Unieco, se un operaio vale 4 mila euro

di Pierluigi Ghiggini

25/2/2017 -Unieco va dritta per la sua strada: l’obiettivo è salvare la cooperativa dalla liquidazione coatta amministrativa, e costerà lacrime e sangue. In dicembre la cooperativa di via Ruini, guidata dall’estate 2015 da Cinzia Viani  dopo vent’anni di presidenza di Mauro Casoli, ha avviato il licenziamento collettivo per 170 soci lavoratori su 340, con l’obiettivo di allineare l’organico al rapporto “canonico” di un lavoratore per un milione di fatturato, in vista del piano industriale da sottoporre ai creditori a metà maggio, come previsto dal concordato con riserva deliberato dal giudice il 24 gennaio. Sempre a metà maggio scade la cassa integrazione straordinaria a zero ore per tutti i dipendenti, alla quale subentra la disoccupazione per un massimo di due anni (ora si chiama Naspi).

unieco
In sostanza dopo aver esperito tutti i tentativi previsti dalla legge, prima a livello territoriale, poi in Regione, non si è trovato alcun accordo con i sindacati per la gestione della mobilità. La conseguenza è che da martedì 28 febbraio la cooperativa farà partire le lettere di licenziamento, con la previsione di concludere la procedura, appunto, entro metà maggio.
Il vertice Unieco è decisissimo a procedere su questa strada, con o senza i sindacati, per mettere in salvo l’azienda, i cantieri e il portafoglio ordini. Ma dei lavoratori, chi si preoccupa?

Cinzia Viani, presidente di Unieco

Cinzia Viani, presidente di Unieco

L’unica concessione è stata una finestra di tre-giorni-tre (da giovedì sino a lunedì sera) per i licenziamenti incentivati. Veramente un mini-incentivo: da un massimo di 8 mila euro per gli impiegati con maggiore anzianità, a un minimo di quattromila per gli operai. In altri tempi il sindacato avrebbe alzato le barricate. Ma in azienda tagliano corto: «Sappiamo bene che è poco, però è il massimo che possiamo dare nella nostra situazione finanziaria».
Rudi Zaniboni, segretario della Fillea Cgil che segue la vertenza da mesi e ha partecipato agli ultimi 45 giorni di trattative concluse in un nulla di fatto, è sconcertato: «Per la prima volta nel settore edile cooperativo si procede a licenziamenti unilaterali in base alla legge, senza un percorso concordato con i sindacati: non è accaduto né alla Cmr, né a Orion, nè a Cormo e nemmeno a Coopsette.

Rudi Zaniboni

Rudi Zaniboni

E anche sugli incentivi ci sarebbe parecchio da dire: a parte il fatto che una finestra di soli tre giorni non si era mai vista, per la prima volta gli incentivi sono differenti per gli impiegati più anziani, gli impiegati sotto i dieci anni di anzianità e gli operai, che prendono le cifre più basse».
Su tutto, resta il fatto che Unieco è solo una parte del disastro delle coop costruzioni di Reggio Emilia.
Solo tra Cmr, Siteco (ex Orion) e Cdc di Modena – cooperative collassate le cui attività sono  nella Sicrea spa guidata da Luca Bosi – in questi due-tre anni si sono persi almeno 300 posti di lavoro. In Sicrea sono rimasti 392 dipendenti, ma Bosi ha dichiarato chiaro e tondo che entro il 2017 dovranno andarsene altri 110 lavoratori.
Senza contare che il 31 marzo scade la cassa integrazione a Coopsette, e che implode la costellazione di società controllate (duecento solo a Unieco) e di aziende del subappalto: sono migliaia di posti di lavoro. «Tutti i nodi arrivano al pettine, qui è sparito un intero settore che su cui Reggio Emilia aveva realizzato gran parte della propria ricchezza – conclude Zaniboni – Possibile che nessuno si fermi a riflettere, che nessuno abbia qualcosa da dire?».

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *