Battaglia di Fabbrico: “Perché non posso stare con l’Anpi”

di Angelo Simonazzi *

Caro Direttore,

 in merito alla recente commemorazione di Fabbrico, io sto certamente, come socialista democratico, dalla parte non dell’Anpi, divisiva e di contrapposizione civile e storica, che non ha più senso nè giustificazione a 72 anni dai tragici fatti della Liberazione  e del post-Liberazione, ma bensì molto civilmente ed umanisticamente, io credo, dalla parte reggiana capeggiata dall’avv. Luca Tadolini e dell’Unione combattenti della Rsi, che ha commemorato tutte le vittime senza distinzione alcuna della guerra civile 194371945.

Quest’ultimo è, a mio modo di vedere, il modo e la maniera giusta e sensata di commemorare, la via di riconciliazione unitaria, pacifica, nazionale.

Vadano pure avanti per la loro strada errata di commemorare a senso unico le vittime della “loro” Resistenza, condannando senza mezzi termini quelle degli altri, combattenti della Repubblica Sociale Italiana, riconoscimento che in verità non è mai stato negato dai partigiani più schietti e seri.

E vedremo a che punto si andrà a finire, cari Orlando, Fiaccadori e Fontanesi…

*(già socialista democratico)

 

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