L’affaire Lime Theater
“Silenzi, omissioni, menzogne , tentativi di sabotaggio”
“Non casi isolati, ma un sistema”

di Giuseppe Manzotti

27/2/2017 – Due parole sul Lime Theater, per chi è interessato. Se il piano era distruggere e lasciare macerie, il piano sta andando a buon fine. Non c’era strategia migliore che garantire la continuità a parole e impegni scritti, costringere una piccola azienda a una trattativa lunga e inconcludente, bloccare i lavori e assediare per fame.
E’ vero che formalmente è una trattativa tra privati, ma ci sono pezzi del mondo politico-finanziario coinvolti, c’è un ex patrimonio pubblico fatto fallire, c’è l’ipotesi di un Palaeventi da 11-15mila posti a due passi da Lime Theater di cui si conosce molto poco. Nomi e interessi si incrociano.

Il pubblico del Lime Theater

Il pubblico del Lime Theater


Cosa si vuole fare delle Fiere? Distruggerle e svenderle al prossimo giro, appena scandono gli attuali contratti? Perché ad oggi non c’è nessun piano per il rilancio e se questo piano esiste non è stato reso noto. Oppure si tratta solo di sovrano disprezzo per la cultura? La cultura, badate bene, non solo della musica, dello spettacolo e dell’arte ma anche del recupero senza utilizzo di suolo, dell’investimento senza denaro pubblico, dell’estraneità a logiche speculative opache.
Silenzi e omissioni, menzogne e tentativi di sabotaggio sono inquietanti. Non sono casi isolati, sono metodo, sono sistema. Prima dell’economia si distrugge la fiducia, poi ci si nasconde dietro chi non è in grado o non ha il potere di fare nulla. Poi si spegne la luce.

Panoramica di Mancasale e del quartiere fieristico reggiano

Panoramica di Mancasale e del quartiere fieristico reggiano

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3 risposte a L’affaire Lime Theater
“Silenzi, omissioni, menzogne , tentativi di sabotaggio”
“Non casi isolati, ma un sistema”

  1. Fabrizio Bigi Rispondi

    27/02/2017 alle 10:04

    veramente io sarei interessato, ma nessuno riesce a piegare con esattezza cosa sta succedendo. Da quel poco che ho capito, pare che la Cooperativa che ha vinto l’appalto di gestione e che ha “subaffittato”a Lime, una volta terminato il periodo contrattuale, rivoglia la disponibilità del capannone in quanto ha contratti per fiere che lì dovrebbero essere ospitate. E’ così? Se è così non vedo quali oscure trame anti cultura ci siano. Se non è così cercate di spiegarlo
    grazie

  2. Fausto Poli Rispondi

    27/02/2017 alle 19:41

    Buonasera.

    Al di la’ della vicenda, credo che una location del genere, potrebbe essere appetibile per farcene anche una discoteca, essendo il locale estremamente modulabile. Se ci sono accordi da far rispettare, allora potrebbe significare che il parco fieristico ritorni ai suoi fasti. Cosa che non vedo all’orizzonte.

    Non vorrei pensar male, ma quell’area e’ alquanto appetibile. Ma sono solo supposizioni.

    E’chiaro che come si fa ad avere Reggio Emilia, senza quartiere fieristico ?

    Un po’ assurdo, mi pare.

  3. Fausto Poli Rispondi

    27/02/2017 alle 19:45

    Complimenti al Sig. Manzotti per quest’articolo: ha espresso in poche righe quello che credo tanti pensino.

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