la manilega

di Gabriele Corsi
Domanda: dà più fastidio la bandiera della Lega Nord e lo slogan “Vogliamo sicurezza” o i ladri in casa che mettono sotto sopra le nostre certezze e, giorno dopo giorno, allungano la lista di scippi e furti che finiscono nel calderone statistico della criminalità?
Risposta difficile. Perchè se da una parte c’è chi urla alla mancanza di sicurezza e dice di vivere nell’angoscia di una città fuori controllo, dall’altra in strada a chiedere sicurezza ieri sera erano solo un centinaio dietro le bandiere e le fiaccole della Lega Nord che ha sfilato in una via Emilia distratta dal rito della vasca del sabato pomeriggio.
Quasi più carabinieri, polizia e agenti della Municipale di scorta alla manifestazione che manifestanti urlanti, chi con bandiere, chi con megafoni, chi con fiaccole accese per portare la luce in una città ottenebrata dal “va tutto bene” anche perchè “non cambia niente”.
Eppure il gesto c’è stato, con tanto di mini-comizio finale di Gianluca Vinci, segretario della Lega Nord reggiana, davanti al teatro Valli: troppi stranieri in giro, interi quartieri in cui i reggiani sono ormai una parte residuale, bisogna cambiare le cose al prossimo appuntamento con il voto. Ma con quali voti cambiare le cose? Un centinaio di partecipanti, presenti le delegazioni di Lega Nord e Fratelli d’Italia per la sfilata partita da Rosta Nuova, davanti alla chiesa di S.Antonio, tappa allo stadio Mirabello e poi dritti lungo la via Emilia fino a piazza Del Monte e arrivo davanti al Valli. Certo, c’è da calcolare il fronte dei silenziosi, quelli  che non sfileranno mai in strada, ma si sentono a disagio ad andare in giro, la sera, per la nostra Reggio che non è più quella di qualche anno fa. Ma mettendo insieme solo le denunce presentate dall’inizio dell’anno, i partecipanti alla fiaccolata di ieri sera sarebbero stati di più.
Ecco perchè forse quelle bandiere, l’etichetta politica – che pure è l’unica formazione partitica che si è data da fare per tenere accesa l’attenzione sull’emergenza criminalità – ha tenuto spente molte delle fiaccole che sono in realtà pronte ad accendersi. Perchè ad ascoltare chi ha assistito alla fiaccolata da sotto i portici della via Emilia, senza mischiarsi, “il problema c’è”, “è una cosa seria”, “fanno bene a manifestare”. Ma nessuno che esca allo scoperto.

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