Aemilia: il sindaco Tagliavini querelato da Iaquinta padre e figlio. La solidarietà di Bini e del Pd

23/3/2017 – Processo Aemilia e dintorni, solidarietà del sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini al collega di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, querelato dall’ex calciatore della Juventus e della Nazionale  Vincenzo Iaquinta e dal padre Giuseppe, entrambi imputati a diverso titolo in Aemilia, per alcune affermazioni pronunciate durante un’intervista a Telereggio.

: “Esprimo la mia solidarietà e il pieno appoggio al Sindaco Tagliavini, anche a nome della rete dei Comuni Mafia Free di cui Castelnovo Monti è stato il primo Comune membro, e di cui anche Quattro Castella è entrato a far parte – afferma Bini –  Ritengo che le scelte operate da Tagliavini siano state pienamente aderenti a quello che è il suo ruolo, che deve essere sempre estremamente attento ad ogni aspetto ed ogni possibile atteggiamento equivoco, senza compromessi o timori di ripercussioni. La mia solidarietà va anche ai responsabili di Telereggio a loro volta destinatari della denuncia”.

Gli  Iaquinta, attraverso il difensore Carlo Taormina, ha presentato querela per «diffamazione a mezzo strumento televisivo con l’aggravante della qualità di pubblico ufficiale per Tagliavini» per l’intervista rilasciata andata in onda il 13 marzo scorso, in cui il sindaco castellese aveva affermato di aver respinto la richiesta di Vincenzo Iaquinta di poter costruire a proprie  spese un campo di calcio su terreno comunale “in quanto figlio di persona in odore di mafia -riferisce Taormina – così riferendosi al padre Giuseppe Iaquinta” .

Questi è imputato nel processo Aemilia per associazione a delinquere, mentre il figlio calciatore, abitante a Quattro Castella, deve rispondere della custodia di una pistola.

Secondo Taormina il collegamento tra il processo e la vicenda del campo sportivo , come presentato dal sindaco, era arbitrario e conteneva giudizi offensivi.

Tagliavini è stato anche denunciato per violazione di segreto d’ufficio, sulla base della «comunicazione all’opinione pubblica dell’esito di una procedura amministrativa non ancora esplicitata e quindi da ritenersi coperti dal segreto i relativi atti».

LA SOLIDARIETA’ DEL PD REGGIANO

Anche il Pd di Reggio Emilia esprime “vicinanza al sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini”.

2 Troviamo paradossale che quello che è un gesto di buona prudenza gli venga oggi rimproverato – commentano i dem – Crediamo anzi che sia politicamente doveroso per ogni amministratore rifiutare donazioni, elargizioni, sponsorizzazioni da persone che, sia pur non condannate, siano coinvolte in un processo per mafia in corso di dibattimento. La tutela del Comune e della sua “impermeabilità” a qualsiasi potenziale “inquinamento” della sua immagine e della sua azione amministrativa è semplicemente prioritaria rispetto a qualsiasi utilità immediata”.

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Una risposta a 1

  1. Mario Guidetti - Consigliere naz.le Ordine dei Giornalisti Rispondi

    23/03/2017 alle 16:57

    Querele, querele, querele…”temerarie”

    JE SUIS Andrea Tagliavini e Telereggio

    Leggiamo che Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella e Telereggio sono stati denunciati e querelati per “diffamazione a mezzo strumento televisivo con l’aggravante della qualità di pubblico ufficiale per Tagliavini, il quale avrebbe anche violato il segreto d’ufficio”.

    E’ sorprendente che i soggetti “presunti diffamati”, anziché ricorrere al “diritto di replica”, siano ricorsi allo strumento della denuncia/querela. Pur non entrando nel merito dei fatti e degli antefatti, per i quali sarà la magistratura a pronunciarsi confidando in tempi non canonici, evidenzio solo quanto sia inflazionato lo strumento delle querele per diffamazione con conseguente richiesta di danni patrimoniali e rischio del carcere. Uno strumento “temerario” per tentare il condizionamento della libertà di stampa (?!), libertà di stampa e di espressione sancite dall’art. 21 della Costituzione.

    E no, caro direttore, io non ci sto ed è per questo che, senza tentennamenti, dichiaro:

    “ Je suis Andrea Tagliavini e Telereggio”.

    Da tempo l’Ordine dei Giornalisti, chiede una legge che tuteli veramente sia la libertà di stampa che i soggetti che, risultassero davvero, al termine del processo, diffamati.

    Una legge che eliminasse il carcere per tale reato (sostituito dalla pubblicazione della sentenza e di una replica della ) e che, qualora il giudice riconoscesse che il chiamato in causa avesse agito correttamente, il “querelante” fosse condannato a pagare una penale pari almeno al 30% (meglio sarebbe il 50%) della somma richiesta per il danno (non avuto); oltre, naturalmente al rimborso delle spese legali.

    Ad malora.
    Mario Guidetti – Consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti
    (alias Je suis Andrea Tagliavini e Telereggio)

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