Processo Cemental, sfilano i sindaci: Fantuzzi e Claudio Ferrari difendono la fabbrica dell’amianto

14/2/2017 – Al processo Cemental sono sfilati i sindaci del Pci-Pds. In aula ieri al Tribunale di Reggio, per l’ennesima udienza sul caso Nanetti, hanno testimoniato gli ex sindaci di Correggio Maino Marchi, Giulio Fantuzzi e Claudio Ferrari. Ma anche diversi operai che hanno lavorato per anni nella fabbrica correggese dell’amianto.
Sul banco degli imputati  l’ex proprietario di Cemental e le sue responsabilità nella morte di diversi lavoratori, ammalatisi di mesotelioma pleurico per aver inalato le polveri d’amianto. Tra questi Luciano Nanetti, morto nel 2012, che aveva lavorato alla Cemental dal 1967 al 1971. Il figlio Andrea, ex consigliere comunale d’opposizione, quattro anni fa ha presentato un esposto contro il colosso dell’amianto, dando il via al processo. Per i vertici dell’azienda l’accusa è di omicidio colposo e di lesioni gravissime.

Cemental, 1988: residui di cemento amianto sbriciolati spostati a cielo aperto

Cemental, 1988: residui di cemento amianto sbriciolati spostati a cielo aperto

Ponti conosceva i rischi del fibrocemento? Gli operai della Cemental lavoravano in sicurezza?
Per gli ex sindaci correggesi presenti in aula la risposta e chiara: Ponti ha sempre agito in buona fede. Quello alzato da Ferrari e Fantuzzi è un muro in difesa dell’ex proprietario e delle sue migliori intenzioni. I due hanno dipinto più volte Ponti come una bravissima persona, onesta, sempre pronta a fare qualcosa per la città. Ma la sua fabbrica dove si trattava l’amianto a cielo aperto era nel cuore di Correggio a settanta metri dalla piazza centrale.
Più neutrale il deputato  Maino Marchi che si limita a raccontare quelli che furono i fatti: «Abbiamo fatto i controlli richiesti e dopo aver constatato i pericolosi livelli di dispersione delle polveri sottili, la Giunta ha votato per il trasferimento dell’azienda fuori dal centro storico». Marchi infatti era primo cittadino quando l’amministrazione decretò la necessità per la Cemental di spostare il suo stabilimento lontano dal centro abitato.

Di tutt’altro avviso ovviamente la famiglia Nanetti che, con il suo avvocato, ha puntato il dito contro il fronte pro Ponti: «Davvero credete che questo non sia un sostegno politico? Davvero volete sostenere che il fatto che Ponti fosse un imprenditore potente e molto legato alla Dc non abbia alcun peso? E’ un caso più unico che raro in Italia di sindaci che difendono un imprenditore dell’amianto».
Sconcertato anche Ciro Maiocchi della Cgil: «Non riesco a comprendere come si possa difendere a tal punto Ponti, così a spada tratta. Da primi cittadini sono mai entrati dentro alla Cemental per vedere quale erano le reali condizioni di lavoro?» .

Il dossier presentato a dicembre dalla Camera del lavoro presenta dati chiari: a Correggio si lavorava senza mascherine e senza impianti di aspirazione, a livelli di dispersione delle polveri pericolossisimi per la salute. Una teoria che, con la prima condanna di Ponti per omicidio colposo (a dicembre nel processo Cagossi) non è solo  opinione, ma è diventata sentenza.

Da segnalare l’alterco tra Andrewa Nanetti, responsabile del Comitato esposti amianto di Correggio, e l’ex sindaco Claudio Ferrari, fuori dall’aula del processo, che ha indotto i carabinieri a intervenire.

LETTERA DEL COMITATO: “PERCHE’ QUESTI SINDACI DIFENDONO UN MAGNATE DELL’AMIANTO?”

“Questa lunga udienza sè conclusa alle 16.50, la prossima è fissata per il 30 marzo alle 11.00.
Abbiamo assistito a testimonianze che sembravano preventivamente assai preparate, che però non hanno risparmiato alcune grottesche contraddizioni. Tuttavia era prevedibile che dei testimoni parenti ed ex dirigenti fedeli al signor Franco Ponti cercassero di difenderlo.
Meno normale che Giulio Fantuzzi un sindaco che per sua stessa ammissione non ha mai messo piede nella “fabbrica della morte” proferisca giudizi positivi.
E Claudio Ferrari quali elementi poteva fornire? Dato che è stato sindaco dal 1992 quando la Cemental era chiusa da tre anni.
Infatti la domanda rimane come mai questi due ex sindaci invece di schierarsi coi propri cittadini rimasti vittime o almeno rimanere neutrali, continuano a difendere con tanto interessamento un magnate dell’amianto?
Non se mai visto in nessun altro caso d’Italia. Perchè?”. Andrea Nanetti, Stefano Nanetti, Paolo Montanari, Barbara Cipolli, Rosa Di Maio, Marta Rota
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