Pil reggiano +1,3%, sotto la media regionale, ma la disoccupazione cala al 5,1%

14/2/2017 – Sono leggermente migliori del previsto i dati di chiusura 2016 per l’economia reggiana.

Gli Scenari per le economie locali di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia parlano, infatti, di un Pil che dovrebbe aver chiuso con un +1,3% rispetto al +1,2% previsto nell’ottobre 2016, associato ad una più robusta ripresa dell’occupazione (+2,4% contro il +2,2% ipotizzato pochi mesi fa) e ad una conferma di un buon rialzo del reddito disponibile per le famiglie (+2,8%). Tuttavia l’incremento del Pil provinciale è inferiore di un decimo di punto alla media regionale (,4%), per contro il tassodi occupazione è largamente inferiore: a fine anno si è attestato al 5,1% contro una media regionale che sfiora il 7%.

Le stesse analisi indicano, per il 2017, un Pil in crescita dell’1,1%, cui dovrebbe far seguito un +1,3% nel 2018.

Il sostegno al valore aggiunto provinciale dovrebbe derivare soprattutto dall’aumento dell’export che, per il 2016, è stimato in crescita del 3%, con un ulteriore rafforzamento nel 2017, anno per il quale le previsioni parlano di un +4,1%. Per le importazioni, invece, il 2016 dovrebbe aver chiuso con una flessione dello 0,4%, ma con una inversione di tendenza prevista sia nel 2017 (+3,3%) che nel 2018 (+3,1%).

L’analisi del Pil per settori di attività economica della provincia di Reggio Emilia mostra, per il 2016, un incremento del 2% del valore aggiunto prodotto dall’industria, che si prevede non andrà oltre il +1,7% nel 2017 per arrivare al +1,8% nel 2018. Rallenta leggermente rispetto alle previsioni di ottobre e si attesta al +0,9% l’aumento del valore aggiunto prodotto dai servizi; anche in questo caso il 2017 dovrebbe registrare un’ulteriore lieve frenata alla crescita fermandosi al +0,8% per risalire al +1,0% nel prossimo anno. Di segno positivo anche il trend delle costruzioni per le quali è previsto un incremento del valore aggiunto pari all’1,4% per l’anno in corso e del +1,7% per il 2018. Andamento meno performante, infine, per l’agricoltura, settore che si stima abbia chiuso il 2016 in flessione dello 0,2% e che si prevede in ulteriore calo quest’anno (-0,6%) per tornare poi in territorio positivo nel 2018, anno in cui il valore aggiunto prodotto dal settore primario dovrebbe crescere dello 0,2%.

Rivisto al rialzo rispetto all’edizione precedente degli “Scenari” l’andamento del mercato del lavoro. Le stime sull’occupazione, infatti, parlano di un incremento del 2,4% nel 2016, con la contemporanea flessione del tasso di disoccupazione che dovrebbe così attestarsi al 5,1% (in ottobre era previsto raggiungesse il 5,3%). Per il 2017 la disoccupazione dovrebbe calare ancora, scendendo sotto la soglia del 5%: il tasso di disoccupazione, infatti, dovrebbe attestarsi al 4,8% ed essere confermato anche per il 2018.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *