Rimborsi spese: la Corte dei conti chiede il risarcimento a 26 ex consiglieri regionali
Condannati Filippi per 25 mila euro, Pagani, Moriconi e Barbieri

4/2/2017 – La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha condannato al risarcimento del danno erariale 26 consiglieri regionali di quasi tutti i gruppi, in carica nella passata legislatura, per i rimborsi spesa finiti sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza e messi sotto inchiesta dalla magistratura bolognese. Sono quattro i consiglieri regionali di Reggio Emilia condannati a risarcire.

Fabio Filippi ai tempi politicamente d'oro, mentre stringeva la mano a Sonia Masini

Fabio Filippi ai tempi politicamente d’oro. accanto a lui Sonia Masini

La somma più alta è in carico  a Fabio Filippi (ex PdL-Forza Italia) che dovrà pagare 25 mila 334  euro in solido con l’ex capogruppo Luigi Giuseppe Villani . Condanne per tre ex consiglieri Pd. Beppe Pagani dovrà rifondere 3mila 807 euro in solid ocon l’ex capogruppo Marco Monari, Rita Moriconi – finita nel tritacarne mediatico per lo scontrino di un sex toy messo in conto spese a sua insaputa dal  segretario – che dovrà pagare la metà di 3 mila 362 euro, e Marco Barbieri (il 50% di 6 mila 88 euro) al quale vengono contestati fra l’altro 59 euro per un pranzo di lavoro legato ad un’iniziativa politica sul Tibet e 191 euro per un pernottamento a Bologna in corrispondenza di un concerto.

Beppe Pagani

Beppe Pagani

A Filippi la Corte dei conti contesta la mancanza di “documentazione adeguata” rispetto ai rimborsi ottenuti per pranzi di lavoro.

Sempre sui fondi sono in corso i processi penali, con varie assoluzioni e qualche condanna già pronunciate in abbreviato.
Tra i consiglieri, condannati per colpa grave e non per dolo, ci sono l’ex capogruppo Pd Marco Monari, i dem Antonio Mumolo, Anna Pariani e Paola Marani, Galeazzo Bignami di Fi, l’ex leghista Manes Bernardini, gli ex 5 Stelle Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, entrambi assolti nel penale. Alle cifre contestate va tolto un 15% e poi l’ammontare è diviso per due tra consigliere e capogruppo. Le condanne vanno dai 1.500 euro ai 33mila, come nel caso dell’ex Fi Marco Lombardi.

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Una risposta a 1

  1. FABIO FILIPPI Rispondi

    06/02/2017 alle 17:50

    DICHIARAZIONE DEL Prof. Avv. Antonio Carullo

    Ordinario nell’Università degli Studi di Bologna

    La sentenza della Corte dei conti, Emilia Romagna, di condanna di 26 consiglieri regionali della nona legislatura sarà appellata avanti la Corte dei Conti sezioni di appello Roma.

    È intenzione dei miei assistiti far valere le loro ragioni fino in fondo, poiché considerano la sentenza di condanna immotivata ed anche in contrasto con la decisione della Corte dei Conti Sez. Riunite di Controllo Roma (luglio 2014). Le ragioni della condanna si riferiscono alla non inerenza della spesa e alla carenza di motivazioni nonostante ogni singolo scontrino sia stato adeguatamente e ampiamente rendicontato e spiegato, nonché alla mancanza di autorizzazione al consigliere da parte del capogruppo. Su questo aspetto ricordo che non vi è, e non vi era, alcuna legge regionale o regolamento o disposizione dell’ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa che prevedesse la preventiva autorizzazione scritta del capogruppo ai consiglieri per poter svolgere la loro attività politica istituzionale e, quindi, avvalersi dei rimborsi spese a carico del bilancio del gruppo assembleare (tesi peraltro sorprendente se solo la si rapporti ad un Gruppo misto ove non vi è nemmeno omogeneità di appartenenza ad un uguale partito). Inoltre il capogruppo, chiamato a pagare il 50%delle somme contestate ad ognuno dei consiglieri, non può assumere il ruolo di agente contabile.

    Molti cordiali saluti

    Prof. Avv. Antonio Carullo

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