Sofferenze per oltre 20 miliardi cedute dalle banche reggiane

di Alessandro Bettelli

23/2/2017 – Fra Unicredit,  Bpm (l’ex Banco dei Santi), Bper e Credem ammontano a 20 miliardi e 780 milioni di euro le sofferenze che avevano in pancia e che, ad oggi, hanno ceduto gli istituti di credito reggiani. A tanto, infatti, ammonta il controvalore dei crediti inesigibili sinora ceduti dalle banche reggiane. Cessioni che gli analisti valutano, sia chiaro, positivamente, e che ammontano a circa un terzo del totale delle sofferenze ancora in essere in capo alle banche tricolori.
Cessioni che, certamente, contribuiscono a ridurre il rischio sistemico del sistema bancario italiano, ma che rappresentano solo l’inizio dell’operazione di pulizia messo in atto dagli istituto del Belpaese.
Ecco, nello specifico, l’elenco delle cessioni di sofferenze finora annunciate:  MontePaschi per 27 miliardi; Unicredit (per 17 miliardi); Pop.Vicenza e Veneto Banca per 9 miliardi; Carige per 3,5 miliardi; Banco Bpm per 3 miliardi; Creval  per 1,5 miliardi; Intesa Sanpaolo per 2/2,5 miliardi; Bper Banca  per 700 milioni di euro; Credem per 80 milioni.
Operazioni che, senza dubbio, fanno pulizia nei conti delle banche ma che, ad ora, non sembrano essere sufficienti per sgombrare l’orizzonte dei problemi del sistema a livello nazionale. Stando alle indiscrezioni di mercato, infatti, la Bce potrebbe dare a breve indicazioni sulle dimensioni dell’aumento di capitale necessario per Pop. Vicenza e Veneto Banca.
L’aumento di capitale potrebbe essere fra i 3 miliardi di euro e i 5 miliardi per coprire le perdite generate dalle cessioni delle sofferenze.
A tal proposito gli analisti ritengono che nel caso in cui l’aumento di capitale fosse pari a circa 5 miliardi sarebbe difficile per Atlante mantenere la maggioranza del capitale delle due banche, mentre lo Stato avrebbe liquidità sufficiente per poter sostenere la ricapitalizzazione delle due banche (grazie al decreto che prevede la possibilità di utilizzare fino a 20 miliardi di euro per le crisi bancarie).
Un magma, dunque, quello della situazione dei debiti inesigibili sul quale le banche italiane si ritrovano al momento ma che devono oltrepassare per recuperare fiducia sui mercati e tra gli investitori, soprattutto internazionali. Altrimenti il rischio che potrebbero correre è altissimo. In gioco, infatti, ci sarebbe il futuro dell’intero Paese.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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