“Il Pd ha fatto infiltrare le mafie a Reggio”
Pagliani a Costa: “Aemilia dovrebbe indagare su di voi”

4/2/2017 – “Caro Costa, se nella nostra provincia il tessuto economico è infiltrato dalle mafie, la colpa è esclusivamente vostra. Questo dovrebbe chiarire il processo Aemilia:  fare luce sul rapporto esistente tra i consensi che per anni la sinistra ha raccolto nel mondo calabrese e cutrese nello specifico. Fatevi un bell’esame di coscienza, e chiedetemi scusa”.

Oggi Giuseppe Pagliani ha risposto a palle incatenate al segretario provinciale del Pd Andrea Costa, che ne aveva chiesto le dimissioni dal consiglio comunale e provinciale (incitando persino Forza Italia contro di lui) dopo l’ascolto, nell’udienza di giovedì del processo Aemilia, della telefonata di quattro anni fa in cui l’avvocato di Reggio Emilia Sarzi Amadé, il giorno dopo la cena agli Antichi Sapori, gli parlò di un dossier da confezionare contro Enrico Bini. dossier che, ha dichiarato ieri l’avvocato, non è mai esistito.

In solidarietà con Pagliani  è intervenuto con un comunicato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (“Attacchi gravi e arbitrari contro chi fa battaglia di giustiza, trasparenza e libertà”), il coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Palmizio (“Ignobile che si tenti di eliminare un oppositore con un linciaggio politico senza precedenti”) e quello provinciale Gianluca Nicolini, che ha chiesto al Pd quante varianti, appalti e permessi di costruire i Comuni hanno concesso ai costruttori coinvolti nel processo Aemilia.

Giuseppe Pagliani e Maurizio Gasparri a Giovinazzo

Giuseppe Pagliani e Maurizio Gasparri a Giovinazzo

Ma torniamo a Pagliani, che oggi ha ribaltato sul Pd l’accusa di aver fatto il gioco delle mafie, ricordando la vicenda di Brescello,  il pellegrinaggio elettorale di Delrio a Cutro e il comportamento del sindaco Luca Vecchi che si era dimenticato di riferie al consiglio comunale di aver comprato casa da un imprenditore cutrese poi imputato in Aemilia.

Una giornata in cui a salire sul banco degli imputati è stato il Pd.

Di seguito il comunicato diffuso da Giuseppe Pagliani

“Va urlato al segretario provinciale dei Ds Andrea Costa che deve restare nelle istituzioni chi non ha mai costruito un dossier in vita propria e chi le cure dagli avversari politici le ha solo ricevute: si ricordi  si rivolga la memoria alla denuncia della stessa Sonia Masini nei miei confronti per l’affare Global Servic.

Deve rimanere saldamente nelle istituzioni chi sa di essere vittima di una ingiustizia che per dimensione e vigliaccheria ha assunto una portata nazionale. Invece, deve rimanere nelle istituzioni invece chi fa il ministro ed è andato in pellegrinaggio elettorale a Cutro? chi come il Sindaco Vecchi e la moglie Maria Sergio hanno Dimenticato di comunicare che chi gli ha costruito casa è stato coinvolto nell’indagine Aemilia?

Mi sarei aspettato le scuse da parte di tutti i rappresentanti politici della sinistra locale che sapendomi innocente ed avendo assistito ai gravi pregiudizi da me e dai miei famigliari subiti ingiustamente pur essendo estraneo a qualsivoglia responsabilità penale. Ho difeso il Prefetto De Miro in ogni occasione pubblica in cui mi è stato possibile intervenire. Ho sempre accusato la Presidente Masini di scarsa attenzione sui fenomeni malavitosi in genere. La Masini stessa ha perso la sua ultima battaglia politica in tribunale a Reggio contro di me nel maggio 2016, quando la dott.ssa Baraldi Gup all’udienza preliminare ha sentenziato che le mie nei confronti della ex Presidente della Provincia erano critiche legittime e politiche.

Giuseppe Pagliani accanto a Daniela Santanché. A sinistra Gianluca Nicolini, a destra Luca Vezzani

Giuseppe Pagliani accanto a Daniela Santanché. A sinistra Gianluca Nicolini, a destra Luca Vezzani

Non difendo me solo legalmente, difendo me moralmente avendo da sempre una passione politica per la destra in una città in cui tutto è di sinistra. io a differenza di quasi tutti Voi politicanti,

Costa, ho un lavoro che mi soddisfa a pieno e mi realizza e tolgo tempo alla famiglia ed al mio lavoro per poter continuare a fare politica amministrativa. Chi crede veramente nelle istituzioni, e non nella esclusiva gestione del potere come fate miseramente Voi, crede anche che le sentenze e la giustizia vadano rispettate, non si tratta di garantismo, valore troppo alto per dei politicanti faziosi e miopi quali Voi spesso date prova di essere, si tratta di buon senso e di un minimo di coscienza e scrupolo.

Fate, caro Costa, Voi e le cooperative che avete sempre protetto e prescelto un bell’esame di coscienza, se il tessuto economico è infiltrato dalle mafie nella nostra provincia la colpa è esclusivamente Vostra, questo territorio lo dominate da sempre, chi aveva le imprese cutresi come sub appaltanti, le Vostre cooperative edili “rosse” praticamente quasi tutte in dissesto finanziario ed economico.

Le coop di costruzione hanno lasciato sul campo, morte o morenti, una marea di imprese piccole e medie artigiane che costituivano una ricchezza enorme per il nostro territorio ed ora le famiglie di chi le possedeva o vi lavorava si trova in stato pre fallimentare o fallimentare. Neanche una parola è stata spesa da Voi per chiarire, se queste imprese cutresi erano e sono mafiose perché per decenni avete concesso licenze edilizie ad aziende in odore di mafia. Questo dovrebbe chiarire il processo Aemilia, fare luce sul rapporto esistente tra i consensi che per anni la sinistra ha raccolto nel mondo calabrese e cutrese nello specifico.

Sei Tu, caro Costa , che non chiarisci le responsabilità originarie del PCI-PDS-DS-PD: altroché fare lezione di morale agli altri, la Tua è inopportunità politica, non quella di chi da sempre milita con impegno, rispetto delle istituzioni e onestà all’opposizione a destra in una città ed in una provincia dove la nostra presenza è da sempre di pura testimonianza.

Il sostegno alle forze dell’ordine ed alla legalità io la professo e lo vivo da sempre, diffido tanto in chi, come Te, dimentica la responsabilità storica e politica di chi le infiltrazioni mafiose ha permesso si radicassero nei nostri territori. Pertanto con un atto di umiltà Tu per primo dovresti chiedere scusa a tutti i reggiani, siano essi Vostri elettori o viceversa Vostri oppositori”. (Giuseppe Pagliani capogruppo Forza Italia Reggio Emilia)

GASPARRI:  È tempo di indagare su responsabilità sinistra che ha amministrato territorio

“Nonostante l’assoluzione che c’è stata a Bologna, vedo che si rinnovano velenosi e infondati attacchi all’avvocato Giuseppe Pagliani.

Sulle vicende delle infiltrazioni a Reggio Emilia da parte delle organizzazioni criminali continua una politica sbilanciata. Non si approfondiscono ruoli e responsabilità della sinistra che hanno amministrato i territori ma ci accanisce contro chi, dall’opposizione, fa soltanto battaglie di giustizia, di trasparenza e di libertà. Rinnovo l’amicizia e la stima all’amico  Pagliani.

Partendo non solo dal suo operato da tutti conosciuto e apprezzato sul territorio, ma anche dai fatti e dall’assoluzione perché non c’era alcun elemento a supporto di indicibili accuse. Che si rinnovino teoremi e ricostruzioni arbitrarie e infondate è veramente grave. Non staremo inerti e in silenzio di fronte a campagne di mistificazione che vogliamo denunciare pubblicamente. È ora di finirla e di mandare a processo quelli che hanno fatto gemellaggi e non solo con ambienti ambigui e pericolosi”. (sen. Maurizio Gasparri, Forza Italia)

PALMIZIO: SPUDORATO LINCIAGGIO POLITICO CONTRO PAGLIANI

Siamo abituati da anni a vedere trasformati i processi delle aule dei tribunali in gogne politico mediatiche. E’ tipico della mentalità di una certa sinistra che non ha mai smesso l’abito stalinista e desidera l’annientamento dell’avversario politico.

Quello che è andato in scena giovedì al processo Aemilia e nei giorni seguenti, grazie alle speculazioni politiche di M5S e Pd, ha del vergognoso.

Massimo Palmizio

Massimo Palmizio

E’ vergognoso che, a Reggio Emilia, si tenti di eliminare con un linciaggio politico senza precedenti un oppositore che ha visto cadere uno ad uno tutti gli addebiti a suo carico ottenendo assoluzioni con formula piena in tutti i procedimenti giudiziari.

Il tentativo del segretario provinciale Pd di emarginare l’avvocato Pagliani sollevando contro di lui la “questione morale” ha dell’incredibile e dello spudorato, alla pari dei pentastellati che si comportano da giustizialisti con tutti tranne che con se stessi. 

Quanto alla vicenda Masini, è l’ex presidente della provincia che deve scusarsi con Pagliani per averlo ingiustamente accusato tanto da vedersi respinta la querela dal GUP Baraldi nel maggio scorso.

Forza Italia è profondamente grata alle forze dell’ordine e alla magistratura per il quotidiano lavoro nella lotta alle mafie presenti nel nostro Paese, al contempo non smetterà mai di denunciare con forza l’uso politico della giustizia da parte di alcuni esponenti della stessa magistratura. (Massimo Palmizio, deputato, coordinatore regionale di Forza Italia)

GIANLUCA NICOLINI: IL PD INFANGA I TRIBUNALI CHE HANNO ASSOLTO PAGLIANI

La questione morale è una costante della sinistra italiana. Quando non si riesce ad eliminare un avversario per via politica e neanche per via giudiziaria non resta che porre la “questione morale” consci che la sinistra ha un’ontologica superiorità etica che nessuno può offuscare.

Ma la verità sta da un’altra parte.

Questa l’ha definita il tribunale del Riesame di Bologna con sentenza passata in giudicato e mai appellata e la sentenza di primo grado la quale stabilisce che Pagliani non ha commesso alcun reato e che il fatto non sussiste.

Ad oggi i fatti stanno così: o si accetta quanto stabilito dai giudici in due distinti procedimenti giudiziari oppure nel borioso desiderio di distruggere l’avversario si finisce per infangare il lavoro dei tribunali italiani con buona pace delle rivendicazioni di essere “uomini” delle istituzioni.

Per questo come movimento politico non possiamo che rispedire al mittente le inqualificabili accuse mosse dai Grillini e dal segretario provinciale Pd Costa.

Se ai primi basta richiamarli a guardarsi in casa e ai disastri della Capitale, al secondo è d’uopo spendere qualche riga in più.

Perché Costa non chiede ai suoi amministratori locali, di oggi e del recente passato, di fornire l’elenco di tutte le varianti in incremento, i permessi di costruire, gli appalti pubblici, le perequazioni urbane da loro concesse, durante il grande sacco urbanistico provinciale degli anni 2000-10, alle ditte o ai soggetti oggi sotto inchiesta nel processo Aemilia? Perché non spiega quali erano i rapporti in essere tra le medesime ditte e il sistema delle cooperative rosse che a Reggio Emilia fa capo “politico e culturale” al principale erede del PCI che è il Pd?

Costa ha per caso dimenticato che un comune confinante con il suo (Brescello) ed amministrato dal Pd tramite una lista civica è stato sciolto per mafia?

Voglio concludere con un personale attestato di stima verso il sindaco Enrico Bini; benché non lo conosca personalmente, ho potuto apprezzare in questi anni il suo impegno a favore della legalità nella nostra provincia, tanto da scontrarsi anche con il suo stesso partito. (Gianluca Nicolini, coordinatore Provinciale Forza Italia – Reggio Emilia)

 

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