Banche in ritirata: chiudono 17 agenzie

di Giulia Cherubini

18/3/2017 – Tanto tuonò che alla fine piovve e la mazza ferrata della realtà si abbattè sui crani di banche e bancari. tra fusioni e ristrutturazioni aziendali il numero dei dipendenti in esubero negli istituti di credito italiani è allarmante. Se è vero, come avevano annunciato stime governative, che nel prossimo decennio il numero di bancari diminuirà del 65% (da 328mila a 200mila circa), anche Reggio si accinge a pagare i costi di quella che da molte parti è indicata come la prossima professione in via di estinzione. E’ infatti in programma la chiusura di 17 sportelli da parte  due banche: Unicredit e Mps. E sono solo due banche.
Unicredit, di cui è azionista la fondazione Manodori è il principale istituto a Reggio e Provincia in quanto erede della storica Cassa di Risparmio. Chiuderà entro l’anno quattro filiali: quella di viale Risorgimento in città, di fronte all’ospedale Santa Maria Nuova,  e 3 in provincia: ad Arceto, San Polo e Sorbolo Levante. Mentre entro il 2019, stimano i sindacati, il gruppo guidato da Mustier abbasserà la saracinesca di ulteriori 10 agenzie.
Per quanto concerne Mps, invece, le filiali prossime alla chiusura entro l’anno saranno 3: a Fogliano, a San Polo e a Castelnovo Sotto. «Saranno chiuse le agenzie più piccole, quelle che hanno sino a 500 correnti» spiega Roberto Arduini, della Rsa di Mps.

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«Si tratta di sedi che sono state scelte seguendo la logica dell’agevolare lo spostamento dei conti correnti verso altre filiali del gruppo che si trovano logisticamente vicine a quelle che saranno chiuse: quindi da San Polo a  Montecchio per San Polo, da Castelnovo Sotto a Poviglio, da Fogliano ad Albinea o Scandiano» conclude Arduini.
Esuberi e, dunque, incentivi all’esodo piuttosto che stop alle assunzioni sono diventate parole chiave in ambito bancario. Basti considerare  dati forniti dall’Abi e relativi ai “tagli” in programma nei 9 gruppi bancari principali in Italia.
Popolare di Vicenza. L’ultimo piano industriale presentato, quello relativo al 2015/20, prevede ulteriori 605 esuberi e i lavoratori potenzialmente prepensionabili sono 575. In 10 anni l’istituto è passato attraverso 7 piani industriali.
Cariparma. In tre anni il Gruppo ha prepensionato attraverso il Fondo esuberi 439 lavoratori e ne ha collocati in pensione 16. L’ultimo piano industriale 2016/19 prevede 300 uscite.
Carige. Dal 2013 al 2016 dal Gruppo sono usciti volontariamente, grazie ad accordi sindacali, 325 dipendenti, 293 di questi sono stati prepensionati, mentre i restanti 32 sono stati collocati in pensione. L’ultimo piano industriale presentato, relativo al 2019-20, individua ulteriori 351 eccedenze.
Mps. In tre anni, dopo lo scandalo dei derivati, sono stati prepensionati 4.500 lavoratori, 1.000 esternalizzati e altri 500 collocati in pensione e sono state previste 636.000 giornate di solidarietà. Le prossime uscite, come da piano industriale 2013/17, sono 2.516 da realizzarsi entro il 2017 attraverso il Fondo di solidarietà.

Palazzo del Monte, sede della fondazione Manodori azionista di Unicredit

Palazzo del Monte, sede della fondazione Manodori azionista di Unicredit

Unicredit. In tre anni dal Gruppo è stata prevista l’uscita volontaria di 4.100 lavoratori, di cui 3.325 andati in esodo e 775 in pensione. Il piano industriale 2015-18 ha individuato ulteriori 6.135 eccedenze di personale e i lavoratori potenzialmente prepensionabili sono 2.100.
Intesa Sanpaolo. Dal 2013 al 2016 il Gruppo ha prepensionato 3.540 lavoratori e ne ha pensionati altri 987. Le prossime uscite, come da piano industriale 2014/20, ammontano a 1.018 unità.
Bper. Dal 2013 al 2016 dal Gruppo sono usciti volontariamente 536 lavoratori, di cui 292 attraverso esodi gestiti dal Fondo di Solidarietà, 244 tramite pensionamento. Il piano industriale 2015-17 prevede ulteriori 585 esuberi.
Bnl. Dal 2013 al 2016 il Gruppo ha prepensionato 554 lavoratori e ne ha collocati in pensione altri 533. Le prossime uscite previste dal piano industriale 2014-16 ammontano a 527 lavoratori.
Banco Popolare. In tre anni dal Gruppo è stata prevista l’uscita volontaria di 1.005 dipendenti, di cui 777 prepensionati e 228 collocati in pensione
Bpm. Dal 2013 al 2016 il Gruppo ha prepensionato e collocato in pensione rispettivamente 293 e 15 lavoratori. Il piano industriali d’integrazione col Banco Popolare individua ulteriori 605 esuberi e i lavoratori prepensionabili sono 585. Da gennaio Banco Popolare e Bpm sono fuse in un unico istituto, Banco Bpm.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

 

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