“Via i criminali da Reggio, soggiorno obbligato a Cutro”
Vicini (Pd): “No alle discriminazioni e lotta all’illegalità: un vertice con tutti i partiti”

di Pierluigi Ghiggini

16/2/2017 -«Molti cutresi pensano che a Reggio per loro non vi sia più futuro. Tanta gente onesta si sente discriminata. Ma i cutresi non possono essere delinquenti a priori, e io mi ribello all’equazione calabresi uguale ndrangheta Ma questo clima deve cambiare. Bisogna ricucire lo strappo con la città».
L’ingegner Salvatore Salerno, testimone di Aemilia, esponente dell’imprenditoria di origine cutrese impegnato nel sociale e nella cultura, ha rilanciato il tema di una comunità che si sente  sotto tiro e messa all’angolo dall’inchiesta Aemilia in poi: questione rimasta sotto traccia per non ingenerare equivoci, ma che è reale e non può essere taciuta.
Le riflessioni affidate da Salerno nell’intervista alla Voce di Reggio hanno suscitato reazioni nel mondo politico ed economico, un accenno di dibattito che potrebbe portare buoni frutti.
Per Mauro Vicini, segretario cittadino del Pd, l’approccio al problema va cambiato in profondità: l’intransigenza contro la ndrangheta va chiesta a tutti i regiani, non solo a quelli di origine cutrese. La “ricucitura” deve cominciare da qui. E per questo lancia la proposta di un vertice di tutte le forze politiche per un impegno comune in una strategia di prevenzione dell’illegalità, mobilitando tutta la città «nelle sue diverse componenti».

Mauro Vicini

Mauro Vicini

Vicini ha le idee chiare: «I cutresi di Reggio devono sentirsi reggiani nei valori e nell’idea di futuro, per contribuire assieme a tutta la città a combattere ed isolare la criminalità». E ricorda di aver già espresso nel suo viaggio a Cutro dello scorso anno «un sentimento  di solidarietà verso  tutti quei cittadini reggiani onesti di origine calabrese quando subiscono, in una generalizzazione sbagliata e inaccettabile, accostamenti alla mafia».

Salerno in Sala del Tricolore
Ma qui «e ancor di più dopo le indagini e il dibattimento in corso sugli indagati del processo Aemilia, abbiamo bisogno di essere tutti  (imprese, banche, mondo delle professioni, Istituzioni e politica; anche con l’aiuto indispensabile della comunità cutrese) intransigenti nell’isolare questa parte malata della nostra società».

«Ciascuno di noi – aggiunge Vicini – deve chiedersi, cosa ha non fatto ieri quando si sviluppava l’infiltrazione e, invece, cosa  fa oggi per ristabilire la legalità e favorire la coesione sociale nel nostro territorio».
L’esponente del Pd non vede altra strada che lavorare tutti insieme: da qui l’appello a un impegno comune e concreto di tutte le forze politiche,  ma anche una proposta che ha del clamoroso: un soggiorno obbligato alla rovescia, sradicando gli ndranghetisti da Reggio per rimandarli in Calabria.

«Per me – afferma Vicini – intransigenza contro i criminali ‘ndranghetisti significa non intrattenere rapporti con gli indagati/condannati e lavorare assieme per isolare i criminali dalla grandissima parte onesta della comunità calabrese e complessivamente reggiana».

L'aula del processo Aemilia

L’aula del processo Aemilia

Quindi «a maggior tutela di questi nostri concittadini e di tutti noi, finito il processo, utilizzare l’istituto del soggiorno obbligato, a Cutro o comunque lontano dalla pianura padana, per impedire condizionamenti a Reggio Emilia».
E conclude: «Non vi è alternativa ad una battaglia comune ed unitaria delle forze politiche. Su questo il PD è pronto a discutere, con tutti i partiti o i movimenti rappresentati in Consiglio Comunale, per definire una strategia di prevenzione dell’illegalità, sostenere l’azione delle forze dell’ordine e delle istituzioni e mobilitare in questa battaglia la città, nelle sue diverse componenti».

 

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