Smog, Reggio ha già consumato il bonus di un anno
Record negativo: superato il limite di 35 sforamenti

di Pierluigi Ghiggini

24/2/2017 – La tregua è davvero durata lo spazio di un mattino. L’aria a Reggio Emilia è tornata a essere la peggiore dell’Emilia-Romagna, questa volta a pari demerito con Modena.
Perchè dall’11 febbraio a mercoledì (ultimo dato disponibile) Reggio ha totalizzato undici “sforamenti” delle Pm 10 su dodici giorni, e la serie negativa si è interrotta solo il 16, ma per ragioni puramente amministrative: il livello di Pm10 quel giorno si è fermato a quota 50, mentre  l’allerta uficiale scatta a quota 51. Curiosamente, lo stesso livello 50 era stato registrato a Modena, mentre a Ravenna la media dei rilevamenti sulle 24 ore si era fermata, nello stesso giorno, a quota 49.

I livelli di polveri sottili in Emilia Romagna in due settimane

I livelli di polveri sottili in Emilia Romagna in due settimane

Così solo un misero punticino ha “salvato” Reggio dal blocco automatico domenicale del traffico in base alle norme vigenti; blocco che tuttavia potrebbe essere deciso oggi, in un vertice convocato in comune, in relazione alla massa di smog che continua a soffocare la pianura Padana.
Il buon senso consiglierebbe comunque di assumere provvedimenti drastici in ogni caso  per salvaguardare  la salute pubblica, ma anche per contenere il rischio di sanzioni.
Mercoledì, infatti, è avvenuto un fatto storico, parlando in negativo: Reggio Emilia con la sua centralina di viale Timavo ha raggiunto le 35 giornate di “sforamenti” del livello di polveri sottili ammesse dalle norme in vigore per tutto tutto l’anno.

I dati delle centraline reggiane di mercoledi 22

I dati delle centraline reggiane di mercoledi 22

Non è finito febbraio e la città ha già consumato il bonus che doveva bastare sino a dicembre. Un fatto  simile non era mai accaduto sul fronte dell’inquinamento atmosferico.
Un evento traumatico, che riporta indietro le lancette di molto tempo. In poche settimane la congiuntura metereologica ha cancellato gli sforzi compiuti negli ultimi anni, evidentemente insufficienti.
Per la cronaca, mercoledì la centralina di Castellarano ha raggiunto livello 71, quella di San Rocco di Guastalla 59, mentre le medie h 24 registrate al San Lazzaro e in viale Timavo a Reggio sono state di 60 e 67. Ma nei giorni scorsi si sono registrati anche livelli di 87 e 84, sempre di Pm10.
A ciò si aggiunge lo sforamento quasi permanente del livello di Pm 2,5 , le più micidiali per l’organismo umano: il livello limite è di 25 microgrammi per metro cubo d’aria, ma siamo costantemente al di sopra di questa soglia fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

La cappa di smog sulla Pianura Padana. Foto da satellite

La cappa di smog sulla Pianura Padana. Foto da satellite

Nell’attesa che la pioggia porti qualche sollievo (ma dopo qualche giorno di bel tempo saremo punto e a capo) è indispensabile proteggere soprattutto i bambini, in primo luogo evitando di portarli in passeggino (sono all’altezza dei tubi di scarico) nelle zone trafficate. Anche gli anziani devono uscire il meno possibile e comunque stare lontani dal traffico: studi recenti hanno provato che le Pm2,5 entrano in circolo nell’organismo attraverso i polmoni e superano la barriera encefalica, depositando metalli pesanti del cervello. Da qui l’incidenza dell’inquinamento nell’Alzhemier, dimostrata da recenti studi condotti in Canada.
Sotto accusa è l’aria avvelenata di tutta la pianura Pianura Padana, fra le peggiori dell’Europa e anche del mondo. Ma Reggio, che quest’anno sta realizzando le performance peggiori dell’Emilia, ha evidentemente qualche problema in più.
Su questo dovranno riflettere anche oggi amministratori e esperti, per individuare le cause, proporre i rimedi e imporre i provvedimenti conseguenti.

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *