Smuraglia al congresso Anpi: “Prefetti e questori non autorizzino manifestazioni con simboli fascisti”

2/2/2016 – “Non ho notizie di un sensibile calo degli iscritti all’Anpi. Stiamo facendo la campagna di tesseramento, poi tireremo le somme”. Lo ha detto il presidente Carlo Smuraglia, a Reggio Emilia per l’assemblea annuale dell’associazione nazionale partigiani.

Carlo Smuraglia (foto ansa.it)

Carlo Smuraglia (foto ansa.it)

“Sappiamo che qua e là ci sono persone che ritengono ci sia stato uno sbandamento tale da dover riflettere se rinnovare o meno la tessera. Non è un fenomeno drammatico, ognuno che va via è un dispiacere ma non è tale da modificare la struttura dell’Anpi”. Smuraglia ha chiesto atteggiamenti intransigenti dello Stato contro i movimenti neofascisti: “Finalmente il Ministro degli Interni Minniti ha risposto a un’interrogazione su un movimento decisamente fascista di Varese. È venuto in Parlamento e dato una risposta decisa: gli atti sono stati trasferiti alla magistratura che ha aperto due filoni d’inchiesta. Questo deve essere uno stato antifascista nei Prefetti, nei Questori. Non vanno autorizzate le manifestazioni con simboli fascisti”. Le leggi, del resto, sono chiare da decenni.

C’è da aspettarsi che iniziative analoghe vengano assunte nei confronti dei negazionisti delle foibe (ma si annidano anche nell’ Anpi?) e di chi ostenta simboli dello stalinismo.

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    13/02/2017 alle 16:09

    Che ad oltre 70 anni dalla caduta del regime Fascista, girino ancora questi chiari di luna illiberali, fa capire come certa politica della sinistra sia dissociata non solo dalla realtà, ma anche da un minimo buon senso. E questi vogliono addirittura impartire lezioni di “democrazia” chiedendo il divieto per certe manifestazioni(peraltro svolte sempre civilmente!) e censurando quanto avvenuto in Italia, negli anni del dopoguerra. Mi riferisco alle atrocità annegate nell’indifferenza della storiografia e non ancora riconosciute come le Foibe, il cosiddetto “Triangolo della morte”, le innumerevoli stragi e stupri, gli eccidi di partigiani non allineati, i crimini di religiosi e civili avvenuti a guerra finita. Sono invece “democratiche” e lecite, per loro, le contromanifestazioni con distintivi comunisti (dei “pacifisti” Lenin e Stalin), linguaggio violento e minacce di morte!

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