza: Provincia? Iren? Si dovrà dunque capire a chi spetteranno le spese per la messa in sicurezza. Vorremmo anche capire se gli studi effettuati sul sito della discarica hanno messo in luce problematiche particolari di inquinamento, di qualsiasi tipo”. Conclude Bini: “Per quel che mi riguarda come Sindaco e come presidente dell’Unione dei Comuni la mia posizione è molto netta: la discarica non si deve riaprire, e non condivido affatto neanche l’ipotesi che dopo anni in cui i cittadini del territorio appenninico hanno dovuto vivere direttamente le ricadute negative della discarica, che economicamente invece per chi l’ha gestita ha rappresentato un utile, siano ora chiamati anche a farsi carico di spese per la sua chiusura e messa in sicurezza definitiva”.

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