L’Ape di Montecchio verso la chiusura
Sit-in in Provincia, allarme per il sistema Unieco

2/3/2017 – Una delegazione di lavoratori e sindacalisti dell’Ape di Montecchio hanno effettuato un presidio davanti a Palazzo Allende e sono stati ricevuti dal presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi.

In sala Giunta la difficile situazione dell’azienda montecchiese – leader nel comparto di manufatti in cemento di qualità per strutture prefabbricate – a causa della grave crisi che ha investito l’edilizia con pesanti ripercussioni finanziarie sulla società controllante, la cooperativa Unieco, che a sua volta ha dato il via a 170 licenziamenti.

I 63 lavoratori della Ape di Montecchio, da novembre  in cassa integrazione straordinaria a zero ore, chiedono alle istituzioni  e al mondo imprenditoriale di aprire un tavolo di confronto  per cercare soluzioni alternative alla cessazione dell’attività, ipotesi che pare sia in corso di valutazione. Da parte sua il presidente Manghi, dopo aver ascoltato attentamente la delegazione, ha ribadito la totale disponibilità della Provincia “a condividere con Comune di Montecchio, azienda e lavoratori azioni in grado di favorire, in questa fase delicata, soluzioni positive che salvaguardino occupazione e famiglie”.

La delegazione dei lavoratori Ape ricevuta in Provincia da Manghi

La delegazione dei lavoratori Ape ricevuta in Provincia da Manghi

 

DEL MONTE (LEGA NORD): ALLARME PER IL SISTEMA UNIECO, INTERVENGA LA REGIONE

La protesta dei lavoratori di Ape davanti alla Provincia di Reggio Emilia è soltanto l’ultimo sintomo (in ordine di tempo) della crisi generalizzata di un intero settore. Ne è convinto il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, intervenuto sulla crisi dell’azienda specializzata in strutture prefabbricate per l’edilizia, che giovedì mattina ha organizzato un sit-in davanti al palazzo della Provincia. «In questa vertenza sono a rischio 57 dipendenti – spiega il leghista -. Occorre che il Comune, la Provincia e anche la Regione lavorino all’unisono per risolvere la crisi aziendale e tutelare i posti di lavoro.» Dietro alla crisi “Ape”, Delmonte intravede anche lo spettro di una crisi generalizzata di tutto il “sistema” Unieco: «legato ad altre opere pubbliche – precisa Delmonte – sul territorio provinciale, caratterizzate in molti casi da problematiche di tempistiche e ritardi.»

Ora, arriva il caso di Ape, che di Unieco è una partecipata. «La Regione – incalza Delmonte – deve pretendere di vederci chiaro, per scongiurare una crisi senza precedenti, che potrebbe essere causata dal collasso di Unieco e la conseguente crisi per tutta la filiera.»

 

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