Scissione Pd: esce anche il segretario cittadino Mauro Vicini
“Vado con Rossi e Speranza”
Ma il suo circolo lo lascia solo

25/2/2017 – Se ne va dal Pd anche il segretario dell’Unione comunale  di Reggio (e segretario del circolo 4)   Mauro Vicini.
L’altra sera Vicini ha formalizzato le dimissioni dalle cariche di partito al direttivo del  circolo, affidando  alla sua pagina Facebook una dichiarazione in cui annuncia  di  «voler partecipare alla costruzione di un nuovo soggetto politico» nel solco delle scelte di Enrico Rossi e Roberto Speranza.
Vicini è un altro esponente di rilievo del Pd reggiano che varca il Rubicone per  marciare verso la Cosa Rossa: hanno aperto la strada Mirko Tutino e Silvia Prodi, seguiti da Lanfranco De Franco, che motivato la sua uscita dal partito all’assemblea di mercoledì sera ai Chiostri della Ghiara.
Sono in uscita anche un’altra consigliera di Reggio, Roberta Pavarini Alessandro Roccatagliati membro della direzione regionale Pd, gli ex consiglieri  regionali Gianluca Rivi e  Marco Barbieri, quest’ultimo amico di Enrico Letta e di Pierluigi Saccardi.

Mauro Vicini

Mauro Vicini

Barbieri ha dichiarato di essere “affranto” e che pensa seriamente di uscire: «Non si può lasciare andare personalità come Errani nell’indifferenza generale del Pd». E in questo momento «non si sa su quali idee si fondi il Pd, penso che Renzi porti la responsabilità di questo disastro». Invece è ancora tentennante il capogruppo del Pd Andrea Capelli, il cui cuore batte molto a sinistra, ma che non si rassegna «a un Pd che non sopravvive a Renzi». Verso la Cosa Rossa anche il vicesindaco Matteo Sassi, che è alla ricerca di una casa politica dopo essere rimasto orfano di Sel.
Non sono pochi, comunque, quelli che attendono un segnale da Errani  (che parlerà oggi a Ravenna) e da Bersani per decidere il grande passo.
Ma torniamo a Mauro Vicini, che spiega così lasuauscita dal partito: «Ho condiviso, con il Segretario Provinciale Andrea Costa, l’invito a Renzi e a Bersani affinché, confrontandosi, si possa “tirare il freno e recuperare ragionevolezza” – ha dichiarato –
Mi aspettavo, senza successo, uno sforzo responsabile teso a ricucire un percorso politico e congressuale che avrebbe consentito al PD di presentarsi, ai prossimi appuntamenti elettorali, con maggiori possibilità di ottenere consenso, recuperando le difficoltà emerse sulle problematiche del lavoro, della scuola, delle politiche economiche e fiscali.
Mi sento di indicare l’esito negativo di questo sforzo nella mancanza di autorevolezza della maggioranza che sostiene l’ex Segretario nazionale».
Secondo Vicini «dopo l’esito delle elezioni del 2015, 2016 e del referendum costituzionale sarebbe stato ragionevole riflettere sugli esiti e delineare una azione tesa a recuperare, con l’azione di governo, consenso per le elezioni politiche nazionali».
«Senza impegni legati ai ruoli di garanzia – ha specificato – mi sentirò libero di impegnarmi per partecipare alla costruzione di un nuovo soggetto politico, capace di recuperare consenso da chi non si ritrova più nel PD e di chi si è illuso per il voto al M5S, nei tempi e nelle modalità legate alle scelte nazionali di Enrico Rossi e Roberto Speranza.
Il mio impegno sarà teso a rafforzare, nel quadro di scelte personali che emergerà, le nostre amministrazioni locali e ogni spazio di confronto sulle tematiche che incidono sul consenso al centro-sinistra».
Ieri il direttivo del circolo 4 ha diffuso un documento, approvato all’unanimità in cui dichiara di «non condividere la scelta del segretario dimissionario Mauro Vicini», che quindi se ne va da solo,   e indica  come reggenti Giorgio Campioli e Angiolino Di Pietro.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *