“Liborio, i calabresi a quel congresso Pdl li hai presentati tu”
Aemilia, Pagliani smentisce le dichiarazioni di Cataliotti

9/2/2017 – Non vi fu alcuna invasione cutrese al congresso del Pdl reggiano del 2011. Gli iscritti calabresi erano 150 su un totale di 2 mila 500.
L’avvocato Giuseppe Pagliani, documenti alla mano, smentisce quanto affermato dall’avvocato Liborio Cataliotti interrogato martedì al processo Aemilia, o quanto meno smentisce taluni  resoconti giornalistici. Il noto penalista, per lungo tempo figura di punta del Pdl reggiano e nel 2011 in guerra aperta proprio con Pagliani per la ladership del partito a livello locale, ha dichiarato che lo allarmarono l’esplosione degli iscritti a quel congresso, e la presenza massiccia di meridionali dai “cognomi strani” (come Bonaccio), per cui chiese una verifica al coordinatore nazionale sulla corrispondenza tra gli iscritti  e personaggi coinvolti in vicende di mafia.

Liborio Cataliotti depone al processo Aemilia

Liborio Cataliotti depone al processo Aemilia

Ieri la replica di Pagliani, che è andato a spulciare i documenti congressuali, e in serata ha diffuso una risposta che chiama in causa proprio Cataliotti.   «Non posso esimermi dal sottolineare che quanto affermato ieri dall’avv. Cataliotti circa il congresso del PDL del 2011, già peraltro oggetto di valutazione nel procedimento abbreviato,  sia del tutto inesatto – scrive Giuseppe Pagliani – e del tutto in contrasto con la documentazione presente negli atti del processo Aemilia» .
E riferisce: «L’elenco degli iscritti del PdL  a quel congresso riporta fedelmente il soggetto “presentatore” e, dall’analisi specifica di quei dati, emerge che gli iscritti di origine calabrese  sono circa 150 (un numero certo non rilevante né particolarmente decisivo su 2 mila 500 tesserati)».
Non solo: ««Di questi, circa un centinaio risultano essere stati direttamente presentati proprio dall’avvocato  Cataliotti (che risulta nella lista il soggetto presentatore)».
Del resto – aggiunge il capogruppo in consiglio comunale – «l’avv. Cataliotti non è stato nemmeno in grado di indicare un solo nominativo di quelli che lo avrebbero “insospettito” ed egli stesso ha smentito che in quel congresso fossero iscritti i vari Sarcone e Diletto.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

La pen-drive con gli iscritti è prodotta in atti ed è consultabile per verificare l’insussistenza di quel che ha riferito l’avv. Cataliotti, dichiarazioni rimaste prive di qualsivoglia riscontro effettivo e servite soltanto a generare un effetto cinematografico ben lontano dalla verità».
L’equivoco nasce probabilmente anche  dalle domande del pubblico ministero, che non ha posto alcune questioni sulle quali Cataliotti a vrebbe potuto essere più preciso: ad esempio, quanti erano gli iscritti di origine calabrese e se lui stesso non ne avesse presentati nel 2011, anno in cui le regole nazionali del Pdl permettevano l’elezione negli organi dirigenti anche per gli iscritti dell’ultim’ora.
Così come non è stato chiesto a Cataliotti se Pagliani fosse presente alla festa del Crocefisso di Cutro in piena campagna elettorale, insieme a lui, a Fabio Filippi, al ministro Delrio, da Olivo a Antonella Spaggiari. Se il pm lo avesse fatto, Cataliotti avrebbe dovuto rispondere di no, perché Pagliani candidato presidente della Provincia fu uno dei pochissimi a non andare a Cutro. Ma questo al processo Aemilia non viene detto.
Oggi nuova udienza nell’aula bunker del Tribunale: viene ascoltata la testimonianza dell’ingegner Salvatore Salerno.

 

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