Aemilia, pentito di ndrangheta parla di “collegamenti” con Unieco e Coopsette, e mette nei guai Pasquale Brescia

16/3/2017 – Al processo Aemilia in corso a Reggio il pentito di ‘ndrangheta Francesco Oliverio, 46 anni, già capo di un clan con “filiale” nel milanese, a Rho, ha parlato dell’ex titolare degli Antichi Sapori Pasquale Brescia – imputato in carcere nel processo per associazione mafiosa – e degli ex colossi cooperativi Coopsette (fallito) e Unieco (che tenta di salvarsi con pesanti tagli al personale).

“A quel tempo – ha dichiarato Oliverio, protetto dal paravento,  davanti alla corte presieduta da Francesco Caruso – ero in affari nel movimento terra e nei lavori stradali, e già negli anni Novanta avevamo collegamenti con le cooperative reggiane: Unieco, Coopsette e via dicendo”. Solo citazioni, non accuse specifiche, tuttavia Oliverio chiarisce le ragioni per cui le imprese sane del Nord si rivolgevano alle ditte collegate alle ndrine calabresi. “In caso di difficoltà finanziarie, alle aziende sane venivano rilasciate fideiussioni tramite società all’estero. Inoltre trovavamo il modo di fargli pagare meno Iva e meno tasse”. Evidente il riferimento ai giri di fatture, una vera specialità delle ndrine ma anche dell’economia legale emiliana.

Non solo: “All’occorrenza si facevano pure sparire i rifiuti pericolosi, sotterrandoli. Ricordo ancora una buca di 5 metri in un lavoro stradale…”. Insomma, una terra dei fuochi in pieno Nord.

L'aula del processo Aemilia

L’aula del processo Aemilia

Oliverio, come detto, ha tirato in ballo anche l’imputato Pasquale Brescia, rivelando i dettagli di un incontro avvenuto in un ristorante di Rho, dove Brescia arrivò – ha detto il pentito – accompagnato da due affiliati al clan Arena e altre persone tra cui Nicolino Sarcone“. Il grosso impresario cutrese di Reggio, in carcere dal gennaio 2015 in attesa di giudizio, avrebbe raccontato a Oliverio di una mega truffa per la vendita di un ristorante-hotel: un falso sceicco, in realtà un nomade, avrebbe pagato il prezzo pattuito di 500 mila euro e in gran parte con denaro falso: “La prima tranche era di 250 mila euro, ma solo la prima fila di banconote era buona, le altre no. Neanche uno scemo di fa pagare così…”. Comunque sia, il pentito ha aggiunto che Brescia era pronto a a pagare centomila euro perchè qualcuno piazzasse una pallottola in testa al nomade.

“Ma venni a sapere un’altra verità – ha aggiunto  – quella truffa era la risposta del “nomade” a una partita di cocaina da lui ricevuta: un chilo “buono” e altri 3-4 chili non buoni”. a quel punto Oliverio avrebbe lasciato perdere “l’affare”.

Nell’udienza il pentito ha riconosciuto Brescia in un confronto fotografico, e lo ha definito “molto in amicizia con forze dell’ordine e istituzioni” – cosa ampiamente nota – ma alla fine i difensori dell’imprenditore hanno definito “assolutamente inesistente” quanto affermato sul costruttore degli Antichi Sapori.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    17/03/2017 alle 21:24

    Mamma mia, qui ci vuole il Commissario Girardi “Er monnezza” !.

    Un vero squallore, una vergogna totale, ad essere amministrati da sti pseudo-politici.
    Scusate lo sfogo, ma e’ vergognoso che, mentre ci tocca pagare ll’Iren, a cifre da urlo, poi quei soldi vengo anche utilizzati per organizzare il Gay pride. E che facciano pure la festa dei trans. Ma non ho niente in contrario, se fosse Reggio una Citta’ civile, ben amministrata, ma il brutto e’ che Reggio non e’ presidiata, non ci sono controlli, in stazione c’e’ un distaccamento della questura, ma succedono sempre dei guai, come e’ successo ieri. E sui quotidiani si parla sempre di una buona amministrazione……. Ma dove ?

    Npn si puo’ sempre spingere sullo sport, artefice di tutto, solo perche’ le aziende sponsorizzano per la visibilita’. ma cazzo, ci sono citta’ come ad esempio Savona, Genova, Torino, Pavia, Brescia, molto meglio ammnistrate che Reggio nell’Emilia. Addirittura leggo che Reggio e’ una tra le citta’ meglio amministrate. Ma dove, quando ? Ma se un giorno si’euno no, bruciano cassonetti, auto, fanno saltare bancomat, ma sembra Caracas.

    Pero’ ci sara’ il Gay pride, cosi’ anche Reggio Sara’ all’avnguardia. E mentre continuano a fare i comizi nei comuni per l’antimafia/andrangheta, ti giri e te li trovi nel vicolo di fianco. E dire che per fare un po’ di presidio nei paesi/citta’, di soldi i comuni ne avrebbero…..

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